Famiglia e bambini

Scontro con mia figlia

Massimo

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Salve,
Sono un papà separato da 11 anni, sono un militare che partecipa anche a campagne all’estero per periodi anche di 7 mesi, non ho un rapporto con la mia ex, ed ho una figlia di 17 anni, con la quale non riesco più ad avere alcun rapporto, pur sforzandomi più e più volte in tante cose, cercando anche a distanza di far sentire la mia presenza che io ci sono, attualmente quando trascorre con me i periodi obbligati li passa a letto dormendo, cerco di coinvolgerla in più cose che mi vengono in mente ma senza alcun riscontro. Trovo in lei un muro fisso nei miei confronti nessun abbraccio o carezza o frase affettuosa, l’unica che sento pronunciare dalla sua bocca è “LEVATI”. Sono disperato, soffro moltissimo in questo essendo figlia unica e, penso che anche lei non ci stia bene, non so più cosa fare!!! Ho provato mille modi mille gesta, mille e più avvicinamenti! Spero in un vostro aiuto
Grazie a tutti per il servizio che ci offrite

6 risposte degli esperti pubblicate per questa domanda

Gentile papà, non conoscendo approfonditamente la vostra situazione posso solo portare qualche elemento generale sulle dinamiche che possono verificarsi in adolescenza.


L’adolescenza è un periodo della vita particolarmente complesso, nel quale avvengono cambiamenti fisici, cognitivi e affettivi che possono avere una ricaduta immediata in particolare sulle relazioni con gli altri, che vengono messe alla prova e riformulate in maniera anche molto turbolenta. Per i ragazzi si tratta di un momento di passaggio denso di compiti evolutivi importanti, verso la ricerca di una propria identità e un proprio modo di essere, che richiede talvolta anche la necessità di modificare le relazioni con i genitori, definendo nuove distanze e nuove vicinanze. È un compito importante sia per i ragazzi che per i genitori. E spesso può generare sofferenza per entrambi.


Credo che la sua presenza, la sua disponibilità e l’attenzione che pone in questo momento verso sua figlia possano essere importanti per la ragazza, anche se apparentemente appaiono inutili e addirittura rifiutati. Può essere difficile e faticoso non ottenere risultati immediati, ma penso che possa essere utile continuare a comunicare con chiarezza i propri pensieri e sentimenti, guidati da un’intenzione positiva e dalla consapevolezza delle qualità di sua figlia.


Potrebbe essere molto vantaggioso per voi avviare un percorso di consultazione psicologica breve dove potrete trovare uno spazio di mediazione per comunicare l’un l’altro i vostri pensieri e sentimenti, e comprendere meglio le posizioni reciproche con l’obiettivo di un migliore benessere personale e relazionale.

Salve Massimo, credo che lei abbia bisogno di uno spazio in cui poter sfogare la sua sofferenza e trovare un aiuto per gestire questo difficile rapporto con sua figlia. 


Saluti.


D.ssa Raffaella Cortini 


 

Salve Massimo, la sua situazione di difficoltà con la figlia 17enne andrebbe capita facendosi anche qualche domanda. Chiedendosi intanto come si è comportata la sua ex moglie nei confronti di vostra figlia quando le parlava del padre. Questo per vedere se non ci sia stato un condizionamento da parte della mamma. Un'altra domanda che ci ai può porre è relativa all'età adolescenziale della figlia (età sempre controversa della crescita). Come vive sua figlia la sua realtà, la propria vita. Se possa avere qualche difficoltà con se stessa o con gli altri. Difficilmente un adolescente si sente capito dal mondo degli adulti. Se una di queste due ipotesi fosse verosimile per lei, potrebbe parlare a sua figlia della sua personale difficoltà ad avere un rapporto con lei. Per incuriosirla e coinvolgerla nel vostro rapporto; iniziando lei per primo a mettersi più in gioco, a comunicare a lei quanto è dispiaciuto di questa distanza che percepisce. Qualche volta può funzionare, poiché può portare ad aprire anche l'altro nei suoi confronti. Gli adolescenti sono piuttosto sensibili ai sentimenti, pur nascondendo le loro emozioni.


