Ansia

Ansia insopportabile

Gabriele

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Buonasera a tutti dottori, volevo chiedervi delle informazioni riguardante la mia situazione attuale, o comunque delle rassicurazioni riguardo quello che mi sta accadendo, premetto che ho iniziato con gli attacchi di panico 4 anni fa, attacchi di panico venuti a causa di una iniziale tachicardia, tutto ciò potrebbe anche essere dovuto all'anno precedente ai primi attacchi che non fù sicuramente rose e fiori, tra i motivi principali fu la mia bocciatura, discussioni in famiglia, e problemi con persone esterne, dopo un po' di tempo iniziai con la paura delle malattie, sia mentali che fisiche, tra cui la paura di avere un infarto o di essere schizofrenico, in seguito ebbi anche degli episodi di derealizzazione e depersonalizzazione che riuscì a superare grazie all'aiuto di uno psicologo che mi rassicurò sui sintomi, il problema venne dopo in quanto per un anno iniziai ad avere la convinzione che nulla avesse senso, questa cosa scaturiva in me un malessere quasi indescrivibile, questa cosa probabilmente fu anche rafforzata dalle letture di filosofia con le quali mi cimentavo, tra cui Nietzsche.
Andai avanti così quasi un anno, come cercando di accettare questa condizione esistenziale che mi devastava giorno dopo giorno, provai ad accennare questa cosa allo psicologo, ma non mi dilungai più di tanto in quanto la sua prima risposta che provava a rassicurarmi mi provocò purtroppo ancora più angoscia.
L'anno dopo grazie a un amico religioso iniziai ad avvicinarmi alla spiritualità, per un anno riuscii come a tirarmi su e a rivedere la gioia della vita, anche se molte volte avevo delle ricadute spaventose, a volte anche immaginarmi di essere come in un Matrix mi faceva sentire un grande sconforto, dalle quali nel giro di qualche giorno riuscivo a riprendermi, ma poi, passato questo anno, precisamente da questo fine Agosto ricominciai a soffrirne di nuovo in maniera permanente, oltre a questo, sembra ultimamente che il pensiero nichilista che mi provocava una grande sofferenza si sia messo da parte, al suo posto ha preso piede l'idea dell'eterno ritorno, dove ogni cosa un giorno tornerà esattamente come prima nel punto in cui lo viviamo, e tutto questo in eterno, girovagando su interne ho comunque potuto anche vedere persone meravigliare da questo concetto come anche altre che ne sono impaurite, ma qualcosa mi fa pensare che a nessuno di loro viene effettivamente un attacco di panico o il sentimento di pianto al solo pensarci come viene a me, il quale mi fa perdere ogni speranza riguardo questa esistenza.

7 risposte degli esperti pubblicate per questa domanda

Grazie Gabriele per il suo messaggio, c’è sicuramente sofferenza e fatica in quello che lei dice. Prendere coscienza e consapevolezza di quello che si sente e si prova, aiuta a gestire e comprendere gli stati emotivi usandoli come risorse.


Le consiglio di valutare un percorso di sostegno psicologico con un approccio integrato, per valutare il livello di pervasività del suo disagio e per prendere coscienza e individuare modalità di pensiero disfunzionali che mantengono la sofferenza e il disagio.


Rispettando e valorizzando le sue caratteristiche personali, per risolvere il problema in modo efficace e per stabilire il percorso migliore per lei


Un saluto


Dott. Roberto Benis


Ricevo a Bergamo  e online

Caro Gabriele,


leggo attentamente il suo racconto e rimango colpito dai numerosi particolari e dettagli del suo percorso di vita, da lei ben descritti.


Ebbene per quanto risulti al mio pensiero riduttivo pensare di affrontare tutti i temi da Lei portati in un'unica risposta online e senza possibilità di scambio, desidero sottolineare ancora una volta quanto sia variegato e lavorato il carico che il nostro inconscio porta con sé nel farsi guaritore, compagno di viaggio e portatore di una possibile soddisfazione. 


Leggo nel percorso che descrive un affascinante viaggio alla ricerca di risposte attraverso l'esplorazione di diversi mondi, allora il mio invito è di poggiare il suo moto proprio su questo desiderio di scoperta, provando però a rivolgerlo alla sua più intima direzione, l'esplorazione del proprio interno (Jung, molto colpito dagli elaborati di Nietzsche, fece del suo desiderio di conoscenza un vero e proprio viaggio nel caos della sua anima). 


Sarebbe davvero interessante poter parlare di questi temi in maniera più approfondita. Mettere fine a quella che sembrerebbe essere una ricerca fruttuosa ma inconcludente per assaporare la soddisfazione di concludere a méta. Provando ad esplorare il bagaglio che la accompagna in questo percorso di vita, cogliendo il bambino che è stato e il vagabondo che si trova ad essere in modo da costruire un ponte di rinascita per nuovi e più soddisfacenti apprendimenti.


