Bulimia (?), binge eating (?) e anno all'estero

Angela

Salve,
mi chiamo Angela e ho quasi 18 anni. Sono all'estero a studiare da ormai un po' di tempo e, come immaginavo già prima di partire, non è stato facile adattarmi ad un nuovo ambiente -sia per la barriera linguistica, che per la cultura. Comunque già prima di partire stavo avendo problemi con il cibo e qualche volta, non molto spesso, mi facevo vomitare dopo aver mangiato troppo. Adesso questo problema è peggiorato: ogni volta che inizio a mangiare non riesco a fermarmi e continuo fino a che non sento che il mio stomaco è pieno -a volte continuo fino a che non mi sento male- fino a che non decido di indurmi il vomito. Sto trovando difficile andare a scuola -non perché trovo difficoltà nelle materie o altro, anzi è estremamente facile la scuola qua, ma come mi accade molto spesso in Italia mi sento male al solo pensiero di andarci anche se alla fine mi obbligo ad alzarmi e a prepararmi per uscire di casa; molto spesso vorrei solo rimanere nel mio letto, dormire e non fare niente, ma se lo facessi so che diverrei una delusione per i miei genitori e mi sentirei in colpa. Ho pensato più volte di tornare a casa, ma non voglio sperperare i soldi che i miei hanno speso per me con fatica: mi sentirei talmente afflitta che non so cosa farei. Prima di venire qua inoltre mi tagliavo: avevo smesso -sostituendo i tagli alle sigarette, che qua però non posso più avere- e non ho avuto alcuna ricaduta fino a pochi giorni fa.
Non so esattamente che fare e non so nemmeno perché ho deciso di scrivere su questo sito, probabilmente voglio solo scrivere ciò che sto vivendo e ricevere qualche consiglio.
Grazie mille.

1 risposta degli esperti per questa domanda

Salve Angela, mi spiace molto per la situazione che descrive poichè comprendo il disagio che può sperimentare e quanto sia impattante sulla sua vita quotidiana. Ritengo fondamentale che lei possa richiedere un consulto psicologico al fine di esplorare la situazione con ulteriori dettagli, elaborare pensieri e vissuti emotivi connessi e trovare strategie utili per fronteggiare i momenti particolarmente problematici onde evitare che la situazione possa irrigidirsi ulteriormente.
Credo che un consulto con un terapeuta cognitivo comportamentale possa aiutarla ad identificare quei pensieri rigidi, disfunzionali e maladattivi che le impediscono il benessere desiderato mantenendo la sofferenza in atto e possa soprattutto aiutarla a parlare con se stessa utilizzando parole più costruttive.
Credo che anche un approccio EMDR possa esserle utile al fine di rielaborare il materiale traumatico connesso ad eventi del passato che possono aver contribuito alla genesi della sofferenza attuale.
Resto a disposizione, anche online.
Cordialmente, dott FDL