Famiglia e bambini

Ho un figlio di 33 anni che si è separato da un anno

Paola

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Buongiorno, ho un figlio di 33 anni che si è separato da un anno dopo un matrimonio di 8 anni di cui gli ultimi 4 di profonda crisi. Entrambi avevano un caratterino abbastanza focoso, non riuscivano ad arrivare a compromessi e dopo la nascita del primo ed unico figlio, che oggi ha 6 anni, la situazione è precipitata. I nostri figli (l’altro minore ne ha 27) abitano vicino a noi. Come genitori abbiamo cercato di essere sempre presenti e sin da quando erano bambini il maggiore ha sempre presentato più bisogni rispetto all’altro. Sono molto diversi. Il minore (Andrea) non aveva molta voglia di studiare, era vivace (quanti colloqui con i professori e quante note), ma ha finito comunque le superiori e finalmente, come lui voleva, ha iniziato a darsi da fare per cercare un lavoro. Dopo alcune esperienze ha chiesto a suo padre se poteva esserci un posto nell’azienda dove lavorava anche lui in quanto era affascinato dal tipo di lavoro. I responsabili della ditta gli hanno offerto un posto e dopo diversi anni di gavetta si è creato una sua posizione. Qualche anno fa si è fidanzato e adesso sono in procinto di sposarsi. Anche loro hanno avuto i loro problemi che li hanno portati ad allontanarsi per alcuni mesi; poi il tutto si è risolto con grande impegno da parte di entrambi. Andrea è nel complesso un ragazzo tranquillo con una vita normale…lavoro, allenamenti di pallone, birra con gli amici, convive con la ragazza…e da quando lavora ha sempre voluto aggiustarsi e mantenersi da solo. Da quando abita per conto suo non ha mai manifestato grossi bisogni…ha fatto tesoro dei miei insegnamenti e anche quando ancora non convivevano si faceva da solo le faccende di case, ogni piccolo lavoretto, si gestiva il suo portafoglio…era adulto! Ha avuto anche lui le sue piccole sfortune come abbiamo tutti e ha ancora oggi i suoi problemi. Per il matrimonio che stanno per affrontare fanno molti sacrifici rinunciando, come è giusto che sia, a piccoli svaghi. Il maggiore (Davide) è sempre stato più problematico. Anche lui non voleva studiare e per questo ha optato per un professionale portandolo a termine (anche lui con un po’ di sforzi). Finita la scuola ha voluto intraprendere una carriera indipendente aprendosi una sua piccola attività. All’inizio lavorava e si impegnava parecchio. Vista la crisi generale purtroppo i suoi sforzi non sono stati ripagati subito e questo l’ha portato man mano a impegnarsi sempre meno. Pensava di ottenere subito dei risultati ma le cose non funzionarono così. Mio marito ha provato a farlo entrare nella ditta dove lavora insieme all’altro fratello ma, dopo un breve periodo, l’hanno mandato via. Tante volte abbiamo notato che in realtà la voglia di impegnarsi era poca ma era più semplice rifugiarsi in qualche bar e buttare qualche euro nelle macchinette. Lui era fidanzato da giovanissimo con una ragazza che abbiamo quasi cresciuto noi visto i grossi problemi che aveva con la sua famiglia decisamente assente e con poche possibilità. L’abbiamo aiutata trovandole un lavoro, una macchina e accogliendola in casa nostra. Giovanissimi (per la nostra epoca) hanno deciso di sposarsi (negli anni lei ci ha detto di averlo fatto perché voleva andarsene di casa) e li abbiamo aiutati con la casa e con il matrimonio perché loro non avevano possibilità da soli. Da quel momento sono cambiate molte cose…non ci hanno mai invitato a casa loro…né venivano volentieri quando eravamo noi a chiamarli. Nonostante questo lui ha deciso di non crescere mai del tutto quindi quando c’era qualsiasi tipo di problema o mancanza di soldi veniva da noi e non ne parlavano tra di loro. Marito e moglie dovrebbero essere una famiglia a sé stante, invece lui si appoggiava ancora alla sua vecchia famiglia dicendo che tanto lei non gli dava ascolto. Poi è arrivato il nipotino…eravamo molto felici ma non immaginavamo che da quel momento tutto sarebbe peggiorato ulteriormente. Non l’abbiamo visto praticamente per due anni ma nonostante questo abbiamo cercato di esserci in altri modi...monetari soprattutto perché nostro figlio ci faceva capire che erano in difficoltà. Nel frattempo lui ha cambiato diversi lavori perché nessun posto era mai come lui si aspettava…o lo trattavano male…o gli davano poco…poi abbiamo scoperto di tante sue assenze o negligenze. Dopo i due anni di nostro nipote abbiamo ricominciato a vederci ma il bambino non ci veniva mai lasciato (alla famiglia di lei invece si…dormiva da loro…mangiava da loro) e le scene di autoritarismo da parte di lei erano numerose. Venivamo tacciati di viziarlo troppo come avevamo fatto con nostro figlio (con lui è vero ma anche con lei l’abbiamo fatto e non ha mai obiettato prima) e non potevamo comportarci in modo naturale…dargli un bacio o giocare o regalargli qualcosa…ma neanche sgridarlo o alzare la voce. Stessa cosa con l’altro mio figlio e la ragazza… nessuno poteva stare con lui. Man mano si sono allontanati come marito e moglie… lui ha peggiorato il vizio del bere e lei quello di urlargli addosso parole e frasi al limite della decenza. Era un litigio e un urlare quotidiano. Ora che si sono separati la battaglia continua con il bambino che soffre soltanto. Lei ci nega di vederlo e poi chiede al bambino il resoconto. Lui ha 6 anni e si trova in mezzo ad una situazione più grande di lui. I genitori non si rispettano neanche adesso. In più speravo che la situazione personale di mio figlio migliorasse, invece non si è sentito sollevato quando lei se ne è andata…esce…si ubriaca…sparisce per giorni lasciandoci in pensiero…vive a nostre spese…mangia da noi…lo stiro lo lavo gli faccio le pulizie…guardo anche il suo cane di cui non si occupa più…inoltre chiede soldi e se provo a dirgli che non può continuare così mi dice che non può togliersi anche il divertimento. Mio marito non vuole vedere che ha un problema e lo asseconda…chiede soldi al fratello minore…esterna invidia nei suoi confronti per ogni piccola cosa. Abbiamo sbagliato negli anni perché sapendo della gelosia loro verso mio figlio minore e la ragazza abbiamo chiesto a loro di essere più discreti se andavano in vacanza o uscivano a cena perché loro non potevano farlo. Mio marito però continua a non vedere e la situazione sta peggiorando considerevolmente…lo tratta come un bambino…gli prepara il suo piatto preferito…lo coccola. È completamente in balia di lui. Se io o mio figlio minore proviamo a farlo ragionare ci dice che suo figlio sta passando un momento difficile. Non si rende conto che è sempre stato così e ora sta solo peggiorando. Non so più come comportarmi… sgridarlo non porta a nulla…togliergli i soldi ho paura. Non sappiamo più cosa fare.

