Famiglia e bambini

Mia figlia di 10 anni ogni sera prima di mettersi a letto comincia a dire che ha brutti pensieri

Anna

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Mia figlia di 10 anni ogni sera prima di mettersi a letto (dorme con me) comincia a dire che ha brutti pensieri, paura dei ladri, che la caldaia possa scoppiare, che qualcuno la possa portare via, che le venga fatto del male anche riferito a me..ogni sera ne aggiunge uno..che qualcuno la metta in un sacco chiuso e la butti in mare, che qualcuno le infili un ago in un orecchio, paura della morte. È sempre stata una brava bambina, brava a scuola, oggetto però nell'ultimo anno scolastico di un episodio di cattiveria da parte di una bambina che prima le era amica..successivamente questa bambina le ha allontanato le altre compagne. Abbiamo risolto la questione con le maestre. A maggio ha avuto un ricovero in ospedale per quindici giorni per una caduta. Bambina molto sensibile, attenta a tutto e abituata a vivere con persone adulte, nonni, zii, cugini ormai grandicelli. Sembra ben voluta dalle compagne, la chiamano quando arriva lei, la invitano a compleanno ed anche a dormire dalle compagne. Non ama sport di gruppo, preferisce attività individuali.. Non ha una amica in particolare e preferisce i rapporti a due, forse teme il grande gruppo.. Io non riesco più ad aiutarla, devo mettermi a letto con lei e non mi posso più alzare. È sempre stata una bambina serena...è mi dispiace vederla soffrire così, perché poi dice di essere nervosa e piange.. Vi ringrazio se mi date un aiuto, tutte queste paure durano da parecchio. Anna

14 risposte degli esperti pubblicate per questa domanda

Cara sig.ra Anna sua figlia sembra avere alcuni sintomi comuni all'Ansia da separazione che è risolvibile e trattabile, bisognerebbe approfondire l'argomento e stilare un piano tereutico che la coinvolga. Contatti uno psicoterapeuta o il suo TSMREE DI ZONA il Servizio di Tutela e Riabilitazione Mentale Età evolutiva è pubblico e la sapranno aiutare.