I miei auguri,


Dr. Cameriero Vittorio

Buonasera Massimo 


Immagino il suo dolore e la sua preoccupazione. Sua figlia è un'adolescente e, come tale, mette in atto dinamiche di scontro e rifiuto verso i genitori. Lei, essendo un papà molto impegnato lavorativamente parlando, diventa un "facile bersaglio" per sua figlia. Probabilmente la sua situazione specifica, appare più delicata, essendo un genitore separato e che purtroppo è spesso via per lavoro. Indipendentemente da ciò, penso che, sia fondamentale, quando state insieme, poter trovare momenti di scambio e di confronto, partendo da interessi che sono prevalentemente di sua figlia. Provi ad instaurare con lei discorsi o trovare situazioni di "scambio" reciproco, partendo da ciò che le piace. Credo che, inconsciamente, sua figlia stia cercando di metterla alla prova, e "testare" quanto desidera "stare con lei". Volge in attivo, ciò che le accade quando lei "va via per lavoro". Utilizzi delicatezza e comprensione. Non abbia fretta. Vedrà che piano piano imparerete ad "acquisire" fiducia l'uno nell'altra, e che tutto diventerà meno faticoso.


Auguro buona fortuna 

Massimo, non è facile dare consigli con così poche notizie: bisognerebbe capire perchè non ha rapporti con la sua ex moglie, come è stata la separazione, il tipo di rapporto che lei aveva con sua figlia al momento della separazione, ecc. Io credo che se è molto forte il suo dolore è importante che si faccia aiutare da un terapeuta che approfondendo bene, potrà darle le giuste indicazioni. Sua figlia ha anche una età fatta di no, di rifiuti, quindi non la forzi a stare con lei. Le scriva una lettera con ciò che prova. Ne parli anche con la sua ex moglie. A volte i figli si ammorbidiscono proprio quando vedono che i due genitori si parlano civilmente e si sostengono. 

Gentile Massimo,


si percepisce la sua frustrazione nelle parole che usa e in ciò che scrive, come contenuto. Immagino il dolore che può provare, che si sente forte nelle sue espressioni. Può innanzitutto cercare di inscrivere la sua difficoltà all’interno del contesto reale in cui vivete entrambi, lei e sua figlia: per quanto riguarda sua figlia, credo che in primo luogo debba considerare che per una ragazza, adolescente, sia molto complesso il mondo delle relazioni, tanto più con un padre spesso lontano; per quel che riguarda lei, come padre, deve considerare che un adolescente è portato a vivere il proprio disagio, già per le caratteristiche di questa età, soprattutto nel gruppo dei pari e diventa ribelle nei confronti dei genitori. Quello che come adulti a volte dimentichiamo è che anche nell'adolescente resta ben radicato il bambino, bisognoso di coccole e di attenzioni. Questo come consapevolezza nostra, certamente non dobbiamo trattarli come tali. Forse sua figlia è alla ricerca di un modello, cui rapportarsi, una identità con cui entrare nel mondo. Può provare a capire quale sia il punto di ingresso e di incontro con sua figlia: cosa le piace (una pietanza, una situazione in cui vorrebbe trovarsi, interessi, ecc ecc), provare a intuire quello che sente in un certo momento, non sempre e non necessariamente a parole, non spronarla ‘a fare’ qualcosa, sentirsi pressati per un adolescente non è il massimo, ma ‘di essere’ semplicemente con lei. Deve imparare a leggere le situazioni e agire in esse secondo le modalità che ritiene più consone a lei e a sua figlia. Non può certo recuperare in un solo momento il tempo che non è stato con lei, ma fare piccoli passi. Provi a parlare con sua figlia con la stessa sincerità con cui ha scritto qui e chiesto aiuto. Non dimenticando che lei è l’adulto, non rovesciare i suoi problemi su di lei, ma semplicemente essere sincero e leale con sua figlia circa le difficoltà che incontra.


Non esistono ricette, i rapporti sono unici e dinamici, il punto di partenza reale è proprio il rapporto concreto con sua figlia.


Un augurio


Cordiali saluti


Dott.ssa Arpaia

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