Come comportarsi quando i nonni materni si comportano da genitori?

Adelina

Buongiorno. Premetto che la relazione con i miei genitori è sempre stata tossica. Non ho mai potuto andare in campeggio come andavano gli altri compagni, perché i genitori erano troppo possessivi, da adolescente non ho mai passato una serata fuori perché in qualche modo o altro i miei genitori mi manipolavano e mi convincevano con le loro paure. Me ne sono andata via di casa perché vivere con loro voleva dire essere controllata ad ogni passo e sarebbe stato impossibile per me è per il mio compagno vivere sereni. Una volta rimasta incinta mi hanno riempito di paure, di consigli non richiesti e addirittura di separarmi dal mio compagno perché a loro non è mai piaciuto. Adesso che il bambino ormai ha 11 mesi hanno passato ogni limite. Per fortuna non abitiamo vicini, ma ogni volta che andiamo dai miei, nostro figlio non riusciamo più a prenderlo in braccio...addirittura mamma non ce l'ho da quando piange che vuole la mamma o il papà. Io non riesco più a dormire...non so come parlare con loro perché certi loro atteggiamenti sono più che tossici. Aiuto!!! Non so più cosa fare...non mi sembra normale che io e la mia famiglia per forza di cose dobbiamo vederci solo con i nonni...

5 risposte degli esperti per questa domanda

Salve, mi spiace molto per la situazione che descrive poichè comprendo quanto possa essere difficile convivere con questa situazione riportata. Ritengo fondamentale che lei possa richiedere un consulto psicologico al fine di esplorare la situazione con ulteriori dettagli, elaborare pensieri e vissuti emotivi connessi e trovare strategie utili per fronteggiare i momenti particolarmente problematici onde evitare che la situazione possa irrigidirsi ulteriormente.

Credo che un consulto con un terapeuta cognitivo comportamentale possa aiutarla ad identificare quei pensieri rigidi e disfunzionali che mantengono in atto la sofferenza impedendole il benessere desiderato.

Ritengo comunque  importante che voi possiate instaurare un dialogo schietto e sincero mediante il quale poter scambiare pareri e vissuti emotivi connessi e trovare soluzioni che possano soddisfare le esigenze di tutti.

Resto a disposizione, anche online.

Cordialmente, dott FDL

Dott. Francesco Damiano Logiudice

Dott. Francesco Damiano Logiudice

Roma

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Buongiorno Adelina, capisco la sua difficoltà. La questione che pone riguarda i confini tra la sua famiglia attuale e la sua famiglia d'origine. Sembra che lei senta l'esigenza legittima di mettere delle barriere. Voi siete i genitori e a voi spetta stabilire le regole e le modalità con cui occuparvi di vostro figlio. Per capire però che strategie mettere in atto sarebbe utile avere maggiori informazioni. Valuti la possibilità di qualche seduta di consulenza per essere aiutata ad affrontare la situazione. Resto a sua disposizione, dott.ssa Franca Vocaturi.

Gentile Adelina,

da ciò che descrive appare chiaro un rapporto intrafamiliare confuso e non identificabile.

Lavorare sui confini, su ciò che appartiene a noi e all'altro, su chi siamo e che cosa possiamo e dobbiamo fare rispetto all'altro è un lavoro lungo ma interessante che può evolversi attraverso un percorso terapeutico dove si affrontano  tutte le tematiche di pertinenza.

Faccia la sua scelta rispetto a questa possibilità!!!!

Dott.ssa Aida Faraone

Dott.ssa Aida Faraone

Palermo

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Buongiorno Adelina,

io credo che sia necessario dire di no in modo netto ed esplicito.

Dire di no forse potrebbe portare a discussioni ma in ogni caso ristabilirebbe i confini. Voi tre siete una nuova famiglia e lei dovrebbe sentirsi autorizzata a marcarne i confini con i propri genitori.

Crescere significa anche questo, proteggere con forza il proprio mondo, utilizzando il rispetto reciproco.
Le auguro di riuscire a delimitare i confini della sua  relazione con i genitori, sostituendo la rabbia con cui legge questi e gli episodi del passato con una forza nuova nata dalla consapevolezza del suo nuovo ruolo di persona adulta.

Dott.ssa Rosanna Bertini

Dott.ssa Rosanna Bertini

Pisa

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Cara Adelina, la condizione che purtroppo vive è una tipica delle cosiddette famiglie invischiate, caratterizzate da confusione dei ruoli e difficoltà a definire dei confini in modo stabile e chiaro. È molto frequente utilizzare come “risorsa di sopravvivenza” la fuga per ricercare uno spazio che ahimè è solo fisico e individuale ma non mentale, condiviso e realizzato nel sistema familiare. Sarebbe utile pertanto costruirsi uno spazio individuale sano, che le consenta di sentirsi libera senza sensi di colpa e ridurre il rischio che il suo nuovo nucleo familiare venga contaminato da vecchi schemi relazionali disfunzionali, che vengono di solito tramandati dalla famiglia d’origine. Per fare questo sarebbe necessario un lavoro profondo per elaborare eventuali traumi emotivi legati alla sua storia relazionale e familiare, che potrebbero aver bloccato il processo evolutivo di separazione dai suoi genitori e realizzare così un sano processo di individuazione. Spero di esserle stata d’aiuto. Disponibile per eventuali chiarimenti, cordiali saluti. CM

Dott.ssa Caterina Marano

Dott.ssa Caterina Marano

Roma

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