È opportuno intervenire con una punizione su una figlia di 15 anni che ha raccontato una grossa bugi

LIVIA

Mia figlia di 15 anni mi aveva detto che dormiva da un'amica, in realtà è stata tutta la notte con amici ed è tornata alle otto del mattino. Questo fatto per me gravissimo, ritengo debba avere una conseguenza molto pesante per lei. Chiedo un vostro parere su quale atteggiamento sia più utile assumere in questi casi. Io agire con una punizione significativa.

5 risposte degli esperti per questa domanda

Buongiorno Livia, io agirei più con una punizione in termini di fiducia. Spiegherei alla ragazza che la fiducia é venuta meno e che il suo gesto é stato motivo di grande delusione per lei. Quindi la punizione consisterebbe più in un togliere l'attenzione, indicando quale sia invece l'atteggiamento che si auspica da qui in avanti manterrà nei suoi confronti. Ovviamente visto quanto accaduto senza che la ragazza se ne accorga cercherei di verificare quanto lei racconta, ma di fronte a lei la metterei semplicemente al corrente della grossa delusione causata dal suo comportamento, proponendole delle soluzioni alternative per raggiungere un compromesso. Con i figli adolescenti le trattative e i compromessi sono molto efficaci, permettendo a loro di esprimersi e sentirsi visti e valorizzati e a noi come genitori di stabilire dei limiti. Spero di esserle stata d'aiuto.

Gentile Livia, 

   Come è solitamente il vostro rapporto? Secondo lei è la prima vera bugia? Come ha scoperto la cosa? Cosa le ha detto la ragazza? 

Come prima cosa le farei capire la preoccupazione provata appena ha saputo l'accaduto e la delusione per la bugia. Le chiederei però anche cosa la ha spinta a dire una bugia. Da li cercherei di capire insieme che alla sua età i genitori devono sapere cosa fanno i figli, pattuire insieme un orario di rientro e delle regole da seguire. 

Dialogare sempre molto con lei per capire cosa la abbia spinta a dire questo. Aveva paura di un no? Con chi era? 

La punizione sì può anche dare ma é importante capire, dialogare e confrontarvi su questo evento e per il vostro futuro.

Se il momento é complicato potreste anche valutare un breve percorso familiare per tornare a comunicare e superare questo evento con strumenti e dialogo.

Resto disponibile per informazioni, richieste aggiuntive, eventuale consulenza o se volesse rispondere in privato alle domande poste.

Cordialmente 

Dott.ssa Federica Ciocca

Psicologa e psicoterapeuta 

Ricevo a Torino, Collegno e online 

Buongiorno Sig.ra

punizioni troppo severe non sempre sono utili a quest'età.Questo non significa che sua figlia possa fare ciò che vuole. A volte è necessario capire come mai si è comportata in questo modo e se questa è la prima volta oppure ha messo in atto questo comportamento altre volte. Potrebbe trattarsi di una "bravata" per uniformarsi al gruppo , ma se lo ha fatto più volte allora potrebbe nascondere un disagio o comunque un periodo difficile che sua figlia sta affrontando. Inoltre il mio invito è provare a comprendere e se riesce, non procedere con una punizione, ma farle svolgere attività o mansioni che l'aiutino a riflettere sul suo comportamento. Se ritiene che dietro questo comportamento ci sia un disagio o sofferenza di sua figlia non esiti a chiedere l'aiuto di uno psicologo, anche poche sedute di consulenza possono essere utili a migliorare la relazione tra genitori e figli.

Dott.ssa Cristina Paglialonga (psicologa-psicoterapeuta Pesaro)

Salve,

la mia proposta è quella di mettersi in posizione d'ascolto e poi dire anche il suo punto di vista. Usando una punizione non è molto proficuo perché avrà un atteggiamento di chiusura da parte della figlia e sicuramente questi atteggiamenti si ripresenteranno.
Spero di esserle stata d'aiuto, se vuole approfondire mi scriva per  una consulenza,lavoro con i genitori attraverso utilizzo di strategie riguardo la comunicazione positiva in famiglia.

Saluti

Dott.ssa Margherita Motta 

Gentile scrivente, la questione è molto delicata perché ne va della stima per il genitore, da parte di un'adolescente, che vive in modo controverso il rapporto col mondo degli adulti. Le punizioni possono esser d'aiuto solo dopo che si sono ben comprese le motivazioni che hanno spinto un'adolescente a dire quella specifica bugia. Detto questo, nel momento in cui si è compreso "quel perché", la maggior parte delle volte, la preparazione di una punizione, prima ancora di essere data, è diventata un'esperienza di comprensione dell'altro in quanto figlio o in quanto genitore. Se la difficoltà maggiore è proprio non riuscire a comunicare con la ragazza, allora basta semplicemente affermare senza recriminazione o esagerazione (quindi in un momento in cui non si è nervosi) il proprio dolore, compresa la rabbia (che va solo verbalizzata in modo chiaro e non agita, altrimenti col rischio di allontanare la giovane definitivamente). La rabbia va verbalizzata solo su quell'accadimento specifico e basta, cioè nell'aver ricevuto quella specifica bugia.

Sicuramente dei testi utili sulla Comunicazione non Violenta fra Genitori e Figli, e che ho consigliato con profitto ai miei pazienti genitori possono essere:

1) In Famiglia... quale Comunicazione? di Marshall Rosenberg

2) Comunicazione & Potere. di Marshall Rosenberg

3) Alla scuola di Lucignolo, Gli adolescenti e la trasgressione notturna. di Giovanni Tagliaferro

4) Qualche buona ragione per non sparare sui vostri genitori. di Jaques Paradis

Vi auguro il meglio, e spero di esservi stati utili, Giovanni Occhipinti