7 risposte degli esperti pubblicate per questa domanda

Carissima signora,

La situazione che Lei descrive dettagliatamente è alquanto articolata, ma la risorsa che mi sembra di captare in questo mare agitato è proprio Lei. In queste situazioni la migliore strada da seguire è quella di iniziare ad essere Lei a rivolgersi a un professionista per tentare di comprendere meglio ciò che succede ed eventualmente valutare come coinvolgere gli altri e soprattutto chi coinvolgere. Talvolta si creano dei circoli viziosi difficili da interrompere, ma con l'aiuto di uno psicologo e psicoterapeuta si possono trovare altre chiavi di lettura. A disposizione per un eventuale consulto. 

Credo che sia una situazione complessa che va attenzionata nella sua globalità. Ci sono delle disfunzioni familiari significative e la discordanza dei comportamenti nei confronti di Davide non aiuta. Sicuramente avete bisogno di un aiuto che come nucleo vi sostenga e vi dia strategie adeguate per fronteggiare le problematiche che vivete e che vi aiuti nel trovare soluzioni più efficaci. Suo figlio ha bisogno di responsabilizzarsi, ma anche voi genitori dovete non colludere con i suoi atteggiamenti!!!!

Buongiorno Paola, dalle sue parole si evince chiaramente la sua preoccupazione per una situazione che lei stessa ha ben definito nelle sue criticità. Potrebbe essere opportuno consultare una figura competente che possa, con lei, trovare un modo adeguato per farvi fronte. 

