Sto perdendo mio figlio adolescente

Adriana

Salve, vi scrive una mamma disperata. Ho un figlio di 17 anni che da sei mesi sta con una ragazza che è solo 4 mesi più grande di lui. Abbiamo accolto questa ragazzina con molta tranquillità, ma adesso la situazione è tossica. Mio figlio, da quando sta con lei, dorme poco e male e spesso anche a scuola crolla, perché la ragazza non va a scuola ed è abituata a dormire di giorno e stare sveglia la notte.

In più lui dorme spesso fuori casa o dal fratello di lei o dalla zia di lei, con la scusa che lei gli deve tenere i bambini. Il problema è che hanno il controllo l'uno dell'altro e mio figlio non ha più amici; gli unici rimasti sono quelli di lei. Lui è poco presente in famiglia, mentre prima c'era sempre. E se lui è a casa, c'è comunque lei e non abbiamo più una privacy in famiglia. Lei gestisce ogni cosa di lui e lui fa tutto quello che le dice lei. Spesso, durante le loro discussioni, lei lo insulta pesantemente usando vocaboli orribili.

La famiglia di lei è molto assente nei confronti della ragazza, è stata sempre abituata a dormire in giro dalla compagna, dalla zia, ecc. ecc. Mio figlio pensa che sia la relazione perfetta, ma gli stanno anche cadendo i capelli. Lei lo usa per ogni cosa: farsi accompagnare, farsi prendere, per le sigarette e anche per le ricariche telefoniche che le fa mio figlio.

Noi abbiamo provato anche a spiegargli che si deve prendere i suoi spazi, ma non c'è niente da fare, non comprende. Purtroppo io però adesso sto iniziando a non poter vedere più la ragazza, perché vedo i cambiamenti negativi di mio figlio e anche il suo allontanamento da noi.

Cosa posso fare affinché mio figlio capisca che non va bene? Grazie.

10 risposte degli esperti per questa domanda

Capisco la sua angoscia, perché quando un figlio cambia rapidamente e sembra allontanarsi, una madre sente di “perderlo”. Però il punto delicato è questo: a 17 anni suo figlio non sta scegliendo solo una ragazza, sta sperimentando autonomia, identità, appartenenza. Se lei si pone frontalmente contro la relazione, il rischio è che lui si leghi ancora di più a lei per opposizione.
Da quello che descrive emergono segnali che meritano attenzione: isolamento dagli amici, inversione del ritmo sonno-veglia, calo scolastico, insulti nella coppia, dipendenza reciproca. Più che convincerlo che “lei non va bene”, può essere più efficace aiutarlo a riflettere su come sta lui dentro questa relazione. Dorme poco, è stanco, ha perso spazi, viene insultato: come si sente davvero? Le relazioni sane non richiedono di annullarsi né di essere controllati.
Eviti di attaccare la ragazza direttamente, perché questo lo metterebbe sulla difensiva. Parli invece di comportamenti concreti e di effetti: “Mi preoccupa vederti così stanco”, “Mi dispiace sentirti insultato”, “Ho notato che non vedi più i tuoi amici”. Resti sul piano dei fatti e del suo benessere, non del giudizio.

Allo stesso tempo è importante che in casa tornino confini chiari. Orari, presenza familiare, rispetto degli spazi non sono punizioni ma contenimento. L’adolescenza ha bisogno di libertà ma anche di struttura. Se lui dorme fuori spesso o sostiene economicamente la ragazza, può essere necessario ridefinire regole pratiche in modo fermo ma calmo.
Un’altra leva importante è rinforzare il legame con voi senza fare interrogatori. Creare momenti solo vostri, mostrargli interesse genuino, ricordargli che casa è uno spazio sicuro e non un tribunale. Se percepisce accoglienza, sarà più facile che vi ascolti.
Se la situazione peggiora o nota segnali di forte dipendenza o maltrattamento emotivo, può valutare un confronto con uno psicologo dell’età evolutiva, anche solo come genitore per avere strumenti. Non può controllare la sua scelta sentimentale, ma può restare una base stabile, coerente e affettivamente disponibile. A volte i ragazzi capiscono non quando glielo diciamo, ma quando iniziano a sentire su di sé le conseguenze, sapendo però di avere una famiglia che li sostiene e da cui tornare.

