Adolescenza

Mia figlia di 13 anni da qualche tempo si rifiuta di andare a scuola

Francesca

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Salve sono Francesca, ho una figlia di 13 anni e da qualche tempo si rifiuta di andare a scuola. Ogni giorno ha qualche scusa, poi da un po' dice che ha ansia e ha paura delle interrogazioni e dei compiti in classe. La mattina arriva fuori scuola e poi si rifiuta di salire. poi non andando a scuola i professori l'hanno presa di mira e peggiorano le cose non mettendola a proprio agio, però giustamente le dicono che fa la terza media ha gli esami e quindi deve andare a scuola. Io non so più come comportarmi; sono severa e non concludo nulla, sono buona e parlo con lei, ma è uguale datemi voi un consiglio. Grazie

12 risposte degli esperti pubblicate per questa domanda

Gentile signora sono la Dott.ssa Manuela Valeri. Mi capita spesso di avere in seduta ragazzi che presentano le stesse difficoltà. Come indicazione Le posso dire di provare a indagare se non ci sia una paura del giudizio degli altri, questo potrebbe causare la sua ansia. Si ponga in una fase di ascolto, non la rimproveri perché potrebbe sentirsi giudicata anche dalla sua famiglia. Se conferma questa ipotesi mi contatti e le darò altre indicazioni. Un cordiale saluto

Dott. Antonio Mallamo Catanzaro (CZ)

Cara Francesca ,  e' difficile dare indicazioni sul problema di sua figlia senza accedere ad altre informazioni , tra le quali , importanti, il vissuto familiare che ha accompagnato lo sviluppo psico-affettivo della ragazza, nonche'altri aspetti della sua personalita' e socialita'. Non conoscendoli posso solo suggerirle di non tralasciare il problema , collaborando , e non criticando, gli insegnanti. Potranno essere utili anche a svelare aspetti a lei sconosciuti che un insegnante avverte in modo piu' perspicace, non avendo  il filtro affettivo del genitore. I problemi scolastici non sono fini a se stessi, spesso , se non sempre , sono associati a problematiche psico-affettive anche importanti. Quindi lei dovrebbe considerare un messaggio indiretto di disagio quello che la ragazza, tra l'altro in un momento delicatissimo dello sviluppo , come quello della puberta',  esprime e invia ,  con questo evitamento scolastico. Nel salutarla , una cosa della sua lettera mi ha incuriosito , professionalmente : lei sola parla con la figlia ? Il padre dov'e' ? Mi faccia sapere se le sono stato utile. 

Gentile Francesca,

penso sarebbe utile capire meglio i motivi alla base di questo rifiuto. Forse la bambina sente la pressione degli insegnanti o degli esami, forse ha una bassa autostima e ha troppa paura del giudizio degli altri... Che ruolo ha il padre in questa vicenda? Di solito la figura paterna esige un maggior rispetto delle regole. Una volta chiariti meglio i possibili motivi, possibilmente con l'aiuto di uno psicologo, sarà più facile programmare interventi per cercare di risolvere il problema. Cordiali saluti

Dott.ssa Rita Messini Latina (LT)

Salve in risposta alla sua domanda, ha chiesto a sua figlia cosa è successo in classe? o a scuola in palestra o in aula? probabile che sua figlia viva una situazione di disagio con un compagno di classe o con un docente, ha provato a capire che le succede? se sua figlia non parla con lei si rivolga ad un Consultorio Familiare nella sua città e prenda un appuntamento con il collega che potrà seguire sua figlia in un percorso di sostegno e così capire che succede a scuola e trovare un modo per riavvicinarla. Spero di esserle stata di aiuto, cordiali saluti.

Cara Francesca, nel tuo scritto ci sono pochi elementi utili per meglio comprendere la problematica che sta attraversando tua figlia 13enne. Mi sembra di intuire che possa trattarsi di ansia/fobia scolastica ma questa è solo un’ipotesi che deve essere verificata direttamente con l’interessata. Vanno cercate le motivazioni  che sono all’origine del rifiuto scolastico. Tu da sola difficilmente puoi farcela poiché sei troppo coinvolta emotivamente ed affettivamente. Conosco il fenomeno del rifiuto scolastico legato ad ansia; non è tanto diffuso e va affrontato subito! Ti consiglio di rivolgerti ad uno psicologo dell’età evolutiva (al Bambino Gesù di Roma sono molto bravi) affinché tua figlia possa ricercare ed analizzare le origini del rifiuto scolastico e successivamente elaborare le modalità per superarlo. Con i miei auguri e un cordiale saluto.

