Perché i miei figli fanno fatica a socializzare?

Federica

Buongiorno ho due figli rispettivamente di sei e undici anni. Ho un tormento che riguarda entrambi. Non riescono a fare amicizia. Quest'anno è il quarto anno consecutivo che vanno al mare con i nonni sempre nello stesso posto, ma la situazione non è cambiata. In spiaggia ci sono un sacco di bambini tutti e gruppi più numerosi e meno ma loro non riescono ad integrarsi. Ci sono anche dei bimbi che sono soli ma loro non riescono con nessuno. In spiaggia c'è un calcetto e loro non giocano quasi mai perché non riescono in quanto il gruppo li allontana. Ho provato ad incoraggiarli ma loro niente non vogliono e stanno sempre tra di loro. Solo il bimbo più piccolo ha giocato con un suo coetaneo ma ho notato che mio figlio soccombe. L'ha riempito di sabbia e lui non si è difeso. L'ha chiamato ma poi se n'è andato con altri. La figli più grande non prova neanche a fare amicizia perché dice che non è facile perché nessuna li la vuole. A scuola lei ha pochi amici e lega con pochi. Adesso inizierà le medie e io ho paura che soffra. Noi spesso usciamo con altra gente che ha i bimbi e loro giocano tranquillamente. Perfetto da soli non riescono a fare amicizia. Sono triste e mi sento tremendamente in colpa perché magari sono io che li ho rovinati sgridandoli tanto. Sono molto preoccupata e in realtà non ho più voglia di vivere perché penso di aver danneggiato i miei figli. Grazie mille. Federica

1 risposta degli esperti per questa domanda

Salve Federica, mi spiace molto per la situazione che descrive poichè comprendo quanto possa essere difficile convivere con questa situazione riportata. Ritengo fondamentale che lei possa richiedere un consulto psicologico al fine di esplorare la situazione con ulteriori dettagli, elaborare pensieri e vissuti emotivi connessi e trovare strategie utili per fronteggiare i momenti particolarmente problematici onde evitare che la situazione possa irrigidirsi ulteriormente. Dalle parole che esprime, specialmente nelle frasi finali, emerge una sofferenza che merita di attenzione clinica per il benessere in primis suo e dei suoi figli

Credo che un consulto con un terapeuta cognitivo comportamentale possa aiutarla ad identificare quei pensieri rigidi e disfunzionali che mantengono in atto la sofferenza impedendole il benessere desiderato.

Ritengo altresì utile un approccio EMDR al fine di favorire la rielaborazione del materiale connesso con la genesi della sofferenza in atto.

Resto a disposizione, anche online.

Cordialmente, dott FDL