Gentile signora sua figlia è senza alcun dubbio una bambina sensibile e questo in un tipo di società come la nostra dove la competitività e i pricipi di produttività ostacolano le relazioni interpersonali non la facilita, ma per il resto è opportuno che la porti da una collega per un colloquio e una valutazione professionale de visu per comprendere meglio quanto accaduto. Da qui questo è impossibile, ma vedrà che all'età di sua figlia, che non presenta deficit di alcun tipo, tutto è risolvibile, ma deve comunque occuparsene, poi sarà la collega a dirle se tutto passa senza altri incontri o se occorrerà quache altro incontro. Ci sono dei buonissimi Test, così come altri metodi diagnostici che possono senz'altro darle risposte esaustive. Ci faccia sapere Cordialità
Buon giorno Sig.ra Anna, nella Sua domanda descrive una relazione esclusiva con sua figlia di 10 anni dove non emergono informazioni sul padre di sua figlia e su altre persone significative di riferimento. Certamente i figli sono fatti dalle madri, i padri tuttavia sono educativamente essenziali per costruire il sé, quindi un rapporto con la realtà, la capacità di relazione con gli altri, le regole, la sicurezza, il futuro. A 10 anni sua figlia dorme con lei: pensando la futuro di sua figlia le pare questo fatto una cosa opportuna? Tutte queste fantasie di sua figlia potrebbero essere legate ad una carenza della relazione paterna e anche a qualche incertezza nella Sua autonomia di adulta. La saluto e buona giornata.
Buongiorno Anna, da come descrive la situazione sembra trattarsi di un disturbo d'ansia. Non sembra nulla di grave, ma le consiglierei di farla aiutare da qualche collega. Una cosa che mi ha colpito e che non va bene è che sua figlia, di 10 anni, dorma con lei: la bambina è giusto che abbia il proprio spazio e la propria initmità per potere crescere bene... quindi prima cosa da fare è collocarla in una propria cameretta, magari rendendola partecipe della scelta del colore delle pareti, dei mobili, ecc.. e poi si affrontano piano piano le sue ansie.
Cara Anna, La tua figliola e' stata trumatizzata dalla sua compagna di classe che l'ha isolata dalle altre compagne. Il mio consiglio e' di agire all'interno della stessa classe dove e' stata allontanata. Cerca di incontrare nuovamente la maestra e dille di agevolare l'incontro di tua figlia con un altro gruppo di amiche della stessa classe. In tal modo tua figlia potra' superare il trauma causato da questa compagna di classe. se vuoi saperne di piu' puoi anche contattarmi
Cara Anna, sua figlia ha bisogno di Lei, quindi non esiti a mettersi a dormire con lei, ma prima le legga delle belle favole, le racconti di cose positive e felici e la tenga lontana da qualsiasi fonte di stress. Curi molto i suoi rapporti e cerchi di farla felice il più possibile. E' un momento difficile, ma passerà se Lei saprà guidare sua figlia fuori dalla nebbia della depressione. in caso contrario e qualora sia le paure che la depressione dovessero permanere, non esiti a rivolgersi ad uno psicologo. Un pronto intervento può essere decisivo. Buona giornata.
Gentile signora, impossibile ipotizzare via internet le cause delle paure di sua figlia. Gli episodi che ha raccontato potrebbero comunque avere un ruolo importante. Inoltre sembra di capire che manchi la figura paterna che per sua natura ha un ruolo protettivo maggiore di quella materna. Questa assenza quindi è un fattore di rischio per i sintomi fobici e i sentimenti di insicurezza. Un consulto nello studio dello psicologo senz'altro potrebbe dirle di più e indicare delle soluzioni. Cordiali saluti
Gent. Sig.ra la sua preoccupazione è comprensibile poiché Anna sicuramente sta soffrendo sia per le paure e sia per i problemi di relazione con le compagne. Non è chiaro se Sua figlia quando viene invitata ci va oppure rinuncia. Inoltre non è chiaro l'assetto familiare in cui vive la bambina. Il rapporto con il padre com'è? Fino a che età è stata serena e poi cosa è successo? In questi casi è difficile dare dei consigli senza prima aver ricostruito la sua storia e permettere alla bambina di parlare liberamente con uno specialista. Le consiglio quindi di portarla da uno psicologo. Cordiali saluti
Gentile Signora Anna, seguendo un modello psicobiologico della personalità, gli stati d'ansia possono derivare sia da fattori genetico-costituzionali, sia da fattori ambientali (il mondo esterno). Oltre a ciò, il percorso evolutivo si snoda lungo due poli essenziali: la base sicura e l'esplorazione, cioè l'attaccamento protettivo verso gli adulti di riferimento e la ricerca di una sempre maggiore autonomia, una spinta bidirezionale solitamente istintiva, favorita od ostacolata dai genitori. Tutto questo deve avvenire con sufficienti equilibrio ed armonia, senza troppi sbilanciamenti né da una parte né dall' altra. Lei invece descrive una situazione un po' sbilanciata sul versante dell'attaccamento ansioso, e in tutto questo gli eventi che ha menzionato possono essere stati vissuti dalla piccola in maniera traumatica. Ma un evento, per quanto forte, non è traumatico di per sé, ma può diventarlo a seconda di come viene elaborato e gestito dagli adulti (non solo i genitori). Visto che le difficoltà sembrano persistere, potrebbe rivelarsi necessaria una valutazione psicologica di tipo 'sistemico', cioè che analizzi la bambina e le interazioni della bambina con i suoi sistemi di riferimento (scuola, famiglia, coetanei, ecc.). Un cordiale saluto
