Mio figlio di 19 anni ha un comportamento molto strano

Anna

mio figlio 19 anni ,comportamento molto strano ,si e ritirato da scuola a pochi mesi dalla quinta ragioneria ,si e isolato ,non cura piu se stesso ,ed continua a dire di essere innamorato di una sua compagna di classe ,la tempesta di ms ,lei e fidanzata ,ma lui sostiene che che lei e innamoratta di lui ,lei ha anche detto che lo vuole denunciare per stolkin ,ma lui dice che sono i genitori di lei che le vogliono fare fare questo ,portato dallo pscologo ,mi ha consigliato di farlo vedere da uno pschiatra ,portato lo pschiatra le ha prescritto ciprax da 10 e cymbalta da 60 ,prima andava settimanalmente dallo pscologo ,da dicembre non ha piu voluto andare ,ma per ora una volta al mesa va ,la pschiatra ha detto che pscotico ,io non vedo miglioramenti anzi.... cosa mi consglia di fare sono disposta a tutto ho provato in vari modi ha cercare di fargli fare qualcosa ,animatore centri estivi ,doposcuola ai bimbi .aiutoad un panettiere ,ma dopo due volte si rifiuta di andare ,si vede brutto ,si guarda sempre allo specchio ,sono disperata

8 risposte degli esperti per questa domanda

Gentile utente, Quale diagnosi e' stata posta dallo psichiatra?
Buongiorno Sig.ra Anna, comprendo la sua preoccupazione, prima di tutto e' importante che suo figlio si curi. Non è' semplice per nessuno iniziare un relazione terapeutica, e'. Importante continuare anche con lo psichiatra . Le consiglio di farsi aiutare ) da un terapeuta per gestire questa difficile soluzione ( se la situazione lo consente insieme a suo marito ) Non mi pare il caso ( in questo momento) far fare lavori troppo socializzanti a suo figlio. Cordiali saluti
Cara Anna, purtroppo credo che la diagnosi di psicosi che è stata fatta sia corretta, quindi credo che la cosa più adeguata da fare sia quella di accettare la diversità di suo figlio, imparare a conoscerlo e trovare le strategie più adatte per renderlo sereno, agendo sulla qualità della vita, della sua vita, e non ostinandosi a voler cambiare le cose. Le consiglio di recarsi da uno psicologo lei in prima persona, sicuramente potrà darle dei consigli molto utili su come gestire la situazione, su come aiutare al meglio suo figlio. Inoltre punti molto sui consigli dello psichiatra che segue suo figlio rispetto ai farmaci, e cerchi di capire come funziona la sua mente. Infine non l'abbandoni, lui avrà sempre bisogno di lei, lei è sua madre, il suo amore lo aiuterà a vivere, ad andare avanti, si faccia forza, la situazione non è facile, ma, come le suggerivo prima, chiedere sostegno psicologico lei stessa può esserle di grande aiuto. Coraggio!
Dott.ssa Gloria Baisini

Dott.ssa Gloria Baisini

Brescia

La Dott.ssa Gloria Baisini offre supporto psicologico anche online

sono troppo pochi gli elementi che da in questo racconto del problema forte che ha suo figlio (ma non è che aumentando il numero delle parole si avrebbero più risposte) bisogna fare dei colloqui per capire le problematiche e riuscire a trovare la strada. Se è riuscito ad andare a scuola fino alla quinta ragioneria vuole dire che delle capacità e delle possibilità sono presenti in lui. Bisognerebbe indagare con grande sforzo e in tempi celeri ciò che l’ha portato ha costruirsi delle ossessione che gli stan facendo perdere un po’ il contatto con il mondo circostante e soprattutto con la sua vita.
Signora Anna, suo figlio per il momento ha bisogno di cure psichiatriche più che di ogni altra cosa. Si metta in cerca di un bravo specialista, magari di un certo di Salute Mentale della sua zona o anche di una città vicina e lo aiuti a prendersi cura di se stesso. Forse in questo momento così difficile e denso di ansie, uno psicologo può essere di sostegno più a lei che a suo figlio. Valuti la possibilità di farsi seguire anche lei dunque, in modo da poter essere di supporto e sostegno al ragazzo. Al messaggio che inoltrato si evince che anche lei è in un momento di forse agitazione e confusione.
Ritengo che non avendo la possibilità di un consulto personale con suo figlio, da ciò leggo, penso che il ragazzo abbia un disturbo nella personalità, se non riesce a trovare un collega che trovi il modo di entrare nella sua anima, facendogli ritrovare la voglia di vivere ed amarsi, di credere in se stesso e migliorare la qualità della vita, le medicine aiutano se sopportate da un valido aiuto psicologico dove il ragazzo possa riscontrarsi con altre persone afflitte da questo problema, con voglia e volontà riuscirà a venirne fuori. Mi faccia sapere.
Signora Anna, da quanto Lei descrive mi permetto di dedurre che in Suo figlio esiste un attuale e serio squilibrio psichico dove tutti i sintomi mi fanno tendere verso la diagnosi di un ‘Disturbo Psicotico’: ritiro scolastico, ritiro sociale, cambiamento di umore, convinzioni illogiche o non supportate da fatti reali, apatia etc.; Le devo - quindi - confermare la diagnosi fatta dalla psichiatra! Le cause che producono questo tipo di disturbo non sono ancora del tutto chiare ma la letteratura fino ad oggi conosciuta afferma che dipende da fattori biologici/genetici , psicologici e sociali. Il trattamento da osservare è quello già prescritto dalla psichiatra che qui di seguito Le indico per maggior completezza: trattamento farmacologico (con la psichiatra) coadiuvato dal trattamento psicologico/riabilitativo (con lo psicologo). Le suggerisco che, per ora, non é il caso di impegnarlo lavorativamente. Signora, non so quanto tempo è che Suo figlio ha iniziato la cura ma Le dico che ci vuole un po’ di tempo per vederne l’efficacia; tuttavia se Lei non vede miglioramenti ne parli con lo psicologo per chiedergli se - per il caso di Suo figlio - esistono trattamenti clinici alternativi (es.: centri specializzati per la cura di psicosi giovanili). Le faccio i miei auguri e La saluto cordialmente
Gentile signora Anna, dalla sua lettera emerge chiara la sua forte preoccupazione per la sofferenza di suo figlio, ma mancano allo stesso modo informazioni importanti per cercare di fare ipotesi sui motivi dei suoi comportamenti. Le consiglio, data anche la giovane età di suo figlio, di rivolgersi ad un centro di Terapia Famigliare, che è la terapia adatta a un caso di un paziente non richiedente, come è evidentemente suo figlio. Resto a sua disposizione. Cordialmente