Psicologia del benessere

Controllare le emozioni

Aida

Condividi su:

Buongiorno,
Sto vivendo un periodo della mia vita che è bellissimo per alcuni aspetti, in quanto ho sposato da un anno e mezzo l’uomo che amo e che ho sempre voluto al mio fianco, ma è anche buio sotto altri punti di vista.
Il buio deriva dal fatto che mio marito ha una cultura completamente diversa dalla mia, e a volte faccio fatica a conviverci. Il problema per me più frustrante è che nella sua cultura la sposa non è rispettata, non è ritenuta importante, la sua opinione conta poco. Io, sempre per una questione di cultura, devo convivere con i suoceri, che sono persone piacevoli tutto sommato, sono simpatici ed educati, ma nonostante il tutto sia molto limitato nei miei confronti, essendo io di una cultura diversa, di fondo questa mentalità io la percepisco e me la sento addosso.
Questo mi fa stare male, colpisce la mia autostima e il mio orgoglio. Mi sento ignorata e non ritenuta importante e mi tengo spesso tutto dentro, esplodendo magari quando sono da sola con pianti e nervosismo.
Mi sento a volte molto felice e a volte molto infelice.
Siccome per motivi che, per non dilungarmi troppo, non sto qui a raccontare, io questo fatto non lo posso cambiare, voglio riuscire a cambiare la mia visione rispetto a questo fatto. Ma è così difficile e mi sento sempre in un bordo tra luce e buio e quando parto convinta per andare verso la luce, prima o dopo qualcosa mi fa tornare nel buio.
Io credo che il primo passo per trovare la pace dentro di me sia imparare a controllare le emozioni, a non esplodere sempre a non reagire con nervosismo ma lo trovo estremamente difficile. Qualcuno mi può aiutare?

GraZie

7 risposte degli esperti pubblicate per questa domanda

Gentile signora,


lei dice di non poter cambiare la sua situazione, presumibilmente anche quella abitativa. Sarebbe a mio avviso molto importante tuttavia sapere se la casa dove abitate è la vostra e ospitate i suoceri o viceversa è la casa dei suoceri in cui voi siete più o meno ospitati. E' in ogni caso importante che la coppia, tanto più se nata da poco, abbia una sua privacy, uno spazio proprio in cui parenti vari non abbiano libero accesso.
Una volta chiarita e delimitata la modalità abitativa nel senso sopra indicato, potrà con più successo occuparsi  anche della gestione delle sue emozioni.


Cordiali saluti

Ciao Aida,


La vita, l’amore sono fatti di “luci ed ombre” o di “luce e buio” come scrivi tu. L’importante è che il “buio” non prevalga sulla luce. E questa risposta te la puoi dare solo tu… e non credo si tratti di controllare le emozioni come vorresti fare tu; è più che normale che in una situazione così tu ti senta frustrata e talvolta infelice. Non è facile lasciarsi dietro un modo di vivere, di pensare e a mio parere, se volete crescere come coppia, lui dovrebbe diventare un po’ come te e tu un po’ come lui. Mi sembra invece che stiate andando in un’unica direzione: la sua. E questo non mi sembra giusto, come non mi sembra giusto che tu ti arrenda quando dici “che questo fatto non lo puoi cambiare”. Cerca di avere un dialogo sincero con tuo marito e di non chiuderti in te stessa “esplodendo da sola a piangere”. Adattarsi ad una cultura nuova presuppone una certa apertura mentale che però non deve essere unilaterale. Da quello che scrivi si evince che sei una ragazza intelligente e sensibile e forse riuscirai a trovare la strada per uscire da questo buio ma mi raccomando non perdere mai di vista te stessa.


Un abbraccio

Gentile scrittrice,


non direi che si tratti tanto di controllare le tue emozioni quanto di dare loro un senso. Ti consiglierei, se possibile, di parlare di come ti senti con qualcuno, meglio se con tuo marito, prima di arrivare a esplodere quando sei da sola. Non tenerti tutto dentro potrebbe aiutarti a prevenire queste esplosioni. Potresti anche parlare con lui e con i tuoi suoceri della loro cultura per conoscerla meglio. Magari questo confronto ti farebbe sentire meno sola. Un confronto con loro potrebbe permetterti modificare la tua visione rispetto alle situazioni che ti fanno stare male e di spiegare loro nello specifico quali questioni ti fanno sentire ignorata e non importante.

Mia cara Aida, non credo funzioni così.


La cultura è parte del patrimonio di ognuno quasi al pari di quello genetico, non che non si possa modificare, ma è complicato.


Pensare di valere meno perchè donna, con tutto quel che a questa visione è connesso..... come pensa possa essere possibile?! Per lei significherebbe rinunciare ad una parte di se stessa, a desideri, bisogni, significherebbe rinunciare ad una piena autorealizzazione! Se non si sta bene con se stessi non si può stare bene con gli altri.


In più il "sacrificio" di adeguarsi all'altra cultura non è stato chiesto a suo marito, nè sembra pensabile un patto congiunto che armonizzi entrambe le vs. culture...Ma, appunto perchè lei donna, è a lei che viene chiesto il sacrificio.


