Problemi familiari

Chiara

Ciao, Sono una ragazza di 23 anni, mi trovo in una fase della vita in cui ho bisogno di cambiamento. Se professionalmente mi sento realizzata e sto continuando con l'università a crescere e stimolare, a livello familiare mi trovo un muro. Vengo da una semplice famiglia un papà autoritario, all'antica, il quale tiene molto alle regole e dove ho sempre trovato a qualsiasi richiesta dei no. Fin quando ero una bambina, era un padre premuroso, attento, severo, ma ha sempre avuto grandi aspettative su di me. Ancora oggi si appoggia a me per alcune cose, tuttavia dopo aver iniziato a lavorare sminuisce ciò che faccio, lo studio quasi sembra aver fastidio. Lui non ha continuato le scuole quindi abbiamo oltre che divergenze di questo tipo anche di pensiero. È geloso del mio ragazzo, anche se gli vuole bene. Ma sembra che sia nata da parte sua una competizione, tant'è che spesso mi vuole a casa e se chiedo dopo 2 anni di relazione di fare un week end fuori me lo proibisce, diventa invadente e non ascolta i miei bisogni o ciò che ho da dire. Dopo diverse litigate ho avuto una crisi isterica mai avuta in vita mia, dalla prima ne sono susseguite altre. Creandomi poi malessere fisico con giramenti e rigidità muscolare e dopo qualche tempo ho iniziato a soffrire di attacchi di panico. Con mia mamma ho sempre avuto un rapporto di dialogo ed è sempre stata comprensiva. Fino a quando non è caduta in depressione dopo una malattia, ho vissuto i suoi alti e bassi con estrema lucidità. Dopo che ho iniziato a lavorare e iniziato ad avere più libertà ha cambiato atteggiamento. Spesso ripete che vorrebbe essere felice come una volta solo noi 4 (ho un fratello più piccolo). Dopo una settimana di lavoro e di studio il sabato è l'unico giorno dove esco con il mio ragazzo. Mia madre pretende che li aiuti a casa con le faccende dal momento che non ce la fa, ribadendo che sono egoista, che non penso ai suoi problemi e che nelle questioni domestiche sia immatura. Spesso entrambi ripetono che mi troverò male nella vita, incapace di gestirmi e ho sempre l'ansia di non potercela fare, come se avessi sempre bisogno di loro e tanti sensi di colpa. Ogni volta che prendevo una voto a scuola non era mai abbastanza così come all'università, mi dava rabbia che con gli altri si vantassero di me, ma con me erano duri pretendendo il massimo. Sono sempre stati iperprotettivi, mio padre da piccolina non voleva che mi prendessero in braccio gli altri componenti della famiglia, così mia mamma non voleva che sporcassi, tanto da non mandarmi mai al parco giochi. Loro hanno avuto un'infanzia infelice se mio padre è cresciuto senza un padre, mia madre ha vissuto un attaccamento freddo e distaccato con sua madre. Vorrei avere più libertà, essere considerata matura anche se non faccio sempre le faccende di casa, vorrei non poter più soffrire di sensi di colpa e di ansia.

10 risposte degli esperti per questa domanda

Buongiorno Chiara, mi spiace molto per la sua condizione. Soffrire di ansia e di attacchi di panico può purtroppo produrre uno stato di malessere globale. La situazione che descrive merita di essere approfondita, soprattutto in riferimento ai pensieri e alle emozioni negative (rabbia, senso di colpa...) che la riguardano e che potrebbero impedire al suo bisogno di cambiamento di concretizzarsi. Ritengo opportuno che lei possa prendere in considerazione la possibilità di prendersi cura di sè. Un percorso di psicoterapia cognitivo comportamentale potrebbe esserle d'aiuto.

Resto a disposizione, anche online.

Nel caso in cui fosse interessata le segnalo la possibilità, in occasione del mese di ottobre in cui ricade la giornata mondiale della salute mentale, di programmare un primo colloquio conoscitivo gratuito.

Resto a disposizione.

La saluto cordialmente.

