Famiglia e bambini

Mia figlia non accetta il mio compagno

Maria grazia

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Buongiorno, sono una mamma di 2 bambine di 16 e 6 anni.. Ho 39 anni e da circa 5 anni sono separata.. Il mio ex marito non era più innamorato e ha iniziato la sua storia con la sua attuale compagna con cui convive fin da subito
Da circa un anno e mezzo anche io frequento un uomo con cui mi trovo molto bene.. La mia piccola lo adora la grande no, non lo saluta nemmeno.. Mi ha detto che io ho già avuto la mia possibilità.. Mi è andata male e secondo lei dovrei stare da sola o al massimo. Potrei vederlo fuori casa ogni tanto e che devo fare solo la mamma
Io ci sto molto male.. Adesso ha deciso di andare a vivere da suo padre dicendomi così ti puoi rifare la tua vita,
cosa posso fare?
Più che spiegarle che per me lei e sua sorella saranno sempre il mio mondo come faccio a farle capire che anche io voglio avere il diritto di rifarmi la mia vita come donna..?

9 risposte degli esperti pubblicate per questa domanda

Buongiorno MariaGrazia. L’elaborazione del divorzio per una figlia è un processo molto complesso, basato sulle capacità di affrontare una situazione che fino a che non si verifica tendenzialmente non è nell’immaginario di un figlio. Tendenzialmente in adolescenza e pre-adolescenza i ragazzi non hanno idea che un rapporto possa finire per una svariata quantità di motivi e quando accade tendono a reagire in modo rigido. Con il tempo e con il dialogo, sua figlia arriverà a capire come la separazione sia un fattore possibile nella vita di una persona, da non stigmatizzare come evento inaccettabile; una volta compreso questo passaggio, arriverà anche a capire come sia lecita la ricerca di un nuovo partner con il quale esprimere la propria intimità e femminilità.
Se lo ritenesse utile, mi rendo disponibile anche online per un confronto più approfondito, volto eventualmente alla ricerca di un percorso adatto per aprire un canale comunicativo con sua figlia utile alla comprensione delle ragioni reciproche che caratterizzano le vostre posizioni attuali.
Cordialmente,
dott. Alfonso Panella.

Gentile signora Maria Grazie non è facile trovare un equilibrio tra i vari ruoli che come donna riveste: mamma, compagna, lavoratrice….


La situazione che sta vivendo è complessa e le pone delle sfide: soprattutto sua figlia adolescente le propone delle richieste


che in questo momento risultano in contrasto e in opposizione al suo personale bisogno di mantenere e andare avanti in una relazione affettiva che risulta per lei appagante.


E’ difficile dare indicazioni pratiche di gestione: sarebbe opportuno conoscere e condividere la storia e i vari passaggi che vi hanno condotto fino a questo punto di svolta.


Per sua figlia probabilmente è già una sfida l’età che sta vivendo, nell’attuale periodo storico;


a questo si aggiunge un ulteriore cambiamento, quello di trovare la mamma, non solo mamma, ma anche compagna di un uomo che non è suo padre.


Occorre per entrambe trovare una via di conciliazione, tra difficoltà e bisogni personali, che risulti rispettosa delle esigenze di tutte e due.

Salve Maria, mi spiace molto della situazione che descrive poiché comprendo il disagio connesso ed il dispiacere di mamma.


ritengo importante che voi possiate instaurare un dialogo schietto e sincero nel quale Condividere aspetti e vissuti emotivi in merito a questa situazione al fine di rendere la ragazza consapevole di ciò che sente e che prova.


se può essere difficile instaurare una comunicazione diretta tra voi, credo che possa essere utile un consulto psicologico per esplorare meglio la situazione con ulteriori dettagli, elaborare pensieri e vissuti emotivi connessi e trovare strategie utili per fronteggiare i momenti particolarmente problematici onde evitare che la situazione possa irrigidirsi ulteriormente.


Cordialmente, dott FDL 

Salve Maria Grazia,


La separazione rappresenta uno stato di lutto per un figlio. 


Sua figlia più grande sta attraversando un periodo di grande cambiamento, quello adolescenziale, di formazione di un'identità ben definita che si manifesta con il passaggio da una condizione di bambina ad una di donna.


Rispetto a sua figlia più piccola che, seppur subendo un possibile trauma di separazione, ha comunque ancora bisogno di una figura di attaccamento principalmente materna, sua figlia più si trova comunque a vivere uno stato di ribellione senza essere certa di poter avere comunque una base sicura solida.


Sarà dunque compito suo e del suo compagno sapersi approcciare in modo tale da poterla fare sentire protetto. 


Si tratta pur sempre per sua figlia una figura estranea rispetto al nucleo familiare d'origine.


Non vi è una risposta che possa essere realmente esaustiva, bensì si tratta di porsi delle domande sul proprio atteggiamento verso sua figlia:


-Ha chiesto a sua figlia il reale motivo per cui non sente protezione? 


-E' sua figlia a essere indifferente non salutando il suo compagno oppure viceversa è lui a non volersi fare notare?


Quando siete insieme Lei e il suo compagno ponete attenzione se lei si senta vista e riconosciuta?

