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Mi sapreste dire gli effetti che una malattia può avere sulla persona

Sara

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Buonasera, sono una studentessa del liceo socio-psicopedagogico e quest'anno dovrei affrontare gli esami di maturità. Vorrei approfittare di questo spazio per chiedervi delle informazioni. Ho incentrato l' argomento della mia tesina sulla Sclerodermia, una malattia che mi è stata diagnosticata un paio di anni fa, e una delle materie che vorrei collegare è psicologia. Mi sapreste dire gli effetti che una malattia può avere sulla persona e quale percorso quest'ultima può affrontare per arrivare ad accettarla? La risposta oltre che a servire per la scuola, servirà anche a me stessa. Grazie in anticipo. Sara

9 risposte degli esperti pubblicate per questa domanda

La malattia cronica nella vita della persona". Mi saprà dire se Le è stato di qualche utilità.'}">Gentile Sara, Le rispondo mettendo un articolo su questo sito intitolato "La malattia cronica nella vita della persona". Mi saprà dire se Le è stato di qualche utilità.
Cara Sara, scusami l'ignoranza riguardo la sclerodermia ma non ho voluto approfondire (almeno non prima di questa risposta). Dal momento in cui nasciamo, tutti siamo esposti all'eventualità che qualcosa nel nostro corpo possa crearci apprensione. Tutti vorremmo vivere senza problemi, limiti, difficoltà ma poi la vita ci mostra ben altro. Si chiamano "malattie", "patologie" perchè la medicina ha dovuto etichettarle. Io preferisco definirle, "condizioni diverse". Nel momento in cui ne diveniamo consapevoli, inevitabilmente in noi qualcosa cambia. Le reazioni posso essere diverse da persona a persona anche se le più comuni toccano il nostro stato dell'umore, dal nevrotico (panico, ansia, ossessioni) al depresso. Accettare un cambiamento nel nostro corpo che nn ci aspettavamo è un lavoro difficile ma importante che apre ad una nuova consapevolezza del nostro vivere (ciò è da legare sempre al tipo di "diversità") a nuovi percorsi ed abitudini. Accettare vuol dire non vergognarsi di se stessi, sapere che anche altre persone condividono la nostra condizione e che siamo tutti diversi in un modo o nell'altro ma soprattutto non abbattersi mai ma lottare per stare sempre meglio. La vicinanza della famiglia così come i gruppi di auto-aiuto sono una grande forza da cui attingere serenità, dolcezza, volontà e coraggio. Progettare il futuro partendo dallo stato attuale, porsi degli obiettivi sempre perchè la vita è la nostra e nessuno può viverla al nostro posto. In bocca al lupo per te in generale...
Gentile Sara, onestamente non conoscevo questa malattia e ho cercato informazioni utili per comprendere a livello medico in che cosa consistesse. Ho trovato il sito dell' Associazione http://www.ails.it/ che da molte infomazioni utili. Lei ha scritto bene : quale percorso fare per affrontare questa malattia rara; credo che un percorso psicoterapeutico sia utile per esprimere a livello emotivo tutti i sentimenti che questa malattia comporta, proprio per essere il più possibile serena e forte per gestire il tutto. Credo che la diagnosi precoce sia estremamente importante e questo non potrà fare altro che aiutarla, ma sappiamo che anche la psiche ha il suo ruolo ed è importante che sia inclusa nel processo di gestione della malattia. La sua accettazione è un percoso lungo , ma estremamanete utile per migliorare la salute psico fisica di chi con fatica dovrà affrontare la rabbia, la delusione, l 'incomprensione e tutti i " perchè" che nasceranno. Io le auguro di trovare un collega sensibile che la accolga, e che con altrettanta dignità l'aiuti in questa lotta importante per la sua Vita.
Buongiorno, per una completa disamina dei distrubi psicologici che nascondono una condizione medica generale le suggerisco il manuale: Morrison, J. Disturbi psichici e malattie organiche, ed. McGraw-Hill. Cordialità
Sicuramente ogni malattia ha un riscontro sull'area psicologica... utile in questi casi è un supporto sostegno psicologico che aiuta la persona a gestire meglio il disagio e accettare la malattia... A volte capita anche che ci si ammala maggiormente a causa di problematiche psicologiche o non si guarisce o gestisce bene il disagio della malattia. Si arriva anche a vanificare o quasi gli effetti dei farmaci...
Cara Sara, immagino che sarai già molto informata circa la sclerodermia che ti è stata diagnosticata: malattia cronica ed evolutiva con patogenesi autoimmune le cui cause non sono ancora del tutto conosciute ma, per fortuna, attualmente esistono delle terapie utili a bloccare o rallentare l’evoluzione della malattia e speriamo che in un prossimo futuro ci sarà la possibilità di debellarla definitivamente. Veniamo alla tua domanda: “gli effetti che una malattia può avere sulla persona e quale percorso può affrontare per arrivare ad accettarla”; tale richiesta esigerebbe una risposta molto articolata (quasi una tesina) affinché sia esaustiva,tuttavia in questo spazio a te dedicato cercherò di farti una breve sintesi. Premetto che per quanto riguarda la sclerodermia non conosco ricadute psicologiche particolari relative esclusivamente a codesta patologia, pertanto dobbiamo fare riferimento alle incidenze psicologiche relative alle malattie in genere ed in particolare a quelle che mettono in pericolo la nostra esistenza (significato vita-morte). Ogni volta che veniamo a contatto con il male (fisico o psicologico) le nostre reazioni possono indicativamente oscillare dalla depressione all’apparente indifferenza (opposti di uno stesso continuum) ma gli effetti che le malattie fisiche producono nel nostro assetto psicologico si diversificano