Bisognerebbe vivere in un perenne "far finta che". Reprimi oggi, reprimi domani, fa finta oggi, fa finta domani fino a quando la pentola a pressione esplode! Le emozioni sono il mezzo attraverso il quale la parte più profonda di se stessa prende voce, ed urla alla fine " a me così non sta bene!"


Non è questione di gestire le emozioni che sono l'espressione del profondo conflitto che c'è dentro di lei. Se il conflitto non si risolve le emozioni prima poi prenderanno il sopravvento, in modo impulsivo, violento, incontrollato. (scatti di ira, urla, o chiusura in se stessa, demotivazione...) di nuovo e di nuovo.


E mi creda, non ci sarebbe nulla di male a "sposare" una cultura diversa, se frutto di una personale e profonda scelta, intimamente e autenticamente condivisa. Ma dalle sue parole non mi sembra il suo caso perchè sembra che Lei abbia "sposato" la cultura di suo marito solo per amore. Ma l'amore non sempre basta...se poi il prezzo è la rinuncia a se stessi.


Non può cambiare la situazione dice. Direi che forse non vuole, o meglio non è pronta per ora e ci sta. Si dia tempo e si assecondi, senza forzature. 


Ma non esiste pillola che possa mettere a tacere la coscienza.


Auguri


 

Carissima Aida,


l’amore può superare tutte le differenze. Cercate di costruire un buon dialogo ed una buona comunicazione, cercando sempre ciò che vi unisce non ciò che vi separa. Piano piano potrebbe accadere di riscoprire tanti aspetti positivi del vostro essere insieme e del condividere tutta la vostra vita. Cio che rimane importante è la fedeltà reciproca e la fiducia nel vostro rapporto. Altro aspetto importante che deve essere chiarito è su cosa lui vuole da te e cosa vuole costruire, qual’e Il vostro progetto comune. Cerca di essere comprensiva e di creare uno spazio dove potete essere solo in due, senza farti influenzare da ciò che vi circonda, né tantomeno dalla mentalità delle famiglie di origine, che vanno rispettate ma senza essere di ostacolo per voi. 


Un cordiale saluto 

Cara Aida,


Capisco che tu ami tuo marito e lo vuoi al tuo fianco. Mi rendo conto dalle tue parole che il prezzo emotivo da pagare è veramente alto e il rischio è che alla lunga possa portarti ad uno stato depressivo. Controllare le emozioni non aiuta, aiuta ascoltare le emozioni anche quelle di frustrazione e rabbia per sentirsi annullata. Quelle emozioni ti stanno dicendo che non è giusto per la tua salute mentale essere trattata così e dovresti parlare con tuo marito. O non puoi? Chiedi aiuto psicologico anche al consultorio della tua città perché quel buio che ogni tanto compare potrebbe diventare sempre più grande. C'è una via di uscita ma non è controllare le emozioni. Buona fortuna

Buongiorno Aida,


per quale ragione mai lei dovrebbe smettere di sentire la sua insoddisfazione nel non sentirsi accettata, amata e valorizzata dall'uomo che Lei ha scelto di avere al suo fianco?


Lei desidera sentirsi amata da suo marito, ma con la testa cerca di farsi andare bene ciò che di fatto non la fa stare bene. Si vuole ammalare? Desidera davvero annullare il suo intimo sentire di persona e di donna per non mettere in discussione ciò che di fatto non le va affatto bene? Non lo credo affatto. Infatti scrive qui. Allora che fare?


Inizi facendo il contrario di quello che sta già cercando di fare (reprimere il suo sentire) e vada incontro alle sue emozioni più profonde. Quelle sono il suo unico faro! D'altronde, se così non facesse, finirebbe anche il sentimento per l'uomo che ancora vuole accanto a sè.


Se ne ha voglia e ritiene che possa esserle utile, affronti questa domanda esistenziale profonda - che preme dentro di Lei - all’interno di spazi di ascolto personale in un percorso di psicoterapia.


Qualunque scelta Lei decida di compiere a riguardo, Le auguro di cuore di non tradirsi.


 


Cordiali saluti

Vuoi scoprire tutti i contenuti per "Psicologia del benessere"?

Poni la tua domanda agli esperti

Il servizio "Domande allo Psicologo" è attivo. Ogni giorno verranno selezionate le domande da inviare al circuito e da pubblicare sul sito. Non tutte le domande pervenute verranno evase.

invia domanda

Domande e risposte

concorsi e sfide

Salve sono la mamma di un bimbo di 6 anni appassionato, fin da quando aveva 2 anni, di LEGO.L'ho ...

4 risposte
Come superare il momento?

Buongiorno a chi mi vorrà rispondere. La mia situazione è questa: ho quasi 30 anni, ...

4 risposte
Ho bisogno di aiuto?

Vorrei fare una domanda semplice, quanto complessa. Come faccio a sapere se ho bisogno del supporto ...

4 risposte

potrebbe interessarti

Questo sito web o le sue componenti di terze parti utilizzano i cookies necessari alle proprie funzionalità. Se vuoi saperne di più puoi verificare la nostra cookie policy.