Famiglia e bambini

Come denunciare la famiglia.

Silvia001

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Salve, sono una ragazza di 19 anni, vivo con mio padre e mia sorella di 16. Mio padre ha divorziato da mia madre circa 10 anni fa, mia madre è malata e faceva uso di droghe e alcol. Tutt'ora è malata ma non intrattengono nessun tipo di rapporto con lei. Mio padre è sempre stato un genitore inadempiente, con una mentalità chiusa che camuffa con una finta brillantezza intellettuale (ha una laurea in fisica e la usa per denigrare psicologi e chiunque lavori nel campo della salute mentale). Ha rovinato la mia adolescenza, alle medie non mi faceva uscire il pomeriggio con le mie amiche all'oratorio, quando avevo 15-16 anni ed ho trovato il mio primo ragazzo (che aveva 20 anni e di origine indiana) mio padre ha fatto di tutto per rovinarmi l'esistenza, insultandomi, dandomi della tr*** ogni giorno, minacciando di denunciare il mio fidanzato del tempo, attivando i servizi sociali che gli hanno detto che era inutile denunciare una relazione consensuale come quella che avevo al tempo, perfettamente normale per l'età che avevo, e lui chiamava stupro. Insulta a me e mia sorella anche e soprattutto per la scuola, era l'unica cosa che gli importava, non ci ha mai ato nient'altro che andare bene a scuola, dicendo che altrimenti saremmo state delle fallite, umiliandoci. Ha deviato mia sorella piccola così tanto che ha iniziato a tagliarsi in quanto non si curava dei suoi problemi mentali riguardo il peso e la salute, l'unica cosa che gli importava era che andasse bene a scuola e che ogni giorno studiasse con lui una volta tornato dal lavoro, mia sorella tutt'ora non è capace di studiare da sola e stare al mondo, ha sviluppato un interesse per l'occulto e ciò che riguarda riti, alchimia, magia nera, e altre a mio avviso stron***e che la hanno deviata ancora di più. Due anni fa, dopo l'ennesima lite per scuola e per ragazzi, mio padre se ne andò di casa per due giorni portando a casa mia madre (mentalmente instabile e che fa tutt'ora uso di droghe leggere ma nessuno lo sa, io gliele ho viste nella borsa) siamo finite in comunità in quanto mio padre ebbe una lite con un'assistente sociale sul fatto e sul momento l'assistente capí l'instabilità di mio padre e quanto fosse inadatto ad essere genitore. Siamo finite in comunità diverse, io però ero e sono una ragazza normale, con nessun apparente problema psicologico (detto dalla mia psicologa) e calcando la mano mise "dentro" anche me,senza motivo. Fu un art. 404 ovvero allontanamento improvviso, coatto. Feci di tutto per uscire e ci riuscì in soli 3 mesi, mia sorella in 6.lei aveva ed ha tutt'ora gravi problemi che mio padre è bravo a mascherare. Mio padre si indebitò tra avvocati e consulenti per denunciare l'assistente che tutt'ora odia (le ha dedicato un altarino inquietante in camera sua con terra di cimitero, bambola di c'era e preghiere occulte per maledirla) con mia sorella ha continuato a condividere questo interesse. In più mio padre non è mai stato in grado di