Gentile signora Francesca, sua figlia sta entrando nella fase dell'adolescenza, periodo piuttosto particolare della vita di ogni ragazza, in cui avvengono tanti cambiamenti: del corpo, del modo di pensare, i primo conflitti con i genitori, il desiderio di trovare una propria identità, ecc.. Talvolta certi disagi se non riescono ad essere risolti interferiscono con l'ambito della scuola e allora se insorgono difficoltà, soprattutto se tendono a perdurare, le consiglierei un colloquio con uno psicoterapeuta specializzato in età evolutiva, in modo tale che possa parlare con lei e sua figlia e cercare di capire insieme cosa sta accadendo in questo momento. Soprattutto gli adolescenti hanno una grande capacità di ripresa, quindi piuttosto che perdurare in una situazione che potrebbe rischiare di arrecare ulteriore disagio, si affidi ad un bravo terapeuta. 

Cordialità

Salve Francesca sicuramente la situazione è molto allarmante ma bisogna capire meglio cosa sta succedendo a sua figlia in questa fase di vita e se le è anche successo qualcosa di oggettivo. I problemi a questa età possono risalire sia al mondo della scuola quanto a quello familiare quanto a quello dei pari. Le informazioni che ci riporta non sono sufficienti per fare delle ipotesi. qualora sua figlia non ne volesse parlare con lei provi con una consulenza psicologica forse pochi incontro potrebbero essere utili. 

La scuola può essere un luogo stimolante, dove si allenano nuove abilità e si realizza l'apprendimento, utile per imparare ma anche per sperimentare nuovi aspetti della vita e di sé stessi. Tuttavia, non è raro dover affrontare periodi di rifiuto scolare. Per poter impostare un piano di interventi  è necessario individuare le motivazioni sottostanti tale rifiuto. Pertanto le suggerisco di rivolgersi a un professionista che possa dedicare l'attenzione necessaria alla valutazione del caso in uno spazio protetto e aiutarla a trovare le energie e le risorse per affrontare questa situazione. Restiamo in contatto

Salve Francesca,

ho letto la sua richiesta e comprendo la sua preoccupazione, capisco che la situazione non è semplice e quindi diventa difficile comprendere come agire con la ragazza. Generalmente i ragazzi, in questa fase possono soffrire di ansia perchè si sentono sotto pressione oppure perchè è accaduto qualcosa che non si sono ben spiegati o che li ha messi in difficoltà; anche relazionale.

Potrebbe essere utile, con il sostegno di un professionista, comprendere cosa è realmente accaduto? e andare ad elaborare l'evento o gestire il livello di ansia, con un lavoro mirato ad aumentare la stima e la sicurezza.

Se vuole può contattarmi in qualsiasi momento; sono a disposizione per qualsiasi domanda.

Un caro saluto

Salve Francesca,

comprendo la sua preoccupazione anche rispetto al fatto che ritiene di aver fatto diversi tentativi per convincere sua figlia ad andare a scuola. Il comportamento di sua figlia rappresenta un disagio inespresso forse innescato o incrementato da una specifica situazione che le ha causato forte ansia e imbarazzo. Mi domando se ci sono stati cambiamenti o episodi rilevanti in famiglia o a scuola. Nel caso il comportamento proseguisse le suggerisco di proporre a sua figlia di parlare con uno psicologo, non per spronarla verso una migliore prestazione scolastica ma per avere l'opportunità di condividere pensieri e un disagio che sta provando in questo periodo.

Resto a disposizione,
Cordialmente.

 

Buongiorno Francesca, la ringrazio per aver scelto questo spazio per chiedere aiuto per sua figlia che ha difficoltà ad andare a scuola in questo periodo. A mio avviso sarebbe da analizzare che cosa è successo in questi giorni a scuola perchè sicuramente c'è stato un evento che ostacola la frequenza delle lezioni. Le attività extra scolastiche le svolge? Gli amici/e le frequenta? Nota che si è ritirata in se stessa? E' triste? Apatica? Se sua figlia non riesce a comunicare con lei, sarebbe opportuno che la aiutasse portandola da uno psicologo in modo tale che riesca a comunicare il suo malessere in modo tale da poter riprendere la quotidianità. Se desidera maggiori informazioni mi può contattare.

Cordiali saluti

Gentile Francesca, se le motivazioni che sua figlia adduce al suo rifiuto scolastico le sembrano scusanti, vuol dire che molto probabilmente ci sono altri motivi. L'ansia e la paura delle interrogazioni forse potrebbero dare la lettura del problema. Bisognerebbe parlarne con sua figlia per capire se c'è qualcosa che la turba, ma soprattutto per cercare di aiutarla a trasformare le sue paure in coraggio. Non insista sull'argomento, lasci che sia lei a parlarne, se vuole, si comporti con lei come se non ci fosse alcun problema,  ma soprattutto la faccia aiutare.

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