Dott.ssa Martina Lombardozzi

 

Dott.ssa Martina Lombardozzi

Dott.ssa Martina Lombardozzi

Roma

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Salve Chiara, mi dispiace molto per la situazione che descrive perché posso comprendere anche il senso di oppressione che prova.ritengo importante che lei possa Richiedere un supporto psicologico per se stessa in primis per trovare pace in merito a questi sensi di colpa e successivamente anche per capire che purtroppo i nostri genitori, seppur ritenuti da noi dei punti di riferimento adulti, sono delle persone che purtroppo a causa delle loro vedute possono commettere degli errori.ritengo comunque fondamentale che intanto lei Riesca a crearsi una propria struttura al fine di non essere particolarmente fragile di fronte alla mancanza o meno di approvazione da parte loro.

Resto a disposizione, anche online.

Cordialmente, dott FDL

Dott. Francesco Damiano Logiudice

Dott. Francesco Damiano Logiudice

Roma

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Buonasera 

senz' altro l 'ansia come malessere è un indicatore di un disagio. Non è una malattia, va conosciuta ed esplorata per poterci convivere e gestirla. E rendere nel tempo "innocua". Da quello che racconta ci sono tante aree che meritano attenzione e uno spazio per poterci lavorare. Ognuno di noi ha una storia famigliare che per forza di cose ci influenza, ma occorre però capire dove inizia il nostro spazio personale, dove ci siamo noi come individui singoli. 

Le consiglio senza dubbio un percorso di psicoterapia. 

Gentile giovane ragazza, tanti sono gli spunti e gli elementi che qui emergono . Io voglio di proposito essere stringata e andare al nucleo.

Potrebbe essere funzionale per lei intraprendere un percorso psicoterapico che l’aiuti ad andare a vivere da sola e quindi la fortifichi verso l’autonomia e nel contempo le sia di ausilio per risistemare in se le immagini dei suoi genitori. Loro sono così perché frutto di una storia. E lei come è cosa vuole essere? In bocca a lupo e coraggio!

 

 

Dott.ssa Laura Bonanni

Dott.ssa Laura Bonanni

Roma

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Buongiorno Chiara,   è comprensibile che tu desideri più libertà, autonomia e di essere considerata matura dalle persone intorno a te.

Da quello che hai descritto, la relazione con tuo padre sembra essere caratterizzata da aspettative elevate e un atteggiamento critico nei confronti delle tue scelte e dei tuoi successi.  È assolutamente normale desiderare il sostegno e il riconoscimento dai propri genitori, ma è anche fondamentale coltivare la fiducia in te stessa e perseguire ciò che ti rende felice e soddisfatta.

È comprensibile che i commenti negativi e le aspettative irrealistiche dei tuoi genitori abbiano un impatto su di te, generando sensi di colpa, ansia e perfezionismo. 

È importante lavorare sull'autostima e sulla fiducia in te stessa, riconoscendo i tuoi successi e focalizzandosi sulle tue conquiste personali.

Resto a disposizione anche online.

Cordialmente

Dott.ssa Cristina Borghetti

Dott.ssa Cristina Borghetti

Dott.ssa Cristina Borghetti

Pisa

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Gentile utente,

situazione complessa e interessante quella che descrive. Emerge subito un aspetto: chiarezza e determinazione da parte sua. Certo pero' che le pressioni e limitazioni che subisce la mettono a dura prova. Il corpo accusa i colpi di una tensione psichica quando non trova una giusta via di sbocco. Le richieste familiari, in particolare di suo padre, la trattengono in un clima che puo' generare sfiducia e colpa. Per qualche ragione intrinseca al funzionamento familiare sembra che sia stata designata al "sostegno", forse dei suoi genitori, al di la' della comprensione per le difficolta' di suo padre e sua madre. La "crisi isterica" descritta e gli altri malesseri indicano chiaramente un conflitto e un blocco che puo' crearsi tra la sana spinta a creare la sua vita e le proibizioni esterne familiari. Far capire ai suoi genitori, a suo padre, le sue necessita' non e' semplice ne' facile a produrre buoni effetti. Non so quanto da sola potrebbe riuscire a fronteggiare queste emozioni. In questi casi direi che e' opportuno che lei si faccia aiutare, proprio per essere guidata a quel cambiamento desiderato, verso un'autonomia e una proposizione di Se' piu' forte.

