Ansia

Ho disturbi d'ansia da quando sono piccolo

Francesco

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Salve a tutti, mi chiamo Francesco e ho disturbi d'ansia da quando sono piccolo. In pratica sono sempre sotto stress, mi mangio le unghie, piango molto facilmente, non riesco a relazionarmi con le altre persone e sono vittima di continue prese in giro. Le poche volte che mi invitano a qualche festa io rifiuto sempre perché ho paura dei pregiudizi delle altre persone e dei luoghi affollati, mi piace la solitudine e aiutare gli altri. I miei genitori più volte mi hanno detto di parlare con loro di questa mia 'situazione' ma non ci riesco. Quando vado a scuola sono sempre agitato, arrossisco appena qualcuno mi parla e ho sempre l'agitazione addosso. Vorrei sfogarmi con qualcuno, ma non ci riesco e ho paura di qualsiasi cosa. Grazie per chi riuscirà ad aiutarmi.

13 risposte degli esperti pubblicate per questa domanda

Ciao Francesco, le tue difficoltà denotano un malessere più profondo che puoi sicuramente comprendere e superare. Essendo tu giovanissimo puoi provare ad aprirti con i tuoi genitori e se ciò non bastasse potresti chiedere loro di farti aiutare da uno psicoterapeuta. Sei un ragazzo coraggioso e lo dimostra il fatto che tu abbia scritto per chiedere aiuto. Spero tu riesca a trovare la strada per risolvere i  problemi sopra descritti. Per tutti l'adolescenza è un momento  del ciclo vitale difficile ma è  importante  non sottovalutare il malessere che stai provando. Per qualsiasi informazione sono a tua disposizione. In bocca al lupo! :-) 

Salve Francesco, la sua situazione di ansia si protrae da tanto tempo e quindi anche le sue sofferenze, credo sia arrivato il momento di affrontare la situazione facendosi aiutare da una persona esperta perchè le problematiche psicologiche non trattate per lunghi anni tendono ad aggravarsi se non ci si fa aiutare. E' difficile fidarsi e affidarsi a qualcuno, ma è molto peggio rimanere succubi dei problemi che rendono la vita tanto difficile da sopportare!

Sembrerebbe che in fondo chi anche voglia aiutarti debba prima passare al vaglio del tuo giudizio..non deve essere semplice per i tuoi genitori, ad esempio, provare ad esserti di conforto, come per te non deve essere semplice fidarti dell'aiuto di qualcuno che non sia tu. ma gli altri saprebbero veramente aiutarti? Aiutarti come tu vuoi? rifletterei sulle aspettative..su quelle che nutri nei confronti di chi ti circonda, e su quelle che provi nei tuoi confronti..mi chiederei che ideale hai in mente e mi faccio la fantasia che sia qualcosa di abbastanza irraggiungibile. Una battaglia persa in partenza. Diverso è saltare da un piccolo marciapiede rispetto ad un grattacielo. Se fossi in te abbasserei le aspettative e mi ricorderei che il buono è meglio dell'ottimo..ma dovresti fidarti di me per seguire il mio consiglio e ho i miei dubbi sul fatto che ti concederai di farlo..di fidarti e affidarti......

Dott.ssa Rita Messini Latina (LT)

Ciao In merito a quanto da te raccontato, sei molto giovane per autodiagnosticarti un disturbo d'ansia, non sò se hai iniziato o già svolgi un tuo percorso personale con un collega, ma non lo hai scritto. Avere paura è normale, tutti  ne abbiamo, anche io che ti rispondo ho paura di darti una risposta inutile o incomprensibile, perchè scritta male, eppure ci provo, quello che tu capirai e come valuterai la mia risposta io non posso impedirlo o cambiarlo ed è un tuo diritto farlo. Con questo voglio dire che anche se abbiamo paura, non dobbiamo privarci di fare cose che ci piacciono o di sperimentare cose nuove, e che gli altri hanno la libertà di dire e fare quello che vogliono, ma anche tu! Quindi puoi arrossire quando qualcuno ti parla senza agitarti, puoi parlare se vuoi di questa tua situazione con i tuoi genitori, se poi non riesci con loro, puoi parlare con qualcuno disposto ad ascoltarti. Incomincia pian piano a lasciarti andare, la paura dei pregiudizi la provano in molti, ma come li hanno gli altri, puoi averne anche tu nei loro confronti, perciò prova a superare i tuoi di pregiudizi nei confronti degli altri, pian piano anche gli altri supereranno i loro ed inizierete a relazionarvi. Spero di esserti stata di aiuto, cordiali saluti.

