Ansia

Inizio materna

Daniela

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Buongiorno
Sono mamma di un bambino di 3 anni e mezzo che sta per iniziare la scuola materna
Lui non ha frequentato il nido ed è stato sempre con me..io per tenere lui non lavoro, mi sono occupata totalmente a lui
Ora che ci sarà un distacco, penso alle giornate che mi aspettano e mi sento come vuota
Spero di trovare subito un lavoro da fare mentre lui è a scuola..perché ho paura di sentirmi troppo vuota nel frattempo..io sono una persona che si stanca più a non far niente che a essere occupata…quando non ho niente da fare, vado giù.

9 risposte degli esperti pubblicate per questa domanda

Salve, ha mai provato a lavorare sulla sua modalità relazionale con l'altro? E vorrei anche sapere in che modo il bambino si relaziona con le altre figure d'attaccamento?


Spesso queste tipologie di rapporto ricollegano ad una dipendenza affettiva che sicuramente va esaminata attraverso le sue modalità relazionali partendo dall'infanzia fino all'età adulta. Cerchi di esaminare questi aspetti con un professionista, e se ha bisogno di chiarimenti può contattarmi senza problema.

Gentile mamma è stato bello il suo atto di lasciare il lavoro, per crescere il suo figliolo.


Ma, come lei sicuramente sa i, bimbi oltre l' amore dei genitori hanno bisogno di interagire con i loro coetanei vivendo in un contesto sociale, pedagogico educativo corrispondete alla loro età.


Ora dedichi al suo inserimento , al primo periodo di uscite anticipate, insomma si goda questo momento, non si affanni per ciò che può accedere dopo.


Con calma e serenità si cercherà un lavoro, ma senza ansia e senza affanno.


 

Cara Daniela, lei e suo figlio state per affrontare un importante cambiamento nella vostra esistenza: passare da 3 anni di vicinanza e cura totali alla separazione seppur per parte della giornata affinché suo figlio inizi la socializzazione con altri adulti e con coetanei e lei possa dedicarsi ad un lavoro che le permetta di mettere a frutto le sue capacità e procurarle un guadagno. Lei segnala una preoccupazione per sé stessa perché teme il cambiamento da una giornata piena perché completamente scandita dalle routine di cura del bambino ad una giornata almeno in parte da organizzare e teme il vuoto … Lei si conosce e sa che passare del tempo senza essere impegnata la potrebbe far sentire “giù”… evidentemente ha imparato a compensare il disagio che si può sentire quando ci si annoia trovando sempre qualcosa da fare, forse questo è stato un suo adattamento personale o forse ha appreso questa modalità di comportamento nella sua famiglia d’origine.


Provi a pensare al “vuoto” non solo come uno spazio da riempire di attività ma anche come uno spazio per essere libera di riflettere, pensare al futuro, fantasticare ... come vorrei essere tra 20 anni e che percorso posso fare per arrivarci?


La mia proposta è quindi quella di non gettarsi subito a capofitto nelle attività o quantomeno prima di farlo, di provare ad utilizzare questo “vuoto” che teme, come spazio e tempo per pensare prima di agire.


Disponibile per qualsiasi chiarimento, approfondimento, la saluto cordialmente. Monica Gozzi

Buongiorno cara signora, di certo l’essere mamma è una parte importante della vita di una donna ma lo è altrettanto prendersi cura di sé stessi e non solo della prole.
Di certo se desidera trovare un lavoro ci riuscirà nel frattempo provi a ritagliarsi dei piccoli momenti per sé al fine di abituarsi per gradi al distacco che sarà più difficile per la mamma che per il bambino.
Le auguro una buona serata
Dott.ssa Saracino Alessia

Salve Daniela, Mi dispiace molto per il malessere che descrive Perché comprendo il disagio che può provare. Tuttavia ritengo fondamentale sia per lei che per il bambino ricavarli dei propri spazi ed accettare questa separazione, all'inizio sarà sicuramente complesso Ma sono sicuro e troverà le risorse necessarie per potersi adattare. Comunque capisco quanto ciò possa essere complesso in quanto è come se si perdesse un ruolo per acquisirne un altro pertanto ritengo utile un consulto psicologico al fine di esplorare meglio le paure connesse ed i vissuti emotivi relati a questa situazione anche al fine di trovare strategie utili per fronteggiare i momenti particolarmente problematici onde evitare che la situazione possa irrigidirsi ulteriormente.