Buongiorno, 
Capisco il suo senso di impotenza verso un rifiuto così netto da parte di sua figlia. Ricreare dei nuovi equilibri familiari dopo la rottura della coppia genitoriale è un percorso che può essere lungo e delicato, specialmente per i figli adolescenti che nel costruire la loro identità vorrebbero sentirsi rassicurati da modelli ben chiari, prevedibili ed affidabili. Il periodo dell'adolescenza è già di per sè un momento di conflitto con i genitori, è un processo di separazione ed individuazione necessario nel passaggio all'età adulta e quindi alla creazione di un rapporto madre-figlia più maturo. In questo caso il conflitto ha preso la forma del rifiuto verso la sua nuova relazione, che ha messo lei in una posizione difficile perchè da un lato rischia di non viversi liberamente questa nuova fase della sua vita minando ciò che di positivo le porta, dall'altra di mettere a rischio il rapporto con sua figlia nel tentativo di salvaguardarlo. Accettare il conflitto e viverlo come tale, senza focalizzarsi su una soluzione può essere un'occasione preziosa perchè sua figlia possa vederla come donna oltre che come madre ed apprezzarla come tale imparando a vedere anche se stessa al di là di etichette e categorie ma semplicemente come ragazza e donna in divenire. Allo stesso modo può essere un'occasione per lei per abbandonare l'ideale di madre-modello ed accettare i suoi limiti, quale insegnamento più prezioso per sé e per sua figlia?

Cara Maria Grazia, le dinamiche con i figli adolescenti sono sempre molto delicate. 


Tu hai assoluto diritto di rifarti una vita, se poi, come scrivi hai massima attenzione al benessere delle tue bambine, prosegui serena, a limite con il sostegno di un terapie potresti cercare di capire se va davvero tutto bene o se qualcosa può essere affrontato e approfondito nelle dinamiche tra te, il tuo nuovo compagno, tue figlie, la vita del padre e la sua compagna. 


Detto questo però, hai tutto il diritto, come ha diritto tua figlia di provare a stare col padre, che probabilmente è una figura idealizzata, visto x un e in concreto lui ha al in pari tuo, anzi da prima, una nuova compagna.


Tua figlia è giovane, capirà un giorno che per fortuna la vita riserva sempre più occasioni e nuovi inizi. Forse si sente tradita, grande, ma ancora bimba, e ti vorrebbe tutta per sé, ma ciò non significa che tu non possa rifarti una vita, anche per insegnare a lei, che un giorno capirà, che la vita ricomincia! 


Sii felice!


 

Buongiorno, Sig.ra Maria Grazia.


Probabilmente potrebbe essere utile un percorso di sostegno di tipo familiare, che permetta a lei e alle sue figlie di rispettare, comprendere e accettare le esigenze e i desideri reciproci all'interno di uno uno spazio sicuro, quale potrebbe essere lo studio di uno psicologo specializzato negli interventi di tipo familiare.


Spero di esserle stata d'aiuto e le auguro buona giornata.


Dott.ssa Marianna Larocca

Buongiorno sig.ra Maria Grazia, forse al momento sarebbe opportuno assecondare la richiesta di sua figlia di 16 anni, vista l'età difficile. Probabilmente tra qualche tempo, superata questa fase critica, cambierà idea. Questo è ciò che mi sento di dire sulla base della sua mail, ma rimango a disposizione nel caso desiderasse approfondire la questione.


Saluti,


Dottoressa Raffaella Cortini 


Forlì 


Forlimpopoli


Meldola

Gentile Maria Grazia,


da come scrive sembrerebbe che sua figlia abbia paura di perderla o di essere messa in secondo piano. Come le ha fatto conoscere il compagno? Cosa fa lui con lei? Cosa non gli piace? Solo il fatto della convivenza o anche lui come persona? Come mai invece accetta la compagna di papà? Lei quando va da papà la nuova compagna è con loro a casa o va "via"? Potrebbe essere cambiato qualcosa da quando lei è fidanzata tra di voi? (Si risponda senza giudicarsi e solo per capire come farla riavvicinare.


Ora quindi è dal papà? Quando vi vedete? Ogni quanto? Cosa fate insieme?


Potreste valutare magari nei momenti in cui vi vedete di stare sole, di fare cose insieme, di sentirvi giornalmente tramite sms o videochiamate e farle sempre "sentire" e "vedere" che lei c'è e ci sarà sempre nei momenti belli e "brutti" e che non è il compagno che cambierà la vostra vicinanza e il vostro amore.


Se le difficoltà persistono le consiglio di valutare un percorso di supporto psicologico dove in primis essere lei ascoltata, aiutata e supportata in questo momento di "tristezza" e vulnerabilità per poi cercare di ri-scoprire le sue risorse interne e magari col tempo far inserire anche sua figlia per potervi parlare in un luogo neutro e senza giudizio per trovare la soluzione migliore.


Resto disponibile per informazioni, richieste aggiuntive, eventuale consulenza online o se volesse rispondere in privato alle domande poste.


Cordialmente


Dott.ssa Federica Ciocca


Psicologa e psicoterapeuta


Ricevo a Torino, provincia  e online

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