Salve Francesco, mi piacerebbe sapere la tua età, immagino tu sia molto giovane visto che hai parlato di scuola.

Comprendo bene la situazione che vivi e penso sia davvero difficile continuare così anche perchè questo ti fa chiudere sempre di più in te stesso e ti impedisce probabilmente di vivere le esperienze interessanti e belle che al vita ha da offrirti.

Parlare con i tuoi genitori potrebbe essere un buon modo per sfogarti e avere magari un punto di vista di chi ti sta vicino e desidera per te solo il tuo bene.

parlare con uno psicologo può aiutarti anche a trovare delle strade alternative per superare questo momento e questo disagio e inoltre capire come mai sei bloccato nella tua vita dall'ansia.

Ti consiglio intanto di chiedere un colloquio ad un collega, cercando magari sul sito qualcuno nella tua zona, ve ne sono alcuni che danno la possibilità di avere un colloquio conoscitivo gratuito.

Non trascusare questo problema potrebbe davvero rendere la tua vita difficile e tutti meritiamo invece di essere felici, anche tu ricordalo!

Per qualsiasi informazione o dubbio chiedi pure

Ciao Francesco, ipotizzo che tu sia molto giovane dal momento che frequenti la scuola.

Aih, aih, quant’è difficile vivere in mondo così pericoloso, vero?!

Provo ad immaginare il tuo disagio e la tua paura che ti fanno sentire costantemente agitato.

Immagino, quanto possa essere per te difficile e duro vivere come se fossi una fune tesa con il timore che si spezzi o che qualcuno lo faccia appena ci sia la possibilità.

E’ davvero stressante, si, lo credo bene!  Sia fisicamente che psicologicamente, giusto?

Se per te la “folla”/gli altri  vengono percepiti come giudicanti e quindi pericolosi, qualcosa da evitare … è comprensibile che tu preferisca la solitudine!

Lo stare per conto tuo può farti sentire protetto, ma come ogni medaglia c’è anche un'altra faccia … che è quella parte di vita a cui tu rinunci o vivi con timore e che ti porta comunque a non risolvere il tuo problema, anzi…

Tu ti vorresti sfogare, parlare con qualcuno, perché immagino che c’è in te il desiderio di risolvere il tuo problema, non è così?

Per far questo però Francesco è necessario , come per tutti i problemi, riuscire a comprenderlo (nonché a comprenderti) per poterlo affrontare e superare. E’ importante che tu ti senta motivato a capire cosa ti fa sentire così teso e cosa si nasconde dietro il tuo vissuto emotivo, dietro il tuo disagio e la tua sofferenza.

Ogni disturbo d’ansia nasconde una paura che per poterla superare è necessario capirne la natura e la sua origine. Passo dopo passo, scopri anche le tue risorse (che sicuramente avrai) per affrontare il tuo problema; impari delle strategie migliori e più salutari che ti consentiranno di vivere meglio, in modo più sereno.  E’ molto probabile che così scoprirai anche un ragazzo più forte e coraggioso di quello che fino ad ora hai mostrato di essere.

Per raggiunger tutto ciò potrebbe essere molto utile per te un percorso di terapia con un esperto (uno psicoterapeuta appunto). Puoi utilizzare uno spazio ed un tempo tutto  tuo dove poter parlare ed essere capito. Questo può essere un viaggio interessante per te, in cui parlando di te ed esplorandoti (con una giusta guida) ti potrai scoprire in modo nuovo, più gratificante e meno timoroso.

Se posso aiutarti a chiarirti ulteriormente, ti do la mia disponibilità.

Con sincerità

Ciao Francesco,

la parola "disturbo" certo non aiuta a sentirsi capace di trasformare la situazione.

