Famiglia e bambini

Nostro figlio ha rivolto delle attenzioni un po' particolari a mia nipote

Stefano

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Buongiorno, sono veramente disperato! Il 1 Maggio, mia cognata è venuta a trovarci con la figlia di 5 anni. Nostro figlio ha 13 anni e noi nn ci siamo accorti di nulla. A quanto pare mio figlio e nostra nipote si sono appartati e solo ieri mia moglie è stata malamente informata da mia cognata che Simone, nostro figlio ha rivolto delle attenzioni un po' particolari a mia nipote. Pare che la abbia baciata e toccato le parti intime. La bambina lo ha detto a sua mamma (mia cognata) e ne è venuto fuori un casino inimmaginabile. Io a mio figlio non ho detto ancora nulla perchè prima vorrei sapere come devo comportarmi. Mia moglie è disperata e mi cognata vuol venirte qui per dare una punizione esmplare a nostro figlio. Vi prego aiutatemi. Grazie e cordiali saluti, Stefano Farolfi

6 risposte degli esperti pubblicate per questa domanda

immagino il casino ma soprattutto la preoccupazione. Parli quanto prima con suo figlio senza usare mezzi termini, dicendo le cose con il loro nome cioè, già il casino è tanto, cerchiamo di non nasconderci sotto un dito. Gli parli per sapere da suo figlio come lui ha percepito la situazione e come la sta vivendo. E' ovvio che io le consigli uno psicoterapeuta per suo figlio (non tramite i servizi sociali per molti motivi che qui non dirò)magari anche in Neuropsichiatria infantile, comunque un terapeuta. e terapeuta di coppia per voi sia per quello che è successo, sia per quello che ,se la terapia funzionerà, per come vostro figlio vivrà questi momenti.
La preadolescenza maschile è un'età difficile dal punto di vista della sessualità: gli impulsi sono molto pressanti, impellenti. Tradizionalmente sono stati "scaricati" attraverso la masturbazione. Negli ultimi anni, complice una sovra stimolazione televisiva e attraverso internet - oltre che per una scarsa educazione al rispetto del corpo, delle regole, del posticipare il soddisfacimento, molti sono i preadolescenti che tendono a soddisfare i loro impulsi attraverso l'approccio ai bambini/e specie di famiglia. Nella mia lunga pratica professionale di Sessuologa clinica ho incontrato queste situazioni spessissimo, tanto che quando faccio formazione ai genitori/educatori, segnalo sempre questo pericolo. Occorre parlare con ragazzo, soprattutto sul rispetto del corpo e sul tenere a freno gli impulsi. Ma altrettanto con la bambina; al proposito segnalo un sito dell'Unesco, molto interessante: "QUINONSITOCCA", proprio sulla metodologia di approccio con i piccoli. Auspico che quata domanda/risposta spinga i genitori dei preadolescenti ad essere più vigili! Se non sapete come fare a parlare, non attendete a interpellare un/a Sessuologo/a Clinico/a. L'albo professione garantisce la loro preparazione e esperienza: in genere sono anche psicotereaputi. Li trovate in www.fissonline.it, link Albo.
credo che la cosa migliore sia di parlarne con lui, invitandolo con delicatezza ad aprirsi per tentare di capire se si sia trattato di una curiosità occasionale o se la sua sia una tendenza accertabile. Questo va inserito nella conoscenza che avete di vostro figlio: che tipo è? si isola? ha amici che frequenta e di che genere? queste e molte altre domande servono a determinare un contesto a prescindere dal quale non è possibile capire il suo gesto.
Gentile Stefano, ciò che mi colpisce del suo scritto è: - che non ha chiesto nulla a Simone, dopo aver saputo dalla cognata quanto la figlia le ha raccontato, - l’enfatizzazione delle reazioni della cognata quando vi ha messo al corrente di ciò che è accaduto il 1 maggio ( … malamente informata, un casino inimmaginabile, punizione esemplare….). Mettere al corrente Simone di quanto raccontato dalla zia e ascoltare la sua versione , doveva essere la prima cosa da fare, magari non a “caldo” , ma comunque, passo indispensabile per capire se il 1 maggio è realmente accaduto quanto raccontato. I genitori dovrebbero conoscere abbastanza i figli per rendersi conto se ci sono alcune problematiche e/o disagi dei figli su cui si deve prontamente intervenire. 