Ansia

Ci può essere un collegamento tra ansia e disnomia?

Simone

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Gentili dottori,
mi chiamo Simone, 24 anni e sono uno studente di medicina ormai prossimo all'ultimo anno; l'ansia e lo stress mi fanno compagnia praticamente ogni giorno ormai.

Circa un mese fa, dopo aver finito l'ultimo esame della sessione estiva, sono partito per le vacanze e ho notato a volte una difficoltà ad iniziare un discorso, anche se poi una volta iniziato non avevo nessun tipo di problema. Già qui ho iniziato a pensare che avessi qualche problema.
Una mattina poi, quando mi trovavo ad Innsbruck durante una passeggiata nel centro, ho iniziato ad avere una sensazione di "confusione" mentale (anche colpa della difficoltà con la lingua locale) e questo mi ha messo molta ansia fino a quasi sfociare in un attacco di panico, anche se poi si è risolto semplicemente fermandomi e isolandomi un attimo.

Da quel momento la mia paura di avere qualche problema di linguaggio/memoria è aumentato.
Da quando sono tornato a casa mi capita di avere dei momenti in cui in un discorso non ricordo una parola di un oggetto, o gelateria, o il nome di una persona che magari non vedo da un po' e questo mi genera ancora più ansia ed entro ancora più in confusione. Premetto che probabilmente sono anche ipocondriaco e mi preoccupo subito per qualsiasi cosa: 2 anni fa ho avuto dei periodi di palpitazioni e la paura di avere un possibile infarto (che si è risolto andando dal cardiologo che mi ha tranquillizzato e da lì sono finiti tutti i sintomi).

Ho anche scaricato delle app per fare esercizi mentali e mi sembra di non avere nessun problema di memoria, anche perché non ho più difficoltà del solito a ricordare le cose che sto studiando, o gli appuntamenti che ho durante la settimana.
Da qualche giorno iniziavo a pensare meno a questo mio problema e infatti stavo andando meglio, ma oggi mi è di nuovo capitato di non ricordare subito il nome di un oggetto (un pastello a cera) e mi è venuta ancora più ansia.

Quest'ansia di essere "malato" è il primo pensiero di quando mi sveglio alla mattina e l'ultimo quando vado a letto. Avete dei consigli per riuscire a stare meglio?

Vi ringrazio davvero per avermi dedicato del tempo.

4 risposte degli esperti pubblicate per questa domanda

Gentile Simone,


come prima cosa vorrei invitarla a riflettere sugli avvenimenti attuali, recenti, della sua vita che possano essere collegati a questo stato psicofisico di cui parla. E' importante tenere presente che il corpo e la mente sono collegati, per cui la sintomatologia che riferisce potrebbe essere un segnale che il corpo manda per comunicarle qualcosa, ed è per questo che risulta proprio importante approfondire e dar voce a questi sintomi. Le suggerisco di intraprendere un percorso psicoterapeutico, che possa aiutarla a raggiungere una maggiore consapevolezza di sé e dei suoi processi interiori, così da trovare strategie efficaci di gestione delle problematiche.


 


Cordiali saluti


Dott.ssa Martina Patruno
Psicologa clinica e dell’età evolutiva, Psicoterapeuta, Analista Transazionale Certificato, Esperta in Psicologia Investigativa, Psicologia Giuridica, Psicopatologia e Psicodiagnostica Forense

Caro Simone, l’ansia interferisce con i compiti di memoria (recupero di un ricordo, piuttosto che memorizzazione o consolidamento) mentre si lega molto bene con la paura di cui rappresenta un’emozione derivata. Infatti, mentre la paura si riferisce al timore per un oggetto/evento presente, di solito l’ansia riguarda una preoccupazione per il futuro. La paura è legata anche al panico che costituisce un momento nel quale la persona si sente particolarmente inerme di fronte ad una situazione e quindi comincia a sperimentare in modo spaventoso le sensazioni corporee elicitate dalla paura e cioè aumento del battito cardiaco, sudorazione, irrigidimento muscolare, difficoltà respiratorie ed altri ancora che per le loro caratteristiche assomigliano molto alle sensazioni corporee presenti in un attacco cardiaco per cui bisogna sottoporsi agli accertamenti medici per poterli distinguere e fare la diagnosi appropriata. L’ipocondria rappresenta la paura di avere delle malattie e può manifestarsi con una certa frequenza negli studenti di medicina con episodi singoli o ripetuti. La riflessione che mi viene da fare è che per qualche motivo il tuo sistema della paura\vigilanza è molto sviluppato. Hai già cercato di fare qualcosa per cercare di limitare questi atteggiamenti e comportamenti e senz’altro gli esercizi di meditazione e consapevolezza, anche tramite app ti possono essere di aiuto. Vista la professione per la quale ti stai preparando che potrebbe esporti in futuro a situazioni di paura\ansia per te stesso o per gli altri ti suggerirei di fare un percorso per comprendere meglio questo aspetto della tua personalità al fine di conoscerlo e fronteggiarlo nel modo migliore.


Disponibile per qualsiasi chiarimento ed approfondimento ti saluto cordialmente, Monica Gozzi.

Gentile Simone,


Dalle sue parole emerge un forte bisogno di controllo: da dove nasce questa esigenza?


Si prepara ad affrontare l’ultimo anno del suo corso di studi: come vive questo momento, quali aspettative nutre verso questo importante passaggio nella sua vita?


Che cosa accade nel suo corpo quando prova la sensazione di “confusione” mentale?


Il non ricordare il nome di un oggetto o di una persona potrebbe rivelarsi una sorta di messaggio che il corpo invia per lasciare spazio a qualcosa d’Altro che vuole emergere, proprio durante il tempo di una vacanza estiva o l’occasione di una pausa di relax dove l’opportunità del controllo viene meno.


Sarebbe utile riflettere sulla storia attuale (e passata) del suo disagio per dare una giusta collocazione e significato alla sintomatologia esperita.


Cordiali saluti.


Dottoressa Daria Carli Giori


Psicologa Psicoterapeuta a Sesto Calende (VA) e online.

Gentile Simone,


leggendo il suo racconto ho avuto la sensazione di una forte preoccupazione rispetto al fatto di non poter sbagliare, non potersi permettere di non ricordarsi anche una piccola cosa. Certamente ciò che accade avrà un significato legato alla sua storia di vita e al suo modo di vedere le cose. Potrebbe con alcuni incontri con uno psicologo approfondire quanto le accade per arrivare a comprenderne il significato e riflettere su ciò che sta vivendo.


Un cordiale saluto,


Dott.ssa Chiara Crespi

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