Avrei bisogno di sapere di più dei motivi che ti hanno reso fragile e sempre prroccupato. In questa breve risposta quello che mi preme sottolinearti è che si può uscire dalle fragilità. Vista la tua difficoltà a parlare con i tuoi genitori e gli amici prova con uno psicologo, con qualcuno che sta lì, un'ora, solo per te. Puoi portare tutto in uno spazio così nuovo, soprattutto la fragilità. Prova  a contattare qualcuno e avrai già fatto il primo passo per prenderti cura di te. Buona Fortuna. A presto.

Caro Francesco, leggo che hai 16 anni, un'età già di per sè difficile, spesso colma di malessere. Tu ci dici, in più, che la tua ansia perdura sin dall'infanzia, come pure - immagino - il tuo mangiarti le unghie. Descrivi molto bene le situazioni in cui ti trovi male, pertanto spiegarti le ragioni che stanno all'origine del tuo malessere non è la cosa più utile, ancor meno attraverso questo consulto. Quel che conta è essere aiutato, come ben comprendi e tu stesso dici. I genitori fanno quello che possono, ma un aiuto risolutivo può giungere da qualcuno che è fuori i legami familiari, tenendo conto della necessità di competenze psicologiche e tenendo conto della tua età, che richiede naturalmente riferimenti ed esperienze nuove ed esterne ai confini familiari. Pensa alla soluzione di uno psicoterapeuta e proponilo ai tuoi genitori. Se vuoi, puoi rivolgerti a me che ho esperienza anche con gli adolescenti - come puoi vedere sulla mia pagina. Non demoralizzarti, poichè la tua condizione è superabile. Un caro saluto.

Carissimo Francesco, complimenti per la descrizione delle tue problematiche e già la mail che tu scrivi è un primo passo per la soluzione ai tuoi problemi. Quello di cui tu parli fa parte dei disturbi d'ansia ed è del tutto normale la difficoltà che presenti nel raccontare ai tuoi genitori il tuo stato d'animo. Tutte le situazioni che tu hai descritto nella mail sono un'unica problematica. Le tecniche per superare questa situazione sono molto efficaci e se sei interessato possiamo fissare un appuntamento e possiamo lavorare per superarle. Il mio modello di lavoro è prettattamente specializzato per le problematiche che riporti.

Un caro saluto 

Dott. Matteo Avalis Torino (TO)

Caro Francesco,

l'ansia è spesso uno strumento prezioso che ci informa sul fatto che in una situazione abbiamo bisogno di cambiare qualcosa. Non è altro che una attivazione a livello fisiologico indotta da un qualche tipo di allarme a livello psicologico. Ha a che fare con la parte più "animalesca" evolutivamente parlando del nostro cervello: è la stessa attivazione che gli animali hanno quando si sentono minacciati, e che fa in modo che siano più pronti o all'attacco o alla fuga.

Questo per spiegarti che l'ansia non è che un segnale, ovvero un sintomo. Dalle cose che scrivi mi sembra di capire che il tuo problema, ovvero ciò che scatena in te il sintomo ansioso, sia una forma di fobia sociale: una paura anche abbastanza diffusa delle relazioni, degli altri e dei loro potenziali giudizi.

Ti informo da subito che non credo esistano consigli rapidi per "risolvere" questo tuo problema. Credo che la cosa migliore da fare nel tuo caso sia parlarne con uno psicologo ad orientamento clinico-relazionale: tu e il terapeuta potrete esplorare i vissuti, i sentimenti e provare a capire insieme i motivi di questa tua modalità di stare con gli altri; il tutto all'interno di una relazione professionale che si astiene dal giudizio e che anche per questo ti aiuterà a trovarti maggiormente a tuo agio con l'altro e a "scoprirti" di più senza ansie e timori. Inoltre mi sembra di capire da ciò che scrivi che tu abbia qualche difficoltà proprio a comunicare, specialmente quando si tratta di cose specificamente tue, intime e private; questo mi fa pensare che tu non abbia mai avuto la possibilità di aprirti con nessuno, e credo che questo sia un bagaglio doloroso e difficile da portarsi appresso.

