Famiglia e bambini

Accettazione di una figlia verso il compagno della madre

Eva

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Salve, sono una donna di 39 anni separata da 4 anni con una figlia di 9. Da circa 1 anno e mezzo ho un compagno che a sua volta ha un figlio di 3 anni.
All inizio delle uscite a casa e ( tutti insieme) mia figlia era entusiasta, cercava di giocare con il bambino e la vedevo contenta anche del mio compagno. Ultimamente non é più così, la sua voglia é diminuita, dicendomi che ormai é grande e non vuole stare dietro al bambino, anche perché lui la imita in tutto e quindi lei é limitata nel fare cose che per lui possono essere pericolose. Le ho parlato un po, e lei mi ha detto che se sono felice io lei é felice, ma non le piacciono molto! Come devo comportarmi?

5 risposte degli esperti pubblicate per questa domanda

Salve,


lei innanzitutto ha fatto molto bene a parlarne con la sua bambina. Da un lato potrebbe essere nata la paura, anche inconscia, che questo uomo sostituisca il padre; mentre dall'altra è un bambino di 9 anni ha oggettivamente pochi interessi in comune con uno di 3. Questo non vuol dire che non debbano giocare e stare insieme, ma è normale che la bambina voglia i suoi spazi.


Per rispondere nel modo migliore possibile sarebbero necessarie ulteriori informazioni: ad esempio le dinamiche della separazione con il padre della bambina, i rapporti della bambina con il padre, la frequenza con cui lo vede e con cui invece vede questo nuovo suo compagno e il bambino. Sarebbero altresì necessari alcuni incontri con la bambina per capire quali sono le sue emozioni in merito.


In caso voglia un supporto maggiore la invito a contattarmi per un primo incontro, eventualmente anche in modalità online.


Cordiali saluti,


Dottoressa Ficola

Gentile Amica,


il "mestiere" di genitore è tra i più difficili al mondo, soprattutto perché non lo insegna nessuno e ogni figlio è diverso dall'altro.
La sua bambina ha ormai 9 anni, e sta affrontando diversi cambiamenti: presto inizierà a non volersi sentire più una bambina, a pretendere di essere trattata da adulta, tornando però nei momenti di crisi a comportarsi proprio come quando era piccola. Occorre pazienza, soprattutto nel cercare di ascoltare, comprendere e rispondere mantenendo sempre in mente questo: progressivamente sua figlia dovrà essere trattata come una adulta, autonoma, capace di scelte. 


Da questo punto di vista, forse si può comprendere meglio perché non voglia più giocare con un bambino tanto più piccolo di lei, di cui, peraltro, non vuole assumersi la responsabilità. Il mio parere è che lei accolga il desiderio di sua figlia, come legittimo, riservandosi di chiederle una mano - proprio come farebbe con un'adulta - se avrà bisogno di qualcuno che sorvegli il piccolo.


Per quanto riguarda poi il tema più generale del rapporto di sua figlia con il nuovo compagno, anche qui, con delicatezza e legittimando pensieri e opinioni della bambina, provi ad ascoltarla. Non c’è bisogno che la convinca della sua scelta, o che dovrebbe provare un qualche sentimento particolare per il suo compagno. Provi a condividere con lei la sua felicità per la sua nuova vita, i motivi per cui ha scelto il suo nuovo partner, senza pretendere che sua figlia condivida i suoi sentimenti, ma semplicemente confidando che potrà comprenderli ed essere felice per le sue scelte.


Con i migliori auguri,


dr. Ventura

Buongiorno Eva,


quello che mi permetto di consigliarle conoscendo la sua situazione in poche righe e’quello di lasciare del tempo a sua figlia...probabilmente le sta esprimendo un disagio ed una richiesta di attenzioni che in questo momento particolare della sua vita va ascoltato ed accolto, senza ansie ne’paure.


Dalla risposta che le ha dato sulla felicità mi sembra una bambina responsabile e forse e’ proprio da questo senso di responsabilità che vuole uscire.


Può scrivermi in privato per ulteriori evoluzioni della situazione


giuliamarzolo@libero.it

Gentile Eva,


La separazione per un figlio è sempre vivibile come un simil lutto. Per quanto sicuramente lei sia una madre che dialoga e spiega a sua figlia i cambiamenti (aspetto che si evince avendo lei accolto il compagno e il figlio), essi non sono mai semplici da comprendere soprattutto a quest'età (9 anni).


Le sembra che in casa possa aver ascoltato qualcosa di "forte" o poco comprensibile legato all'amore o affetto?


Potrebbe essere "scappata" una parola "forte" o "negativa" durante una vostra discussione?


Un aspetto, inoltre, da tenere presente è anche la differenza d'età tra i bambini. Se per caso avete provato a creare dei giochi insieme lei come reagisce?


Il suo compagno come si pone nei confronti della bimba? Come gli parla? La coccola?


E' importante starle vicino, farle capire che lei rimarrà sempre sua figlia e che noi umani siamo capaci di volere bene e amare anche più persone per volte (si veda, lei ama sua figlia, i nonni, eventuali zii,... vuole bene ad amiche o amici,...). Provate anche a trovare del tempo solo voi due e fare qualcosa che vi appassioni insieme.


Se le difficoltà persistono potrebbe valutare anche degli incontri di consulenza psicologica per sua figlia. Sarebbe un modo per lei dove sentirsi non solo ascoltata ma anche supportata da una figura esterna ma anche adulta.


Resto disponibile per informazioni, richieste aggiuntive, eventuale consulenza online o se volesse rispondere in privato alle domande poste per poterle essere di maggiore aiuto.


Le auguro di trovare presto una soluzione al suo problema.


Cordialmente


Dott.ssa Federica Ciocca


Psicologa e psicoterapeuta


Ricevo a Torino, provincia (Collegno) e online

Buongiorno Eva. La differenza di età in quel periodo dello sviluppo è decisamente significativa e nel corso di un singolo anno è più che possibile che l’approccio di sua figlia ad un bambino tanto più piccolo sia cambiato drasticamente. Inoltre potrebbe iniziare a sentire una sorta di rivalità tra lei e quelli che sono i nuovi componenti della famiglia, il che è normale. Ciò che lei può fare è mostrarsi supportiva e comprensibile verso i pensieri di sua figlia e al contempo tenere sempre attiva la comunicazione tra di voi, come sta facendo, dato che sua figlia è riuscita a sentirsi libera di esprimere ciò che pensava. Sarà importante per lei capire che l’ingresso in famiglia di due individui non sarà qualcosa che la metterà in secondo piano.
Sono comunque solo supposizioni, dato che in questa sede è complicato dare rimandi specifici: partendo comunque da queste indicazioni, se dovesse notare che il disagio di sua figlia perdura nel tempo mi rendo disponibile per un consulto più approfondito e mirato alla sua situazione, anche online.
Cordialmente,
dott. Alfonso Panella.

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