Cordialmente

Buonasera, ho letto la sua storia e devo ammettere che si tratta di una descrizione estremamente sofferente. Sento la sua fatica nel tenere in piedi una situazione decisamente tesa. Dal punto di vista pratico sento di dirle che lei non potrà modificare il contesto attorno a meno che non siano i diversi protagonisti a volerlo. Questo significa che a mettere le mani nella propria storia dovrebbero essere suo figlio maggiore (e forse anche l'ex moglie), ed eventualmente suo marito che, come lei sottolinea, tende a giustificarlo. Se lei desiderasse intraprendere un percorso individuale è bene che sappia che lavorerà su di sè e non potrà determinare nessun cambiamento in nessun altro membro della famiglia. Un suggerimento che le do è legato alla terapia familiare. In questo caso è tutto il nucleo a venire preso in carico perchè spesso gli equilibri e le dinamiche che si ripetono negli anni portano ad aggiustamenti che alla lunga risultano essere inopportuni. Perchè la terapia possa essere efficace è necessaria la partecipazione di tutti i membri in modo tale da predisporre le basi per un cambiamento a livello globale. Normalmente la terapia familiare ha una frequenza di 2 incontri mensili e comporta la presenza di 2 terapeuti per poter gestire le dinamiche che si vengono a creare. 

Spero di esserle stato utile.

Buona serata.

Gentile signora

lei ha fatto un lungo e dettagliato racconto con tanti temi.

1)Suo figlio più piccolo e la sua storia.

2)Suo figlio più grande,le difficoltà educative,la mancanza di crescita e resposabilità,la dipendenza continua da voi genitori  economicamente, psicologicamente e moralmente,le difficoltà di rapporto con la sua compagna,le difficoltà sul lavoro,l'educazione del figlio,la separazione dalla compagna,gli abusi alcolici,l'incapacità di relazioni stabili,mancanza di progetti e soprattutto mancanza di responsabilità.

3) rapporto con suo marito,diffrenza di approccio tra voi soprattutto con il figlio più grande, gestione alquanto possessiva del rapporto con il figlio più grande,passività e assecondamento di suo marito a tutti i capricci del figlio, ecc.

Ora è quasi impossibile dare qui per iscritto una risposta esauriente a tutti questi quesiti.

Quindi l'indicazione che si suggerisce è rivolta al vostro modo di porvi nei confronti del figlio più grande.

Incominciate col chiedere a vostro figlio cosa vuol fare rispetto alla compagna, al figlio, al lavoro, alla sua autonomia di vita. Come con le sue forze può raggiungere i vari obiettivi. Basta col foraggiare ogni sua richiesta. Rendetevi disponibili ma non sostituitevi nella soluzione dei suoi problemi. Stategli vicino ma non prendete iniziative al suo posto.  Ha bisogno di trovare la sua strada e ognuno ha la sua.

Comprendo pienamente la sua situazione e le sue perplessità.

Mi contatti per poter fissare un appuntamento e parlarne personalmente.

Le anticipo che suo figlio deve fornire il suo consenso per un eventuale trattamento.

Cordialmente

Buonasera Paola,

dal suo lungo racconto si evince davvero una situazione complessa. Il sistema famiglia è bello nella sua varietà di rapporti poichè offre davvero una scuola relazionale su molti aspetti. Dall'altra parte però, si manifesta la difficoltà di come a volte ci siano situazioni di conflitto e scontro nei sotto sistemi (quello coppia, quello fratelli, quello genitore singolo-figlio). Da quello che racconta sembrano esserci quasi delle fazioni di scontro tra un gruppo e l'altro. 

Tra fratelli si sa, la competizione fa parte della sopravvivenza già da piccoli e a volte diventa argomento di discussione e preoccupazione anche all'interno della coppia stessa, un pò come è accaduto nel vostro caso, in cui suo marito non sembra d'accordo con quello che vorrebbe fare lei e viceversa.

Che non sappiate cosa fare è legittimo, la situazione è davvero intrecciata e dire cosa fare sarebbe riduttivo viste le dinamiche attuali.  Se ha piacere di approfondire ulteriori dettagli io sono di Torino e metto sempre a disposizione un incontro gratuito per dare la possibilità di avviare un primo contatto e opportunità di incontro.

Ci pensi.

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