portare avanti la casa, fare la spesa, fin da quando eravamo piccole e mia madre se ne andò, la spesa la faceva ogni giorno la sera stessa, il frigo non è mai stato pieno e l'alimentazione non è mai stata sana, mia sorella è in sovrappeso perché mio padre non è mai stato capace di educarla al mangiare sano, e non gli è mai importato, quando cercai di dirgli di ovviare al problema, rispose che lui "si rompe a stare più di 5 minuti al supermercato". In più la casa è sempre stata sporca, mia sorella sporca ogni giorno la cucina e mio padre pulisce il minimo indispensabile per fare spazio sulla tavola per mangiare, ma solo quello che sporca lei, perché se fossi io a lasciare un piatto sul lavello (tra i 100 che lascia mia sorella) si arrabbierebbe con me dicendo che sporco sempre e urlandomi addosso. Mia sorella piccola e mio padre hanno un malsano rapporto, lei cerca approvazione in tutti i modi da lui, ma lo manipola anche, urla sempre, i miei vicini mi chiedono sempre perché urla così tanto, in realtà non urla solo quando è arrabbiata per cavolate, ma anche quando è felice per qualsiasi cosa, lei urla, sbatte i piedi forte quando cammina, e soprattutto urla a me. Ho da poco preso un cane, l'unico ad amarmi in questa casa, che sente a mio avviso la negatività di mia sorella e mio padre quindi li teme e rimane sempre purtroppo solo in camera mia con me, mia sorella è solita lasciare in giardino i suoi cimeli spirituali di vetro quali boccette vasi e scatole secondo lei "maledette" o a scopi a me sconosciuti, non curandosi che il cane, o qualsiasi altra persona, potrebbe caderci sopra, o semplicemente è antiestetico e NON Normale avere questi oggetti sull'erba in giardino, quindi mi capita spesso di togliergli, qualche giorno fa mio padre ruppe un vaso in casa e non lo raccolse, lasciò i pezzi in un angolo per 2 giorni, calpestati un pezzo per sbaglio col piede,allora spostò i pezzi sopra il termosifone. Ogni volta che tolgo quegli oggetti (spesso in vetro) dal giardino mi sento le urla addosso di mia sorella e le risate supportive di mio padre che dice che lei ha il diritto di fare quello che vuole in casa sua, io sta mattina non sapevo più come difendermi in quando mentre avevo lezione online mia sorella è arrivata a urlarmi addosso per aver tolto l'ennesimo oggetto dal giardino, al che li ho minacciati di denuncia, e allora sono arrivati insulti e urla. Non so più come fare, devo a breve prendere il diploma di liceo e sto studiando per passare i test d'ingresso di medicina, è un periodo ancora più difficile perché a causa della quarantena sono bloccata con loro ogni giorno. Dicono a me di non essere normale, di non lasciare loro la libertà di fare quello che vogliono a casa loro, mi urlano insulti e parlano alle spalle di me,voglio denunciare ma ho paura di finire male di nuovo. So di essere maggiorenne,ma ho tanta paura, se qualcuno ha un consiglio, sarò aperta ad ascoltare, grazie per essere arrivati fino a qui, in realtà la storia è più lunga e ha mille sfumature in più, è molto più complicata, ma dovevo farla breve.