a seconda della malattia ma soprattutto dipendono dalle reazioni prettamente personali dell’individuo. Molto importanti sono le c.d. ‘strategie di coping’ che vengono attivate per ottenere un adeguato ‘adattamento emotivo’ alla malattia. Per strategie di coping si intendono tutti i meccanismi e le dinamiche (interiori ed esteriori) che ogni soggetto utilizza nel relazionarsi con se stesso e con l’ambiente che lo circonda : processi mentali, sentimenti, comportamenti, reazioni emotive, rapporti interpersonali, tutti meccanismi che si interpongono nel processo cognitivo/emotivo che si verifica tra gli stimoli sensoriali e le relative risposte al fine di produrre l'adattamento omeostatico psico-fisico. Tali meccanismi vengono attivati in modo peculiare quando ci troviamo in situazioni particolarmente stressanti e, chiaramente, gli stimoli sensoriali relativi a qualche importante patologia hanno una notevole valenza stressoria sotto l’aspetto fisico ed emotivo. Ogni individuo è unico ed irripetibile ed apprende in modo del tutto personale le proprie strategie di coping per affrontare le difficoltà della vita . Una stessa patologia può essere interpretata e valutata in modo diverso da persone diverse. Ci possono essere strategie di coping attive in cui il soggetto cerca di essere protagonista e cerca fattivamente delle soluzioni per gestire il proprio disagio psico-fisico e altre strategie in cui l’atteggiamento è decisamente più passivo. Si deve sempre considerare che il nostro totale funzionamento psico-fisico è di tipo circolare e osmotico; la psiche può influenzare il fisico e viceversa e non è semplice poter riconoscere quale dei due sistemi è preponderante sull’altro; anche la letteratura scientifica non è chiaramente schierata né in un senso né nell’altro. In conclusione ribadisco che gli effetti psicologici in un individuo, prodotti da una malattia, possono essere diversi, quindi è molto importante considerarli di volta in volta e soprattutto di soggetto in soggetto. Infine vorrei precisare che in ogni situazione di patologia di un certo spesssore, sarebbe molto saggio chiedere un sostegno psicologico almeno nei momenti più angosciosi e difficili da affrontare, per ottenere un più sollecito superarmento almeno del disagio emotivo. Sperando di esserti stata utile ti saluto con cordialità.
Ciao Sara, la sclerodermia è una malattia psicosomatica. La questione specifica della malattia psicosomatica è che il soggetto è stato per troppi anni completamente invaso da pensieri e problematiche che gli hanno diminuito costantemente le sue difese psichiche fino a che al proprio corpo sono venute a mancare le difese immunitarie. La diagnosi di questo tipo di malattie, che coinvolgono l'intera persona (come corpo-mente), può segnare un cambiamento di rotta. Infatti, a partire dal riconoscimento della malattia, non solo a livello diagnostico, ma anche a livello personale (come stai facendo tu per la tua tesina), si muove una consapevolezza che permette al moto sano del pensiero di riappropriarsi delle proprie verità intuite e mai attuate. Per approfondire l'argomento non esitare a chiedere ulteriori chiarimenti.
Cara Sara, Per essere sintetica credo che gli effetti psicologici di una malattia siano legati a ciò che una malattia comporta per la persona: una malattia e' un limite, temporaneo o costante, alla propria libertà, alla propria energia, alla propria immagine di se'. Come tutti gli eventi importanti nella nostra vita ( belli o brutti) , richiede alla nostra mente lo sforzo di " digerirla" per accettarla. Accettarla vuol dire fare i conti con la sua esistenza nella nostra vita e con le conseguenze di ciò.... Vivendola e passando attraverso le varie emozioni che ciò comporterà... Delusione, tristezza, rabbia... Fino ad arrivare ad una possibile serena comprensione e convivenza..... In cui la persona accetta di vivere la sua vita a pieno, per quanto possibile ... Nonostante la malattia. Spero di esserti stata d' aiuto, in bocca al lupo per tutto,
Gentile Sara, ovviamente ogni malattia cronica può complicarsi e peggiorare con altri disturbi che variano in base al tipo di malattia. Le complicazioni verso cui predispone variano in base alla malattia stessa e sto parlando di complicazioni fisiche. Dal punto di vista psicologico probabilmente vale lo stesso discorso, non credo si possa generalizzare, oltre a parlare degli ovvi stati depressivi che genera lo stato di malattia. Anche per possibili complicazioni dello stato psicologico sarebbe opportuno fare riferimento al tipo di malattia. Nel suo caso mi colpisce che a soli 19 anni, presumo, lei sia già rassegnata a convivere con la malattia e pensi soltanto a cosa può fare per accettarla. E' certa di aver tentato tutte le strade? Oggi la medicina sta trovando substrati fisiologici, molecole ecc. che depongono per concezioni del tipo: "tutto il corpo pensa" "tutto il corpo sente emozioni" e tuttavia ancora si stenta ad introdurre la consulenza e la terapia psicologica nella cura delle malattie. Soprattutto in quelle croniche esse dovrebbero essere effettuate di routine. La invito a riflettere su questo suo atteggiamento, a scuotersi, a cercare un bravo psicologo psicoterapeuta esperto nei rapporti mente-corpo. Poi sulle tecniche per una migliore accettazione della malattia credo si possa spaziare dal rilassamento, alla mindfulness o altro...può trovare qualcosa su internet forse, ma prima proverei a vedere se esistono strumenti psicologici che realmente migliorano lo stato fisico. Uno di essi ad es. è il compito di scrittura ideato dallo psicologo americano J.Pennebaker; troverà qualcosa su internet. cordiali saluti

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