Famiglia e bambini

Situazione familiare difficile

Martina

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Buonasera
Volevo esporvi una situazione familiare che mi crea a dormire poco disagio.
Io ho 23 anni, mia sorella 17.
Qualche anno fa ha tentato il suicidio è soffre ancora di autolesionismo, patologia di cui anche io ho sofferto in passato, nonostante io con anni di psicoterapia sia riuscita a uscirne e possa definirmi guarita dal mio stato depressivo.
Come dicevo mia sorella in passato è stata molto male, e i miei genitori, anche attraverso consulti psicologici, hanno deciso di adottare la tecnica di lasciarle fare tutto quello che vuole e darle tutto quello che chiedeva. Non è stato un problema per i primi tempi, dopodiché mia sorella e entrata nell’adolescenza e le cose hanno iniziato a complicarsi. Fuma, non solo sigarette, in tutta casa, buttando la cenere e spegnendo le sigarette per terra, anche in bagno, che lascia sempre sporco meglio se non dico di cosa, purtroppo io devo dividerlo con lei e mi sembra sempre di lavarmi nello sporco, anche perché lei fa in modo di buttare le mie cose a terra e sporcarle con tutto quello che c’è sul pavimento. Mio padre e sempre via per lavoro, mia madre è esausta, a volte mi chiama urlando e la trovo in un angolo che piange perché mia sorella la sta picchiando, è arrivata a colpirla con un posacenere in metallo. Succedono queste e altre mille cose che non penso basterebbe lo spazio a disposizione per raccontarle. Sottolineo che sia i miei genitori che mia sorella stanno ricevendo aiuto psicologico, anche se lei va obbligata e non penso voglia farsi aiutare. Quello che chiedo io adesso non è una soluzione per la situazione, ma dei consigli su come poter sopportare la situazione, mi sono tornati gli attacchi di panico, ho paura a stare in casa perché mia sorella in passato ha picchiato anche me, ho paura possa farci del male, ho cominciato a bere, tanto. Mia madre ormai è una schiava, qualsiasi cosa chieda mia sorella e sempre a correre, non la sgrida mai, non le dice mai nulla. Io purtroppo non ho ancora le possibilità di uscire di casa, e non ce la faccio più, ho paura, sono arrabbiata, vorrei che i miei genitori riuscissero a riprendere il controllo della situazione, ma sono spaventati a morte, spaventati che lei possa rifarsi del male. Concludo dicendo che nonostante tutto io cerco sempre di essere gentile con mia sorella anche se molte volte mi ha rubato i soldi, alzato le mani, minacciato di farmi del male. Cerco di farle capire che ci sono per lei, ma purtroppo questa situazione sta andando fuori controllo, come faccio a sopravvivere ? I miei non cambieranno atteggiamento vorrei solamente riuscire a vivere tranquillamente la mia vita finché finalmente non potrò andarmene. Vorrei riuscire a vivere i miei 23 anni senza avere paura di tornare a casa, senza tornare a casa e sentire che non ci sono dei genitori per me, che comanda una ragazza di 17 anni, che mi odia. Grazie per il vostro tempo e le eventuali risposte.

5 risposte degli esperti pubblicate per questa domanda

Buongiorno Martina,


la situazione familiare che descrive è davvero molto complicata, oltre alla grave condizione di sua sorella si aggiunge l’assenza che percepisce (per certi versi fisica nel caso di suo padre, ma soprattutto emotiva) da parte dei suoi genitori che rende ancora più difficile per lei trovare un suo spazio di serenità quando si trova in casa.


Difficile trovare un consiglio giusto da darle senza aver approfondito la reale situazione relazionale che vive in famiglia, in ogni caso sappia che non deve essere lei a doversi far carico dei problemi dei suoi familiari e questo le deve essere chiaro.


Non dev’essere stato facile vivere per tutti questi anni in queste condizioni, adesso ha 23 anni ed ha fortunatamente un’età in cui è possibile iniziare a ricercare una propria indipendenza economica. Le consiglio di provare a riflettere su questa possibilità.


Un grande in bocca al lupo

Cara Martina,


mi dispiace molto per quanto tu stia passando. Comprendo la tua sofferenza nel non riuscire a sentire casa un luogo sicuro, ma soprattutto le relazioni importanti della tua vita sono da te descritte come assenti, non protettive e violente nei tuoi confronti.


Come hai detto tu, la strategia che è stata scelta non sembra dare frutti e purtroppo tu ne paghi molto le conseguenze senza avere voce in capitolo e deve essere veramente frustrante e scatenante un forte senso di impotenza.


Il dimostrare di esserci a questo punto non è sufficiente, perchè sembra mancare in lei un senso del limite e anzi, dovrebbe imparare in famiglia che le persone ci sono, ma entro certi limiti. In altre parole ci potete essere a condizione che spariscano certi comportamenti violenti.


Il suo processo di guarigione richiederà tanto tempo e tanti sforzi da parte vostra, ma soprattutto sarà lei a doversi mettere in discussione.