Cordialmente

 

 

 

Cordialmente 

Dott.ssa Paola Poeta

Dott.ssa Paola Poeta

Roma

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Cara Chiara,

La percezione di non essere mai abbastanza è caratteristica di chi ha ricevuto su di sé aspettative troppo elevate 

Il quadro familiare che lei descrive è certamente complicato e soffocante, la sensazione più forte mi ha accompagnata Durante la lettura del suo testo è tuttavia quella di stasi, di sprofondamento in un passato e in una tendenza alla conservazione di uno Stato ormai superato da tempo. Quando lei scrive che suo padre impediva gli altri membri della famiglia di tenerla in braccio e sua madre le vietava di uscire e andare al parco per non sporcarsi descrive il vissuto e l'immagine che questi genitori conservano ancora oggi di lei e della vostra famiglia. Infatti la relazione con il suo compagno non è accettata così come un progetto futuro e la vorrebbero in casa a pulire, che equivale al continuare a stare tra le braccia del padre (questo è il suo desiderio) senza sporcarsi...Sta a lei riconoscere la sua adultità, il suo essere una giovane donna in formazione, forte capace, determinata, ambiziosa e realizzata professionalmente e con obiettivi futuri di indipendenza economica ed affettiva. Lei non è più quella bambina Da quale si possono imporre divieti e aspettative, ma  finché non sarà lei a convincersi di questo e a trasmettere questa immagine di sé ai suoi genitori loro continueranno a screditarla e a svalutarla. Potrebbe esserle utile il supporto di uno psicoterapeuta per accompagnarla in questo processo di trasformazione e di assunzione di un'identità  matura e consapevole. Lei ha tutte le potenzialità e le caratteristiche per riconoscersi adulta e sancire il suo ingresso nel mondo dei "grandi".

Spero di essere stata utile e resto a disposizione.

Caramente

Dottoressa Simona D'Urso

Dott.ssa Simona D'Urso

Dott.ssa Simona D'Urso

Torino

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Buongiorno.

Resto disponibile se vorrà intraprendere un percorso.

Cordiali saluti

Dottoressa Margherita Romeo 

Dott.ssa Margherita Romeo

Dott.ssa Margherita Romeo

Roma

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Gentile Chiara,

la sua situazione evidenzia dinamiche familiari complesse e un forte bisogno di autonomia e riconoscimento. La sensazione di essere intrappolata tra aspettative elevate e la mancanza di spazio per esprimere se stessa è chiaramente fonte di stress e ansia. La terapia potrebbe offrirle un ambiente sicuro in cui esplorare questi temi e sviluppare strategie per impostare confini più sani con la sua famiglia. Inoltre, potrebbe essere utile considerare una terapia familiare, per affrontare direttamente le dinamiche che la stanno influenzando negativamente.

Grazie per aver condiviso la sua storia e le auguro il meglio nel trovare le risposte e il supporto di cui ha bisogno.

Dott. Matteo Piccioni

Dott. Matteo Piccioni

Torino

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Gent.le ragazza,

è necessario tagliare il cordone ombelicale dalla tua famiglia, non ti dico abbandonarli ma avere una tua indipendenza psicologica e non sentirti in colpa di amare un ragazzo più di loro. E' normale che nella crescita non solo la famiglia d'origine è importante. Cerca per un periodo di non raccontare tutto ciò che fai a loro e mantieni più riservatezza del rapporto con il fidanzato.Evita di farlo venire troppo spesso a casa vostra e vedetevi fuori in un contesto neutro, senza intromissioni di nessuno. Per ciò che riguarda l'università portala avanti con gioia non ti fare fermare dalle frustrazioni altrui. Per essere felici bisogna avere il coraggio di essere se stessi. 

Cordiali saluti

Dr.ssa Iolanda Lo Bue 

Psicoterapeuta 

Dott.ssa Iolanda Lo Bue

Dott.ssa Iolanda Lo Bue

Roma

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