13 anni, può essere un’età molto difficile. I comportamenti devianti che insorgono in questa fase evolutiva possono essere altamente allarmanti. Si può passare da difficoltà di apprendimento, di concentrazione o di relazione in ambito scolastico a assunzione di sostanze tossiche e/o a far parte di gruppi dove il rispetto dell’altro o delle cose altrui sono disconosciute. Se il 1 maggio suo figlio ha realmente abusato della cuginetta, è necessario intervenire subito, perché le problematiche, segnalate da questo atto, fanno riferimento a gravi difficoltà a livello di identità personale e sessuale. Aiutare suo figlio a esprimere e a confrontarsi con il suo disagio in un contesto protetto è la via maestra per favorire uno sviluppo sano e equilibrato. Per finire, una madre che è messa al corrente dalla figlia di 5 anni che il cugino di 13 le ha baciato e toccato le parti intime, probabilmente non può che reagire “malamente, facendo un casino inimmaginabile, ipotizzando punizioni esemplari”. Provi a mettersi nei panni di sua cognata : se suo figlio l’avesse messo al corrente di aver subito un abuso sessuale da parte di un parente più grande, lei come avrebbe reagito? Cordiali saluti.
Gent.mo sig. Farolfi, sicuramente la situazione è delicata ed è giusto che venga affrontata con il giusto tatto. Prima di tutto parli lei con suo figlio, gli dica apertamente che sa quello che è successo e gli chieda perchè lo ha fatto. Il gesto è sicuramente grave, ma non è detto che vi era la consapevolezza di ciò che stava facendo o la consapevolezza della gravità stessa di quel contatto. Cerchi di parlargli senza metterlo sotto accusa, altrimenti corre il rischio di farlo chiudere a riccio e di non ottenere nulla. Una volta ascoltate le sue ragioni si potrà, poi, decidere che provvedimenti prendere, inclusa, eventualmente, una punizione scelta da sua cognata. Se attraverso le risposte di suo figlio dovesse, invece, emergere l'intenzionalità del suo comportamento allora in quel caso potrebbe essere utile contattare direttamente uno psicologo che possa fornire il giusto sostegno. Cordialmente
Per il figlio Stefano 13enne: Sicuramente le attenzioni che Vostro figlio Stefano ha rivolto alla cuginetta di 5 aa. sono inadeguate e precoci. Il ragazzo si trova in età puberale/adolescenziale in cui vi é un'irruzione delle istanze pulsionali (ormonali, relazionali, affettive etc.) che portano a trasformazioni e mutamenti a diversi livelli. Sicuramente il ragazzo avrà sentito parlare di approcci sessuali degli adulti dai suoi coetanei a scuola o nel gruppo amicale. Potrebbe anche aver già visto (anzi credo sia quasi certo, magari in tv) certi comportamenti sessuali/affettivi. Comunque verso la cuginetta, ha avuto un comportamento precocemente adultizzato che, per me, non avendo sufficienti elementi, non é facile capire/spiegare. Bisogna aver tatto nel parlargli per individuare/capire in che modo é venuto a conoscenza delle sessualità maschile e femminile. Non so che tipo di educazione sessuale ha ricevuto sia in famiglia che a scuola e sarebbe utile saperlo!! Bisogna indagare con il ragazzo di quali argomenti parla (e in che modo) con i suoi amici (nelle feste - a scuola etc..). Che domande o richieste ha fatto in famiglia? Bisogna riuscire a capire se ha imitato qualche amico perché ne ha sentito parlare o no. Comunque bisogna parlare con Stefano e dirgli ciò di cui siete venuti a conoscenza. Vedere il ragazziino come reagisce e risponde (se reagisce aggressivamente é bene soprassedere e sentire uno psicologo). Capire cosa lo ha spinto ad agire in tal modo!! Se ritenete di non farcela da soli - perché troppo coinvolti emotivamente - scegliete una persona (di cui vi fidate) che ha un buon ascendente su Stefano. Ma ritengo che dopo i primi vostri approcci (comunque fategli sentire la vostra vicinanza) forse qualche colloquio/consulenza con uno psicologo potrebbe aiutare il ragazzo a trovare un giusto equilibrio in questo suo momento di trasformazione identitario. Per quanto riguarda la cognata sono comprensibili la preoccupazione e il disappunto ma punire il ragazzo (comunque minorenne come la cuginetta)non ritengo che sia un metodo di educazione valido in questo caso!! Cosa significa 'punizione esemplare'? Cosa bisognerebbe fare per raggiungere la punizione esemplare? La mamma della cuginetta potrebbe - dopo che voi avete parlato con il ragazzino - far capire a Stefano quanto male ha fatto a Lei ed alla cuginetta stessa tradendo la fiducia in lui riposta. Per quanto concerne la cuginetta la mamma dovrà monitorare per un po' di tempo le reazioni della piccola e se lo ritiene utile consultarsi con il pediatra di fiducia.

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