Come forse si intuiva da ciò che ho scritto in precedenza, non credo che questa possa essere una soluzione "rapida e indolore", quanto piuttosto un percorso da intraprendere, per il quale è richiesta una forte motivazione da parte tua. 

Spero di essere stato chiaro e di essere stato d'aiuto. Ti auguro tutto il bene possibile.

Ciao Francesco, anzitutto vorrei rimandarti un grande coraggio nell’aver condiviso i tuoi vissuti e nel chiedere aiuto: dici che non riesci a sfogarti ma qui lo hai fatto ed è un primo passo molto importante.

Alla tua età in particolare si cerca di trovare un posto nel mondo e immagino che sia difficile per te dal momento che ti senti preso in giro per la tua timidezza e per queste tue difficoltà a relazionarti.

L’ansia ha la stessa matrice della paura e tutte le “prove” che l’adolescenza e il crescere e il diventare grandi presuppongono sono senz’altro stressanti e faticose, nonché spaventanti, in quanto nuove.

E sembra di non potercela fare ad andare avanti perché tutti sembrano ostacolarci; perciò è utile cercare di guardare alle tue risorse e i tuoi punti di forza, come l’attenzione positiva verso gli altri, la sensibilità e la capacità di descrivere te stesso che mostri di avere.

Se vuoi sono disponibile ad un primo incontro, gratuito, presso il mio studio in zona Piazza Bologna o San Giovanni o anche a domicilio.

Mi farebbe piacere ascoltarti, la paura di parlare di sé e di sentirsi inadeguati ce l’hanno anche gli adulti, dunque non pensare di essere più fragile se ti rivolgi ad uno psicologo…chiedere supporto è un grande atto di coraggio e forza! 

La mia porta è aperta, Francesco :)

  

Buongiorno Francesco,

da come descrivi la situazione è evidente che questa situazione ti faccia soffrire. Parlare con i tuoi genitori potrebbe essere il primo passo per affrontare la situazione. Non mi piace fare diagnosi a distanza o ipotizzare soluzioni perchè non ti conosco, però è abbastanza chiaro che sono le situazioni sociali a crearti ansia, è come se non ti sentissi all'altezza e avessi sempre paura di sbagliare e fare brutta figura. Questo ti fa sentire agitato e imbarazzato, provoca il rossore e l'insicurezza e quindi alimenta la tua ansia. E' un circolo a vizioso che si alimenta da solo.

Il mio consiglio come già detto è di parlare innanzitutto con i tuoi genitori e poi di rivolgerti ad uno specialista, uno psicoterapeuta cognitivo-comportamentale, in questo modo capirete insieme come affrontare e risolvere la situazione.

 

Caro Francesco,

penso che sia arrivato il momento di chiedere aiuto e di trovare il modo di riuscire a superare la paura, l'insicurezza che condizionano la tua vita. Quel che ti suggerisco ora è di darti un obiettivo che sia superare questa paura almeno per poter arrivare a chiedere il supporto di uno psicologo. Detto così sembra facile ma comprendo quanto non lo sia. Il fatto è che è necessario, perché hai il diritto e dovere verso te stesso di avere una vita più serena e gratificante. Posso suggerirti di impegnarti in questa cosa per piccoli passi, e forse sarà più gestibile la paura e l'ansia ad essa correlata. Se può esserti utile scrivi su un'agenda il "compito" da assolvere giornalmente. Per offrirti un semplice esempio di quel che sto dicendo: martedi xx febbraio mi reco dal medico di base e chiedo indicazioni per uno psicologo (o qualunque altra fonte o modalità di reperimento di fiducia). mercoledì xx febbraio decido come contattare il professionista che mi hanno indicato (mail, telefono, comunico se ho preferenze di orario o giorno etc), giovedì xx... lo contatto per un appuntamento, segno il giorno dell'appuntamento sul calendario e rifletto su cosa può aiutarmi a vivere con minor ansia questo impegno (mi faccio accompagnare? vado da solo?)......resto a disposizione, un caro saluto.

D.ssa Ilaria Beltrami

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