5 risposte degli esperti pubblicate per questa domanda

Cara Silvia,


rivolgiti alla Casa delle donne maltrattate, contattando il Telefono Rosa.


Loro sono in grado di allontanarti da dove vivi. La situazione è grave e non dovresti incontrare difficoltà a trovare l'auto che ti serve.


Quando te ne andrai, la mia raccomandazione è di non voltarti indietro mai. Hai assoluta necessità di vivere in un ambiente emotivamente sano, che ti supporti e che ti aiuti, con il tempo e con l'esperienza, ad attenuare i ricordi dei traumi che hai vissuto.


Mantieni la tua capacità di ribellione. Leggi "Donne che corrono coi lupi" e sappi che il mondo è pieno di donne che hanno avuto storie pazzesche, che ogni giorno mentalmente abbracciano le sorelle, giovani e non giovani, che stanno cercando il modo di uscire dalle loro situazioni.


Buona fortuna ... uno su mille ce la fa, ed è sempre questione di carattere - quello che a te non manca.

Cara Silvia,


la situazione che descrive è davvero molto seria e complessa, in poche righe è purtroppo impossibile arrivare a proporle una soluzione completa, ma come ogni percorso si inizia dai piccoli passi. Innanzitutto ritengo sia fondamentale per lei un buon supporto psicologico. Non mi è sfuggito il punto in cui scrive “io però ero e sono una ragazza normale, con nessun apparente problema psicologico (detto dalla mia psicologa)”, ma non è necessario avere una diagnosi per intraprendere un percorso psicologico. Questo può essere per lei, che descrive una situazione di profondo disagio, incuria e gravi maltrattamenti verbali, un appoggio sicuro, in cui potersi liberamente esprimere, essere accolta nelle sue preoccupazioni e frustrazioni. Con il supporto di una relazione di fiducia, potrà scegliere con maggiore sicurezza la strada migliore da intraprendere, comprendendo meglio le alternative possibili e le opzioni a sua disposizione. 


Se non ha già un professionista di fiducia o dovesse avere problemi economici nel sostenere un percorso privato Le segnalo che nel periodo del Coronavirus sono stato attivati anche tanti servizi di supporto psicologico gratuiti da cui partire e che possono magari indirizzarla a strutture territoriali competenti: www.lopsicologotiaiuta.it


So che le esperienze pregresse con il servizio sociale  si sono ridotte solo ad un intervento di emergenza, forse tutelante dal punto di vista della saluta fisica ma poco risolutivo nel sostegno alla famiglia sul lungo termine, tuttavia resta quello ( oltre ad associazioni di volontariato per la "violenza domestica" o  le " famiglie in difficoltà" che hanno esperti della salute mentale e legali)  il servizio competente per  aiutarla , ora che è maggiorenne, ad ottenere utili informazioni a livello legale e, siccome la situazione di malessere che vive è molto intensa, anche a ricercare una maggiore indipendenza economica e una diversa soluzione abitativa, così che possa proseguire il suo percorso di vita con una serenità e stabilità maggiore.


Augurandomi di esserle stata d’aiuto, un caro saluto

Salve,


colgo il bisogno di aiuto, che da quanto leggo è indispensabile, pertanto consiglio di rendersi indipendente economicamente anche con lavori saltuari e occasionali cosicché essendo maggiorenne può intraprendere un vita personale e indipendente da quel contesto. Solo dopo può intraprendere un percorso di recupero dei rapporti familiari. E' chiaro che inizialmente deve continuare a convivere con quella realtà seppur sta cercando la strada per la sua indipendenza

Gentile Silvia,


la tua storia è davvero complicata e avendone letta anche solo una minima parte, ti dico, per serietà, che non è possibile rispondere alla tua domanda se non si conosce in modo approfondito la tua condizione e senza sapere se tu abbia o meno una "rete di salvataggio" costituita da altri parenti o amici che ti possano essere di supporto. Se in linea teorica chiunque può denunciare i propri familiari per violenza, incuria o maltrattamento psicologico, dall'altro lato come si può pensare di farlo e rimanere sotto il loro tetto per studiare altri cinque o sei anni almeno? Cosa vorresti/penseresti di ottenere con una denuncia? Immagino che vorresti che fosse riconosciuta la tua sofferenza e che le cose cambiassero radicalmente. Da quello che racconti è chiaro che tuo padre e tua sorella percepiscono le cose all'opposto rispetto a te. Non sembrano persone che desiderano minimamente cambiare. Per cui con l'aiuto della tua psicologa o di un'assistente sociale potresti farti supportare per conquistare una tua indipendenza. Potresti anche provare a contattare un centro antiviolenza (come il CADOM) dove ci sono assistenti, volontarie e avvocati che potrebbero meglio prospettarti le soluzioni possibili.


Molti auguri!

Buongiorno Silvia


La situazione da lei descritta è davvero molto complessa. Purtroppo, si trova a far fronte a situazioni di abuso e maltrattamento psicologico (e non solo). Immagino la sua paura nel denunciare la situazione della sua famiglia, ma temo non ci siano altre alternative. Provi a sentire i servizi sociali del suo comune e spiegare la situazione, in modo che possano darle consigli su come muoversi e cosa fare. Non può andare avanti in questa situazione assolutamente malsana e direi "pericolosa". Mi raccomando rifletta sulle mie parole. 


Le auguro con tutto il mio cuore buona fortuna

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