Per me è molto difficile poter dare consigli da così distante senza conoscere tutta la storia familiare nei particolari e senza la visione di tutti. Per questo mi sento di dirti che se per te è così insopportabile restare in questa situazione è necessario che tu ti muova per trovare una sicurezza sia fisica che psicologica. Hai detto che siete tutti seguiti dai servizi, quindi valutate voi insieme ai vostri psicologi, se la situazione si aggrava, anche a un ricovero; ricovero sia per il vostro bene, che per il suo, poichè senza un intervento forte tua sorella potrebbe sviluppare anche dei forti disturbi di personalità.


So che solo l'idea è terribile, ma nel momento in cui si superano certi limiti, come la violenza fisica, è necessario anche ricorrere ad un intervento forte anche per evitare rischi suepriori in futuro.


Ti auguro il meglio possibile

Ciao Martina, ho cercato il tuo nome e l’ho letto in fondo alla scheda; su questo ci ritorno. La descrizione che fai dei tuoi problemi e della tua famiglia non lascia scampo. Tua sorella ha dei seri problemi e purtroppo anche i tuoi genitori, insieme a te. Nel tuo scritto mi sembra di vedere la tua casa, il tuo bagno, i tuoi genitori e ovviamente tua sorella; di te vedo solo lacrime.. Se vuoi ti auguro che finisca presto tutto e tua sorella stia bene, ma non voglio sminuire la gravità della situazione. Ma tu non ci sei, non c’è il tuo nome, non dici cosa fai, se studi o lavori ecc.. Dici che per ora ti è impossibile uscire di casa e questo è un fatto, però penso che tu ti debba salvare per potere, eventualmente, essere d’aiuto. Ho due consigli per te. Il primo: impegnati veramente nel trovare un modo per uscire di casa, magari provvisoriamente (amici, parenti, situazioni di studio o lavoro, ..); in questo modo oltreché salvarti e stare meglio, spezzi un sistema e dai un messaggio di libertà e di liberazione a chi vuole e può coglierlo. Il secondo: Se hai un amore intensificalo e fai progetti, se non lo hai cercalo: ti aiuterà a spostare la concentrazione sulla tua vita.

Da quello che racconta lei è l'unica che si renda conto della gravità della situazione. Suo padre è latitante, sua madre ha gettato la spugna e sua sorella tiranneggia tutti. E' difficile che lei possa cambiare da sola una situazione così compromessa. La prima cosa da fare è una buona terapia familiare per mettere ordine in una situazione così caotica. Lei non mi dà altri dettagli sulla sua situazione di vita, se ad esempio ha la possibilità di potersi allontanare da questo sistema familiare così difficile. Se non può come fare a sopravvivere? Intanto impari a lasciarsi scivolare addosso le provocazioni di sua sorella. Ma cerchi di porre, nel contempo, con fermezza dei confini. Sua sorella studia? lavora da qualche parte? Cerchi di potenziare la sua parte adulta ( di sua sorella) coinvolgendola in qualcosa di utile da fare insieme. Le dia poi conferme positive. Sua sorella ha uno stile relazionale provocatorio e vuole mettervi alla prova: n on si lasci agganciare. Non si ponga come "madre" (ne ha già fatto fuori una) ma come una sorella stabile e "competente". Non ceda a comportamenti simili a quelli di sua sorella. Non credo che possa fare altro. auguri! 

Carissima Martina,


dal tuo racconto si evince una situazione familiare complessa e una probabile patologia pervasiva di personalità di tua sorella che sarà senza dubbio in carico psichiatrico e psicologico. La tua richiesta non è di facile risposta poiché, condividendo la tua vita con tale complessità, è intuitivo pensare che il tuo benessere generale sia fortemente dipendente dalle variabili quotidiane. In linea generale può risultare utile proiettare i tuoi interessi fuori dalle mura domestiche, frequentando amici, eventuali altri affetti anche sentimentali, attività gratificanti, prenderti cura di te. Anche se può sembrare egoistico non penso tu possa intervenire in maniera incisiva sulla situazione, vista la tua giovane eta' (seppur adulta) e le dinamiche fortemente radicate. Potrebbe non essere funzionale pensare di dover rivestire un ruolo di presa in carico nei riguardi di tua sorella o sostituire tuo padre nella coppia genitoriale. Seppur difficile dovresti aver fiducia negli adulti che si stanno prendendo cura del caso. La consapevolezza che tua sorella possa non agire intenzionalmente dovrebbe modulare la tua rabbia ma non essere sufficiente ad arginare le tue congrue paure. Continua a farti sostenere a livello psicologico per avere un tuo spazio di ascolto e di confronto che ti consenta di trovare un equilibrio interno e di costruire il tuo futuro, malgrado la situazione. La convivenza potrebbe assumere connotati meno fobici nel momento in cui, anche attraverso il suddetto aiuto specialistico, tu acquisisca sicurezza sulle tue potenzialità e riesca ad affrontare, mediante strumenti di risposta comportamentali, eventi acuti di non intuitiva e immediata gestione che si potrebbero verificare nei rapporti con tua sorella.


Ti abbraccio


 

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