Se vuoi puoi contattarmi per un colloquio conoscitivo online e cercheremo insieme di capirci di più.
Un caro saluto
Dott.ssa Bacchi

Dott.ssa Flora Bacchi

Dott.ssa Flora Bacchi

Bergamo

La Dott.ssa Flora Bacchi offre supporto psicologico anche online

Sfogo carico di preoccupazione. Da ciò che descrive emerge una dinamica relazionale molto intensa, in cui suo figlio sembra fortemente dipendente dalla ragazza, mentre lei appare in una posizione di controllo, anche attraverso modalità comunicative aggressive e svalutanti. A 17 anni è naturale che un ragazzo viva relazioni importanti e coinvolgenti, ma quando c’è un forte squilibrio di potere o mancanza di rispetto, è importante non minimizzare. Gli insulti ripetuti e il controllo non sono segnali sani in una relazione affettiva. Allo stesso tempo, è fondamentale evitare uno scontro diretto contro la ragazza, perché questo rischierebbe di irrigidire suo figlio e spingerlo a difendere ancora di più la relazione. Può essere più utile aiutarlo a riflettere su come si sente lui: “Ti senti rispettato?” “Ti senti libero di dire quello che pensi?” “Ti senti sereno in questa relazione?” L’obiettivo non è dirgli cosa fare, ma aiutarlo a sviluppare consapevolezza e autonomia emotiva. Dott.ssa Villani Laura 

Gentile Adriana,

dal suo messaggio si sente quanto questa situazione la faccia soffrire e quanto le sembri di stare perdendo suo figlio.
Molti genitori, quando i figli iniziano una relazione importante verso i 16-17 anni, descrivono proprio questa sensazione: il ragazzo sembra improvvisamente lontano, meno presente e meno raggiungibile, come se non ci fosse più lo spazio di prima.

Prima ancora di capire se la relazione gli faccia bene o male, è utile riconoscere che state entrando in una fase nuova del rapporto. A questa età i ragazzi tendono a spostarsi molto fuori dalla famiglia e i genitori spesso reagiscono cercando di riportarli vicino spiegando, convincendo o mettendo in guardia. Di solito però questo produce l’effetto opposto: il ragazzo si chiude di più perché sente di dover difendere le proprie scelte.

Questo non significa che lei debba accettare tutto, né che le sue preoccupazioni non abbiano senso. Significa piuttosto che, per poterlo aiutare davvero, il primo passo è riuscire a non trasformare la relazione di suo figlio nel terreno principale dello scontro tra voi.

Quando il clima diventa meno oppositivo, diventa anche più facile parlare con lui dei suoi ritmi, della scuola e del suo benessere senza che lo viva come un attacco alla sua libertà.

Spesso, in queste situazioni, il primo intervento utile è una consulenza ai genitori, in modo che riescano a muoversi con lui in questa fase delicata, continuando a supportarlo e a stargli vicino. Un breve percorso di consulenza genitoriale può aiutare a trovare modalità più efficaci e meno faticose per tutti.

Un caro saluto

Dott.ssa Glenda Frassi 

In questo momento la cosa più importante è rinforzare il legame con suo figlio, non lo scontro. So che è difficile, perché quando vediamo nostro figlio cambiare in peggio l’istinto è quello di intervenire in modo diretto e deciso. Tuttavia, più lei attacca la relazione, più rischia di spingerlo a difenderla e a chiudersi. Cerchi invece occasioni solo vostre, anche semplici e quotidiane, in cui non si parli della ragazza. L’obiettivo non è convincerlo, ma mantenere aperto il canale emotivo. 

Allo stesso tempo è fondamentale rimettere confini chiari dentro casa. La privacy familiare è un diritto, non un capriccio. Stabilire regole sugli orari, sui pernottamenti e sulla presenza costante della fidanzata non significa essere rigidi o ostili, ma esercitare il proprio ruolo genitoriale. I ragazzi possono protestare, ma i confini danno sicurezza, anche quando sembrano rifiutarli.

Un altro aspetto delicato riguarda l’autonomia. Se suo figlio utilizza il proprio denaro per sostenere la ragazza può essere utile rivedere insieme la gestione dei soldi. Non come forma di punizione, ma come responsabilizzazione.

Infine, può essere utile valutare un supporto esterno per capire insieme perché suo figlio tende a rimanere o creare questo tipo di relazione. 

In questa fase il suo obiettivo non è farlo capire a tutti i costi, ma restare un punto fermo: accogliente nel legame, chiara nei confini e coerente nelle regole. Spesso è questa combinazione che, nel tempo, aiuta i ragazzi a ritrovare equilibrio.

