Come vivere meglio

Mari

Buongiorno,
ho 30 anni e da un anno e mezzo mi sono trasferita a Roma per lavoro così come richiesto da me perchè avevo il sogno di vivere a Roma. All'inizio ero presa dall'entusiasmo e ho provato a frequentare corsi per poter socializzare ed ambientarmi.
Ma ben presto, dopo questi tentativi falliti, mi sono accorta che Roma non mi piace per nulla, è troppo dispersiva e vivo solo per lavorare. Mi stressa l'atmosfera troppo caotica e questo mi ha indotto una chiusura nei confronti della città (che adesso odio), che oramai non frequento più.
Sto cercando lavoro a Torino che mi sembra una città più su misura ma, per il tipo di lavoro che svolgo, non è facile trovare immediatamente altro. Vedo che il tempo passa e io resto chiusa in una casa senza far nulla oltre che lavorare.
Cosa mi consigliate? Oltre il vostro consiglio di intrapendere un percorso che comunque ho già effettuato?

Grazie in anticipo

4 risposte degli esperti per questa domanda

Salve Mari,

mi dispiace moltissimo per la situazione che descrive poichè comprendo quanto possa essere difficile convivere con questa situazione riportata.

Ritengo che possa essere molto utile per lei richiedere un consulto psicologico al fine di esplorare la situazione con ulteriori dettagli, elaborare pensieri e vissuti emotivi connessi e trovare strategie utili per fronteggiare i momenti particolarmente problematici onde evitare che la situazione possa irrigidirsi ulteriormente.

Ritengo che un percorso cognitivo comportamentale possa aiutarla ad identificare quei pensieri rigidi, disfunzionali e maladattivi che le impediscono di ottenere il benessere desiderato e mantengono in atto la sofferenza.

Cerchi di capire se il disagio che prova è realmente correlato alla città oppure a qualcosa dentro di lei che si porterà in qualsiasi città lei andrà. Ad esempio, riflettere su cosa le abbiano lasciato questi tentativi falliti di cui parla e come potrebbero aver impattato sull'immagine di sè.

Resto a disposizione, anche online.

Cordialmente, dott FDL 

Buonasera Mari

Se sta scrivendo per cercare consigli, mi pare di capire che il percorso che ha intrapreso, non le ha dato le risposte che cerca.

Nelle poche righe che leggo, di tentativi non andati a buon fine, non riesco a decodificare quale sia l'"obiettivo" che desidera raggiungere nella vita, ne "cosa desidera fare da Grande", per il cui raggiungimento mette in atto o desidera mettere in atto determinate scelte, a determinati percorsi.

"Nessun porto è quello giusto, per un marinaio che non sa dove vuole andare".

Penso che potrebbe essere estremamente utile porsi questa domanda, e "muoversi" solo dopo l'apparire della risposta, sapendo in che direzione ci si deve muovere e in che direzione andare, in modo che diventi inevitabile il raggiungimento dell'obiettivo che ci siamo posti, senza seguire strade che non ci portano dove vogliamo.

Proprio come fanno gli scalatori quando progettano una scalata, per evitare percorsi inadatti e suddividendo in vari step il percorso, ma partendo dalla cima, (l'obiettivo) e non dalla base.

Ma può darsi che lei questo lo abbia già fatto, e allora perdoni l'inutilità del mio escursus.

Grazie per l'opportunità offertami.

FAUSTO ZECCHETTI PSICOLOGO

Buongiorno Mari. Il percorso con l’esperto/a è ancora in svolgimento? Portare questo genere di dubbi e difficoltà in sede di terapia potrebbe sicuramente aiutarla a fare chiarezza sulla situazione e cercare di comprendere meglio le idee e i pensieri che in questo momento non le permettono di vivere al meglio la sua vita. Comprendendo ciò, si riuscirebbe anche ad agire sui significati che lei attribuisce agli eventi che caratterizzano la sua quotidianità al fine di potersi muovere più liberamente nel contesto in cui è inserita.
L’iniziativa che aveva preso di frequentare dei corsi era molto positiva e potrebbe essere una strada da ripercorrere.
Tuttavia fornirle una restituzione definitiva in questa sede è complicato, in quanto servirebbe conoscerla più a fondo per lavorare insieme ad un percorso fatto su misura per lei.
Se ritenesse necessario un secondo parere psicologico, mi rendo disponibile anche online.
Cordialmente,
dott. Alfonso Panella.

Da quello che sta scrivendo lei stà ancora cercando la strada per avere soluzioni al suo problema. Ha provato, ha fatto tentativi, ha messo impegno…. Quali pensieri, quali emozioni, quali schemi rigidi lei “utilizza”? …. cosa le hanno portato i tentativi che ha messo in atto?

Fondamentale è avere un obiettivo! Spesso lo diamo per scontato…quale è il suo?

Un consulto psicologico con un professionista potrebbe esserle utile, e impostare un percorso per lei specifico.

Buona giornata

Dott.Benis