Se lo desidera, parliamone insieme.


Sono disponibile ad accoglierla e accompagnarla nel suo viaggio anche in modalità online. 


Con interesse,


Giancarlo dr Gramaglia

Salve Gabriele, mi spiace molto per la situazione che descrive poichè posso comprendere il disagio connesso.


Ritengo importante che lei possa richiedere un consulto psicologico al fine di esplorare la situazione con ulteriori dettagli, elaborare pensieri e vissuti emotivi connessi e trovare strategie utili per fronteggiare i momenti particolarmente problematici onde evitare che la situazione possa irrigidirsi ulteriormente.


Ritengo che un percorso cognitivo comportamentale possa aiutarla ad identificare pensieri rigidi e disfunzionali che impediscono il cambiamento desiderato e mantengono la sofferenza in atto.


Resto a disposizione, anche online.


Cordialmente, dott FDL 


 


 


 

Caro Gabriele


forse anche Nietzsche aveva le ide non troppo chiare sull'eterno ritorno in quanto non concepiva un futuro e una crescita della storia ma un eterno presente dove le cose si ripetono. Ciò può incoraggiare o atterrire secondo come noi ci poniamo difronte alla vita. Da quanto dici sembra che tu non abbia ancora deciso cosa vuoi fare da grande. E' importante prima di tutto chiedersi cosa voglio e cosa intendo fare nelle mia vita. Stabilire degli obiettivi. Poi non far dipendere dagli altri o dalle circostanze la loro realizzazione ma solo da me. Quindi cosa io sono disposto a fare per mettere in pratica quello che voglio. In questo dispiegarsi delle mie azioni si può costruire ciò che ho deciso di essere e di fare. Il consiglio è di continuare a leggere i filosofi e prendere idee ma fai dipendere solo da te la tua vita. Ciao

Buongiorno Gabriele,


Da come espone la sua sofferenza mi pare di capire che essa sia legata alla produzione di pensieri con lo scopo di allontanarla dalla condizione di pace interiore. È vero che dice di aver trascorso un anno difficile ma evinco una risposta emozionale piuttosto intensa rispetto all'evento. 


Il mentale il più delle volte crea una realtà parallela che non ha riscontro oggettivo ma il problema è che ci identifichiamo completamente col contenuto del pensiero.


Può iniziare, quando la sofferenza si fa intensa, a fermarsi un attimo e analizzare la situazione come si presenta nel qui e ora. Osservi il luogo in cui si trova (comprese persone, oggetti ecc) e si domandi se in quel momento e in quel luogo esiste qualche problema concreto di cui occuparsi. 


Dato che si è già approcciato già alla spiritualità le consiglio la pratica della meditazione. È uno strumento utilissimo per togliere potere al mentale 


Un caro saluto

Gentile Gabriele,


per come sta descrivendo la sua situazione noto fin da subito molte risorse personali: cerca di trovare soluzioni, chiede aiuto, cerca conferme o risposte.


Mi sembra però anche di capire che ogni tot insorgono delle difficoltà di "controllo" e importante ansia. Come sta provando a gestire questi momenti? 


Le consiglio di valutare un percorso di psicoterapia individuale per essere ascoltato, aiuto a capire cosa accade in questo circolo vizioso, a livello emotivo, nei pensieri e pian piano in un luogo neutro e senza giudizio cercare anche di ri-scoprire a 360° le sue risorse personale e perchè no anche cercare una strada per il suo futuro meno tortuosa maggiormente lineare.


Le linko degli articoli scritti da me sperando di far cosa gradita:


- https://www.psicoterapeutafedericaciocca.it/articoli/attacchi-di-panico.html


- https://www.psicoterapeutafedericaciocca.it/articoli/aumentare-la-propria-autostima.html


- https://www.psicoterapeutafedericaciocca.it/articoli/autocontrollo-per-vivere-piu-sereni.html


Resto disponibile per informazioni, richieste aggiuntive e/o eventuale consulenza online.


Cordialmente


Dott.ssa Federica Ciocca


Psicologa e psicoterapeuta


Ricevo a Torino e online


 

Gentile Gabriele, dal suo racconto traspare tutta la sofferenza e la fatica che incontra nel gestire il suo problema, si evidenziano inoltre buone capacità di ragionamento ed di introspezione che può imparare a gestire, affichè diventino una risorsa e non un limite nella sua realizzazione personale. Il mio consiglio è quello di iniziare un percorso di sostegno psicologico per valutare il livello di pervasività del suo disagio e stabilire il percorso migliore per lei, rispettando e valorizzando le sue caratteristiche personali, risolvendo il problema in modo efficace.


Le auguro il meglio,


Dott.ssa Anna Rita Marchi

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