Ansia

Adolescenza

Anna

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Sono una mamma di una ragazza di 13 anni e sono molto confusa su come comportarmi con lei..ho sempre la sensazione, per non dire paura di sbagliare nei suoi confronti..vorrei che non crescesse con le mie insicurezze e paure, però temo che lo sto facendo..

2 risposte degli esperti pubblicate per questa domanda

Salve Anna, l'adolescenza come sappiamo è un periodo complesso e delicato che tutti abbiamo sperimentato. Attualmente essere genitori di adolescenti può risultare molto complicato , soprattutto se consideriamo il periodo storico che stiamo vivendo e i ritmi frenetici con cui cambia la nostra società. L'adolescenza è inevitabilmente un periodo che porta i figli ad un bisogno fisiologico di ribellione e allontanamento dalle figure genitoriali. Il suo vissuto di insicurezza e timore è assolutamente lecito e normale. Essere genitori non è semplice, si impara strada facendo e si ri-apprende vivendo a diretto contatto con i figli. I genitori possono ed hanno il diritto di sbagliare, non esistono famiglie e genitori perfetti. 


Le consiglio di condividere le sue emozioni con sua figlia, anche i suoi timori; cerchi di ascoltarla di più senza pretendere necessariamente di risolvere i suoi problemi da adolescente. I figli vogliono sopratutto essere ascoltati e capiti e condividere con lei anche le sue fragilità potrebbe essere per sua figlia molto importante, si sentirebbe più compresa. Allo stesso tempo, però i figli hanno bisogno di regole e limiti, questi non devono mancare. Essere genitori di un adolescente significa riuscire a creare un equilibrio tra concedere/limitare, cosa particolarmente complicata ma fondamentale.


Si focalizzi sulle sue risorse, riconosca e accetti le sue paure da mamma e le condivida con sua figlia.


Se le sue difficoltà come ruolo genitoriale dovessero aumentare e diventassero difficili da gestire, chieda un supporto senza esitazione, capita a tutti nella vita di aver bisogno di un aiuto, prima di tutto per se stessi, proprio perchè nessuno è perfetto e tutti siamo fragili e forti allo stesso tempo.


Cari saluti 


Dottoressa Maria Anna Di Meo

Salve Anna,


Sua figlia ha 13 anni, sta entrando nella fase dell'adolescenza che, di per sé, è un momento di transizione caratterizzato da molteplici cambiamenti (fisici e biologici, cognitivi, emotivi e sociali). I ragazzini non si sentono più bambini, ma non si sentono ancora adulti. 


In questo periodo si gioca una tensione ambivalente tra la spinta all'autonomia e la paura del nuovo e di essere inadeguati, tra il bisogno di appartenenza e quello di esplorazione: questo processo è noto come processo di separazione-individuazione ed indica il fatto che il ragazzo si prepara a separarsi dalla famiglia ampliando le proprie relazioni esterne e investendo in esse, delineando i propri interessi e adottando mossi sui quali poi costruisce la sua unica ed irripetibile identità. 


I ragazzi cercano modelli nel gruppo dei pari, in TV, nei social: questo perché devono "differenziarsi" dalla famiglia di origine, per capire cosa è loro e cosa no.


Di pari passo, anche un genitore vive una fase nuova della propria vita e l'intero sistema famiglia deve riorganizzarsi, perché le "richieste" del figlio portano al via un processo di rinegoziazione reciproca.


State attraversando una fase delicata e particolare, piena di ostacoli ma anche ricca di possibilità. I timori sono normali, perché l'adolescenza è una sfida per ogni famiglia.


E come ogni sfida, anche questa è un'occasione per crescere insieme.


Il ruolo del genitore è di sostegno, attraverso un atteggiamento di "protezione flessibile" che consenta l'emergere dei bisogni di autonomia ma, al contempo, sia accogliente verso i bisogni di dipendenza, non sempre dichiarati.


Il "lavoro della madre" è il più difficile, e in questo periodo lo è ancora di più. 


In bocca al lupo,


Un caro saluto


Dr.ssa Debora Riva

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