Dott.ssa Paola Papini

Dott.ssa Paola Papini

Dott.ssa Paola Papini

Roma

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Gentilissima signora comprendo, la sua preoccupazione. Potrebbe, a mio avviso, essere di aiuto un supporto alla genitorialita'. O una consulenza psicologica per lei. La sua è una situazione molto delicata da gestire e non è facile rispondere così su due piedi. Si dovrebbe lavorare sulla relazione fra lei è suo figlio e sulla comunicazione affinché diventi efficace. Resto a disposizione per una consulenza psicologica in presenza o online.

Cordialmente 

Dott.ssa Maria Eleonora Cuttone 

Dott.ssa Maria Eleonora Cuttone

Dott.ssa Maria Eleonora Cuttone

Catania

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Mi dispiace sentire che tu stia passando un momento così difficile con tuo figlio 😔. Sembra che la relazione di tuo figlio con questa ragazza stia avendo un impatto negativo sulla sua vita e sulla vostra famiglia.

Come psicologa, posso dirti che è normale che i genitori si sentano preoccupati quando vedono i propri figli coinvolti in relazioni tossiche. Ecco alcuni punti che potrebbero essere utili:

- *Riconosci i segnali di allarme*: hai già notato molti segnali di una relazione tossica, come il controllo eccessivo, l'isolamento dagli amici e la famiglia, e il cambiamento nel comportamento di tuo figlio.
- *Parla con tuo figlio*: prova a parlare con tuo figlio in un momento in cui si sente calmo e aperto. Esprimi le tue preoccupazioni in modo non giudicante e ascolta la sua prospettiva.
- *Focalizzati sulla sua salute*: la salute fisica e mentale di tuo figlio è importante. Suggerisci a tuo figlio di fare attività fisica, di mangiare sano e di dormire a sufficienza.
- *Stabilisci confini*: è importante stabilire confini chiari in casa per proteggere la tua famiglia e tuo figlio. Ad esempio, potresti stabilire che tuo figlio non può dormire fuori casa senza il tuo permesso.
- *Cerca supporto*: non affrontare tutto da sola. Parla con tuo marito, con amici o con un professionista della salute mentale per avere supporto e consigli.

Ricorda che non puoi controllare le azioni di tuo figlio, ma puoi controllare come reagisci ☺️

Lei non può fare nulla!  Più fa peggio è,  in quanto rinforza il comportamento di suo figlio: egli sta vivendo una esperienza affettiva e non verrà certamente distolto dai suoi diniego. L'unica cosa che invece può fare è di mantenere un dialogo  non giudicante con suo figlio, senza mai formulare giudizi sulla ragazza. Non sempre le cose  vanno come desideriamo ed è  bene mettersi un poco dal punto di vista degli altri. Quindi penso che lei  debba imparare a controllare l'ostilità e abbassare i toni giudicanti con il ragazzo, senza giudizi o dirgli cosa deve e non deve fare. Si tratta di un adolescente che, per quanto posso capire,  non presenta problemi di comportamento o altro. Suo figlio è quasi maggiorenne e alla fin fine non sta facendo nulla di male. Se lei insiste correrà il rischio di troncare ogni firma di dialogo con suo figlio e perdere di conseguenza ogni possibilità di esercitare il suo ruolo genitoriale. Nel caso ne avvertisse la necessità  non esiti di consultare uno psicologo della sua città.

 

Gentile Signora,

capisco la sua preoccupazione. Quando un figlio cambia improvvisamente abitudini, amicizie e sembra allontanarsi dalla famiglia, è naturale sentirsi spaventati e impotenti e avere la sensazione di perdere quel figlio a cui si era abituata prima del cambiamento. A quest'età l'innamoramento è una fase importante e spesso l'idea di appartenenza a qualcosa di nuovo, spinge il ragazzo ad allontanarsi alla famiglia.

È importante mantenere una comunicazione assertiva e aperta facendogli capire che siete preoccupati per lui e non mostrare ostilità verso la ragazza con la quale sembra avere effettivamente una relazione malsana ma mettendosi nei suoi panni sembra non sia così. Bisogna dargli tempo, chiedere con domande semplici come sta, se è felice o se è stanco..senza cercare lo scontro. È importante tuttavia stabilire dei limiti in alcune abitudini come ad esempio l'orario di rientro, il rispetto economico e l'impegno scolastico. Proporgli di parlare con un esperto, uno psicologo come in questo caso, spiegandogli possibilmente che siete preoccupati per il suo stato di salute, potrebbe essere utile.

Resto a disposizione qualora volesse approfondire.

