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Pensieri suicidi

Danilo

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Ormai da 2 anni ho questi pensieri....prima ero un operaio funebre avevo la mia indipendenza, poi sotto forzatura alle dimissioni da parte del datore tutto e' cambiato....ora sono solo un 30 enne a casa mantenuto dai genitori e con debiti fatti con le banche che non posso pagare perché davvero ho finito ogni singolo risparmio tra avvocati e rate, ho mandato centinaia di cv ma ormai ho finito anche la naspi....presto la banca mi portera' via l' unica cosa che ho per cercare lavoro, la mia macchina dopodiché davvero non avro' più nulla.... ho due lati che combattono quello che ama la vita e quello che vuole che termini questa sofferenza. Non ignoro che i miei potrebbero soffrire anzi e' quel che mi fa desistere ma più di una volta ho pensato di lanciarmi da un palazzo e via... tutto finito niente più debiti niente più dover restare a casa come un parassita niente più porte in faccia da parte dei datori. Scrivo perché il lato di me che vuole la morte ultimamente e' molto più presente.....ma l'idea di essere sepolto dagli stessi che mi ci han portato mi disgusta

2 risposte degli esperti pubblicate per questa domanda

Caro Danilo, credo che la psicologia possa aiutarti in un momento della tua vita particolarmente difficile come quello che descrivi. Penso possano esserti utile una serie di incontri con uno/a psicoterapeuta ed eventualmente anche con uno/a psichiatra di riferimento. Esistono servizi gratuiti sul territorio che si occupano di questo. Puoi chiedere al Medico di Medicina Generale un consiglio per potere accedere al servizio.


Un cordiale saluto


Stella Segatori

Caro Danilo, 30 anni sono decisamente pochi per gettare la spugna e rassegnarsi, oltretutto-lei se ne rende ben conto!- nessun dolore è più grande per chi ci ha dato la vita. Non conosco i particolari che l'hanno portata a questa situazione limite e mi rendo conto che trovare lavoro è arduo, ma lei non deve arrendersi e attuare azioni mirate per trovare un nuovo lavoro. Vi sono centri di orientamento regionale, iniziative varie a livello locale che vanno sfruttate, ecc., ma soprattutto bisogna credere in se stessi e nel proprio diritto di avere una vita dignitosa attraverso il lavoro. Certo, arrendersi è molto più facile che combattere. Intuisco senza sforzo uno stato depressivo che si nutre di pensieri molto negativi, cerchi supporto psicologico ed eventualmente una adeguata terapia farmacologica e per questo si consigli col suo medico di base. Un caro saluto

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