Sono io troppo rigido o gli altri troppo flessibii?

Emanuele

Ciao, da più di un anno mi frequento con una donna della mia stessa età, 44 anni, tra di noi le cose vanno benissimo, sia dal punto di vista sentimentale-affettivo che nell'intimità. Qualche tempo fa, parlando delle nostre prime esperienze, mi ha confessato che il suo primo rapporto l'ha avuto all'età di 16 anni con un ragazzo di 12 anni più grande.
La cosa, non so perché, mi ha infastidito molto e mi scopro a pensarci spesso quando sono da solo. Da parte sua, all'epoca, nella scelta del suo primo 'incontro' fece un ragionamento lucido: ovvero, preferì un ragazzo molto più grande perché quelli della sua età le sembravano immaturi e incapaci di gestire l'ormone; la paura di qualche imprevisto la frenava nei confronti dei suoi coetanei. Quello che invece mi fa rabbia è pensare a quel ragazzo, allora ventottenne, che con fare gentile e a modo si è 'approfittato' di lei ragazzina. Quando mi parla di quella storia mi infastidisce ogni cosa, e ogni particolare mi fa pensare a lui che ne approfitta; anche quando mi dice che la loro frequentazione finì senza che nessuno dei due si 'strappasse' i capelli per il dispiacere, vedo lui, ventottenne, liberarsi di una zavorra usata per i suoi comodi. Credo che a quella età non ci sia niente da condividere. Siccome il pensiero mi assilla, e non poco, la mia disapprovazione al riguardo di questa storia come la giudica?"

7 risposte degli esperti per questa domanda

A me sembra che questa sua ricerca di un giudizio da parte di un professionista possa  piuttosto celare una richiesta per elaborare questo suo vissuto di fastidio. Molto spesso le emozioni negative vissute come incoerenti con l'evento o esagerate rispetto alla situazione celano dei vissuti personali da elaborare. Se le risuona ciò che ho scritto e le le va di affrontare alcuni temi della sua vita può chiedermi un incontro anche online.

Dott.ssa Antonella Russo

Dott.ssa Antonella Russo

Roma

La Dott.ssa Antonella Russo offre supporto psicologico anche online

Gentile utente,

la sua reazione non è “sbagliata”, ma il fatto che questo pensiero sia ricorrente e così carico di rabbia suggerisce che tocchi qualcosa di profondo in lei, più che riguardare soltanto un evento del passato della sua compagna.

In una prospettiva sistemico-relazionale, ciò che oggi la fa soffrire è il significato che lei attribuisce a quella storia. La sua partner sembra averla integrata nella propria esperienza senza viverla come una ferita; lei invece attiva immagini di abuso, ingiustizia e sfruttamento. Questa differenza di lettura è il punto centrale.

Quando il passato dell’altro diventa fonte di pensieri assillanti nel presente, può essere utile interrogarsi su cosa si stia muovendo dentro di sé: bisogno di protezione, gelosia retrospettiva, difficoltà ad accettare che la persona amata abbia avuto una storia autonoma prima di noi.

Proprio perché la relazione attuale funziona bene, potrebbe essere prezioso trasformare questo disagio in un’occasione di lavoro personale. Un percorso terapeutico le offrirebbe uno spazio protetto per esplorare il senso di questa rabbia, comprenderne le radici e restituirle maggiore serenità nella relazione.

Gentile Emanuele,

il disagio che descrive è comprensibile. A volte alcune informazioni sul passato del partner attivano reazioni emotive forti, anche quando razionalmente sappiamo che appartengono a un tempo lontano e a una fase di vita molto diversa.

Nel suo caso sembra che il pensiero non riguardi tanto la sua compagna oggi, quanto l’immagine di quella relazione passata e il ruolo dell’uomo più grande. Questo può far emergere sentimenti di rabbia o di protezione nei suoi confronti. Tuttavia è importante ricordare che quella esperienza appartiene alla sua storia e che, da quanto racconta, lei la descrive come una scelta fatta allora con le risorse e la consapevolezza che aveva.

