"Non puoi iniziare un nuovo capitolo della tua vita se continui a rileggere l'ultimo"

Dott.ssa Cristiana Calvagna

Psicologo, psicoterapeuta

Iscritto all'Ordine degli Psicologi della Regione Lombardia. col n. 7458 dal giugno 2003

Sono Psicologa Psicoterapeuta ad indirizzo psicoanalitico, Analista di training presso l’I.P.P. Istituto di Psicologia Psicoanalitica di Brescia, Psicologa perinatale, Terapeuta EMDR.

Iscritta all’Albo degli Psicologi della Lombardia nr 03/7458, nel giugno 2003.

COME LAVORO

Spesso le persone mi chiedono: “Quale psicoterapia è veramente efficace? Quale orientamento terapeutico scegliere per il mio problema? Psicoanalitico? Cognitivo-comportamentale?” Essendo io di formazione psicoanalitica, va da sé il pensare che la risposta sia inequivocabilmente ed invariabilmente “il modello psicoanalitico”. Non è proprio così.

Negli anni, grazie ad una formazione continua, e mossa da una viva curiosità, ho maturato l’idea che tutti gli approcci psicoterapeutici possano essere efficaci quando attuati con seria professionalità, con competenza, passione e curiosità verso la persona che abbiamo di fronte in colloquio.

Credo che la psicoterapia sia da intendersi come un lavoro sartoriale, studiato su misura della persona, rispetto sia al problema/sofferenza portata, sia rispetto a ciò che la persona deciderà di affrontare di quel problema. Questo è il modello terapeutico alla base del mio modo di lavorare, definendo gli obiettivi di un percorso – che sia sostegno psicologico o psicoterapia – insieme al paziente.

Le persone decidono di contattare uno psicologo psicoterapeuta perché si sentono bloccate: desideri, bisogni, motivazioni, sensazioni e anche pensieri e percezioni sono diventati disfunzionali e influiscono più o meno pesantemente sulle loro vite.

L’obiettivo del percorso terapeutico quindi non è mai il cambiamento della persona, ma è accompagnare la persona stessa a sbloccare ciò che sentiva annodato, attraverso l’ampliamento dei propri punti di vista,  e con modalità relazionali, di lettura di sé e del mondo più funzionali.

Quindi, per tornare alla domanda che le persone mi pongono, sono portata a riformulare la domanda, suggerendo loro di chiedersi “Quale terapeuta fa per me?” Per esempio, “Penso di trovarmi più a mio agio ad incontrare una donna o un uomo?”, oppure “Come mi troverei con una/un terapeuta molto più giovane o anziano di me?”.

Trovarsi bene con il proprio psicoterapeuta è importante, ma fidarsi di lui lo è ancora di più. Per questo, invito le persone a non essere frettolose e a concedersi qualche colloquio conoscitivo per poter valutare come si trovano all’interno di quella relazione: “Come mi sento nel raccontare di me a questa persona?”, “Ho delle buone sensazioni dopo il colloquio? Per esempio, mi sento capito?”. Se così non fosse, è importante non perdere subito la fiducia verso la psicoterapia, ma formulare l’ipotesi che probabilmente quel terapeuta, per le sue caratteristiche, non era adeguato per voi. In ultimo, invito le persone a considerare il periodo di disagio emotivo che stanno attraversando nella propria vita, non solo come un problema, ma anche come un’opportunità per potersi fermare, ascoltare, per esplorare parti di sé meno conosciute o poco considerate, ma ricche di cose da raccontare.

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le mie aree di competenza

Consulenza e sostegno psicologico per coppie durante il trattamento PMA

Cura degli attacchi di panico

Consulenza e Terapia di Coppia

  • I disturbi depressivi
  • Disagi legati all'orientamento e al comportamento sessuale
  • Dipendenza affettiva

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