Distinti saluti 

Dott. Alessandro Frazzetta

Dott. Alessandro Frazzetta

Catania

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Quello che sta vivendo è molto doloroso per un genitore, perché si assiste a un cambiamento del proprio figlio senza riuscire a “raggiungerlo”. La sensazione di perderlo, di vederlo assorbito in una relazione che lo isola e lo modifica, genera comprensibilmente paura, rabbia e impotenza.
Ma proprio in queste situazioni è fondamentale non entrare in una dinamica di scontro.

A 17 anni suo figlio non percepisce questa relazione come dannosa: la vive come qualcosa di assoluto, tipico delle relazioni adolescenziali, che sono intense, totalizzanti e spesso poco equilibrate. Se lei attacca la relazione o la ragazza, lui tenderà automaticamente a difenderla… e ad allontanarsi ancora di più da voi. Non perché non vi ami, ma perché in questa fase sta costruendo la propria identità anche attraverso l’opposizione.

Questo non significa che lei debba accettare tutto, ma che deve cambiare strategia.

Più che cercare di convincerlo che “non va bene”, occorre aiutarlo a tornare a sentire se stesso.

Alcuni atteggiamenti possono fare la differenza ad esempio evitare giudizi sulla ragazza; 
Restare un porto sicuro, non un campo di battaglia
Se casa diventa il luogo del conflitto, lui starà ancora più fuori.
Se invece percepisce che può tornare senza essere giudicato, quel legame familiare resta vivo, ed è ciò che nel tempo lo aiuterà a riequilibrarsi.
Mettere confini chiari su ciò che riguarda la famiglia
Non si tratta di vietare la relazione, ma di stabilire regole sane, ad esempio gli orari di rientro o la presenza della ragazza in casa.

I confini non sono punizioni: sono contenimento.
Un adolescente ha ancora bisogno che qualcuno tenga la struttura quando lui non riesce.

É importante non parlargli della relazione. Parlategli della sua vita.
Chiedetegli della scuola, dei suoi interessi, del sonno, dello sport, dei suoi progetti.
L’obiettivo è riattivare parti di sé che oggi sono spente.
Osservare senza intervenire continuamente
Più si sente controllato, più si legherà a lei.
Più trova adulti calmi e presenti, più lentamente riemergerà la capacità critica.
Considerare un aiuto esterno (per lui o anche solo per voi genitori)
A volte un ragazzo non ascolta i genitori, ma riesce a parlare con una figura neutra.
Non perché “ha qualcosa che non va”, ma perché serve uno spazio dove possa pensare senza sentirsi spinto da una parte o dall’altra.

Queste relazioni, in adolescenza, spesso si consumano da sole quando il ragazzo recupera equilibrio. Ma ciò accade solo se la famiglia resta un riferimento stabile, non un antagonista.

Suo figlio oggi è dentro una relazione che sembra aver sostituito tutto il resto. Il vostro compito non è strapparlo via, cosa impossibile , ma continuare a rappresentare ciò che quella relazione non può dargli: stabilità, rispetto, misura, continuità.

E nel tempo, queste differenze diventano visibili anche per lui.

Un caro saluto 

Dott.ssa Cinzia Dessena 

Dott.ssa Cinzia Dessena

Dott.ssa Cinzia Dessena

Sassari

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Cara Adriana,

Prima di tutto, voglio dirti una cosa importante: non hai perso tuo figlio. È in una fase delicata della sua crescita, e il tuo ruolo è ancora fondamentale, anche se ora lui sembra non rendersene conto. A 17 anni, i ragazzi vivono le relazioni in modo molto intenso e totalizzante. Spesso confondono il controllo con l’amore, la dipendenza con il legame. Più tu cerchi di convincerlo che la relazione è sbagliata, più lui rischia di difenderla, perché ammettere il contrario significherebbe affrontare una delusione molto dolorosa. Per questo, la strategia più efficace non è lo scontro diretto, ma il mantenere il legame con lui. La cosa più importante che puoi fare è restare il suo punto sicuro. Anche se ora sembra lontano, dentro di sé ha ancora bisogno di sapere che tu ci sei, senza condizioni. Molti ragazzi, col tempo, si rendono conto da soli di ciò che non è sano per loro. E quando succede, torneranno dove si sentono amati davvero. Tu continua a esserci. Con calma. Con amore. Con fermezza gentile. Non è una battaglia persa.

Un caro saluto.

Dott.ssa Antonella Bellanzon

Dott.ssa Antonella Bellanzon

Dott.ssa Antonella Bellanzon

Massa-Carrara

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