Il rischio, quando ci si concentra molto sul passato del partner, è che questo inizi a interferire con la qualità della relazione presente. Più che chiedersi se quella storia sia “giusta” o “sbagliata”, può essere utile interrogarsi su cosa quel pensiero muove dentro di lei e su come evitare che prenda troppo spazio rispetto a ciò che oggi state costruendo insieme.

Se il pensiero continua a essere molto insistente, parlarne in uno spazio di confronto può aiutarla a comprendere meglio questa reazione e a ridimensionarne il peso nella relazione.

Un cordiale saluto,
Dott.ssa Rosina Motta

Dott.ssa Rosina Motta

Dott.ssa Rosina Motta

Catanzaro

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Gentile sig. Emanuele, pur comprendendo il suo stato d'animo, le cose che ci danno "molto" fastidio sul passato dei nostri partner nascondono sempre delle nostre insicurezze. Lei dice che le cose tra voi vanno benissimo, quindi, in teoria, non dovrebbe esserci da parte sua alcuna ombra. Inoltre, la sua partner sembra abbia scelto in piena libertà l'uomo "più grande", appunto perché i suoi coetanei erano da lei considerati insignificanti. Probabilmente, se il pensiero l'assilla, ci potrebbe essere una tendenza al controllo nei confronti della sua compagna che col tempo potrebbe limitare il suo benessere personale e di coppia. Ora sta a lei capire e valutare fino a che punto questa situazione la turba e quanto la sua tendenza al controllo tenda a toglierle serenità nella sua vita quotidiana.

Caro Emanuele, può accadere a volte che gli episodi passati dei nostri partner suscitino in noi emozioni forti, nel tuo caso specifico si identificano in rabbia e disagio. Sono emozioni comprensibili e hanno un senso simbolico. Potremmo vedere questo episodio anche come un archetipo: la parte di te che desidera protezione e giustizia si attiva di fronte a situazioni in cui percepisci vulnerabilità e abuso. È importante distinguere tra ciò che è accaduto allora e la realtà della vostra relazione oggi: la tua partner ha agito secondo le sue capacità, e voi vivete ora un legame maturo e consapevole. Puoi pensare di esplorare questi pensieri ricorrenti e capire quali parti interiori si attivano, per integrare queste emozioni senza che interferiscano con il presente.        

 

 

Dott.ssa Miriam Mariani

Dott.ssa Miriam Mariani

Firenze

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Emanuele, è comprensibile che quella storia ti turbi: la tua reazione nasce da una combinazione di protezione verso la partner, indignazione per un possibile squilibrio di potere e immagini che la tua mente continua a ripetere quando sei solo; è importante però distinguere tra la reazione emotiva e i fatti attuali, la scelta che lei fece allora, per quanto possa suscitare disagio, è parte del suo passato e non implica automaticamente un danno presente nella vostra relazione, se questi pensieri ti assillano, parlarne con lei con calma e senza accuse può aiutare a chiarire come si sente e a ridurre l’ansia, e se la ruminazione persiste vale la pena parlarne con uno psicologo per elaborare rabbia e gelosia senza danneggiare il rapporto; 

Se vuoi resto a tua disposizione se volessi iniziare un percorso.

Saluti sentiti

Dottoressa Arianna Bagnini

Psicologa Clinica - del Lavoro

Organizzazioni - Risorse Umane

Ricevo Online

Ciao Emanuele,

grazie per aver condiviso questo vissuto molto personale.

Potrebbe valutare la possibilità di rivolgersi ad un professionista, non per giudicare, ma per fare chiarezza rispetto a ciò che sente in termini emotivi (rabbia sperimentata, per comprendere quali sono i suoi personali ingredienti cognitivi rispetto a questa emozione) e i motivi per i quali valuta ciò che è accaduto con disapprovazione, dato che come lei riporta la ragazza ha vissuto questa esperienza e poi è andata oltre.

Riflettere anche sui motivi che la spingono a pensarci con frequenza e a essere assillato da tale pensiero.

Cordiali saluti