Buongiorno gentile Signora, ci riferisce che sua figlia vive questo stato psicologico di intensa ansia da parecchio tempo e ora che ha 10anni dorme ancora con lei ma nonostante questo la bambina non si rasserena. Le suggerirei di intraprendere Lei stessa un sostegno psicologico con uno psicologo psicoterapeuta in presenza per poter approfondire maggiormente il vissuto della sua bambina e il suo. Sua figlia sta comunicando un disagio psicologico notevole e si sta avviando verso un’età in cui l’autonomia personale diventa anche una questione di principio per le piccole preadolescenti, mentre l’attaccamento bisognoso che lamenta sua figlia porta a pensare che la tensione emotiva non riesce a stemperarsi e ad essere modulata, se poi incontra Lei che come madre la “protegge “ senza attendere che la bambina provi da sola a rassicurarsi e ad emanciparsi dalla sua costante presenza, diventa difficile che in un futuro imminente sua figlia risolva. Nell’intento materno di aiutarla, probabilmente c’è un eccesso di attenzioni rivolte allo stato emotivo della bambina che fanno sì che sua figlia percepisca il non potersi fidare di ciò che prova o il considerare se stessa come incapace di risolvere da sola questioni che la riguardano. Spesso quando un genitore chiede aiuto personalmente, il figlio/a piano piano migliora. Cordialmente
Gentile Anna, immagino la sua preoccupazione e trovo importante come genitore interrogarsi e saper cogliere i segnali di sofferenza che i figli lanciano. Proprio per la delicata situazione di angoscia e paura che sta esprimendo la sua bimba le consiglio di rivolgersi ad uno specialista e prendersi il tempo e lo spazio per essere aiutata a comprendere il profondo significato che si cela dietro le sue paure. Spesso si tratta di situazioni evolutive risolvibili nel momento in cui viene data la giusta attenzione e accoglienza. un cordiale saluto
Buongiorno Anna, se ho ben capito, queste insicurezze si palesano soprattutto durante la sera mentre andate a letto. Se non ci fossero questi episodi potremmo dire che probabilmente il comportamento di sua figlia durante il giorno apparirebbe "normale"? Questo è importante per cercare di isolare la situazione e non far passare alla piccola l'idea che sia sempre paurosa e insicura. Essere una figlia che ha paura di andare a letto da sola, è diverso da essere una figlia ansiosa e che ha scarsa autostima. Se questa paura è precedente al ricovero ospedaliero (quindi non c'entra con la caduta o con l'assenza da casa), sarebbe utile sapere che tentativi avete messo in atto per cercare di risolvere la cosa. Quali sono stati più efficaci e quali no? A presto.
Cara mamma, non mi dici se sei separata o cosa ne è del padre di tua figlia. La sua mancanza se non nella realtà almeno nella tua vita con tua figlia potrebbe essere uno dei motivi di tutte le paure che ha la tua bambina quasi ragazzina. Un figlio da un lato vorrebbe la mamma e a volte anche il papà tutti per sè per non dover affrontare il disèpiacere, sopportabile, della separazione, ma se ci riesce questo solleva in lui paure, ansie e difficoltà a crescere. I figli per crescere devono sentire che i genitori son o capaci di resistere alòle loro richieste più sbagliate, come quella di dormire con loro, di essere sempre al loro servizio. Riflettici.
Buongiorno Anna, io credo che abbiate già fatto degli importanti passi per aiutare vostra figlia a gestire questa situazione. I "brutti pensieri" potrebbero essere legati al ricovero, ma se non vengono identificati è difficile aiutarla nelle sue paure. inoltre è un'età molto particolare, ricca di cambiamenti, per cui è facile che si senta più vulnerabile. E' importante dare a vostra figlia delle rassicurazioni, ma allo stesso modo è fondamentale che voi non la proteggiate troppo, perchè questo non farebbe altro che rinforzare in lei la convinzione "che deve aver paura" , altrimenti voi non sareste lì. Dovreste aiutare vostra figlia a identificare questi pensieri e in un secondo momento provare a razionalizzarli. Per fare questo potreste chiedere l'aiuto di uno psicologo cognitivo-comportamentale o di un pedagogista. A mio avviso è una situazione risolvibile, ma con le tecniche specifiche.

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