Resto a disposizione, anche online.


Cordialmente, dott FDL 

Buongiorno, 


la sua è una situazione naturale, non è la prima nè l'ultima mamma ad essersi occupata di suo figlio senza mandarlo al nido. E questo sarà molto importante per lui, ma sarà anche possibile una fatica, fisiologica, al distacco. E' normale e anzi giusto che i bambini mostrino fatica al distacco dalla figura di riferimento, dovremmo preoccuparci del contrario. Chi ha frequentato il nido lo farà prima, suo figlio probabilmente di qui a poco. E la fatica sarà di entrambi, mamma e figlio, perchè siete in relazione. Ora però è benen che lui si apra alle relazioni verso l'esterno, perchè crescendo ne ha assolutamente bisogno. Sicuramente a lei mancherà ed è un'ottima idea che possa cercarsi un'attività che la occupi nelle ore di scuola materna: può essere un lavoro o una passione, un hobby o passatempo, che le impegnerà la mente e la farà sentire viva, fino al suo ritorno.


dott.ssa Silvia Donini 

Buongiorno,


Quando nasce un bambino nasce anche una madre. L'individualità della donna passa in secondo piano, compiendo delle scelte di vita che inevitabilmente ne condizionano l'andamento futuro. Il cambiamento è parte del percorso di vita di ognuno e dovremmo tutti cercare di viverlo con più serenità, cogliendo gli aspetti positivi che si presentano. Se in questa fase di cambiamento, sembra crollare la stabilità che l'ha rassicurata fino ad ora, può essere utile confrontarsi con un terapeuta per comprendere cosa le sta accadendo e trovare insieme strategie utili al benessere individuale e famigliare. 

Buongiorno io capisco bene cosa intende ma nella vita bisogna sempre occupare il proprio tempo con un po' si se stessi perché si rischia di sentire il vuoto. Le consiglio un intervento con un professionista per capire le basi della sua crisi ma soprattutto di lavorare su cosa le piace nella vita escludendo le persone a lei vicine.
Lieta di esserle stata di aiuto se riesce a migliorare

Gentile Daniela,


le auguro di poter trovare al più presto un lavoro.


Cosa la spaventa però dell'avere del tempo libero? Cosa si potrebbe fare per se stessi in quel tempo? Non pensi alla risposta ma provi a darsela "subito", senza far intervenire la cognizione ma rispondendo di pancia e senza giudicarsi. Io ricordo sempre che quando c'è una sofferenza non è importante il giudizio ma può essere utile capire e conoscere il motivo. Giudicarsi invece ci porterebbe solo a sofferenza aggiuntiva e a non trovare una possibile soluzione o una strategia per vivere meglio un certo tipo di evento, pensiero o emozione.


Potrebbe essere possibile dirsi proprio: "Io merito anche del tempo per me, che sia dormire, leggere un libro, fare sport, cucinare, ecc."


Quale potrebbe essere in alternativa al lavoro un'attività che la potrebbe far sentire appagata per se stessa?


Lei ha degli amici o dei famigliari vicini?


Se la sua difficoltà persiste le consiglio anche di valutare un percorso di psicoterapia individuale per capire cosa porta a questa sensazioni di ansia, sofferenza e vuoto. Potrebbe essere che tempo libero è uguale a pensieri personali "faticosi"? Durante questo percorso, inoltre, non solo lei potrebbe essere ascoltata e accolta ma potrebbe conoscere meglio se stessa, le sue strategie personali e sarebbe supportata nei momenti di difficoltà cercando insieme una strada meno tortuosa ma più lineare. Gli incontri sono senza giudizio e coperti da segreto professionale.


Resto disponibile per informazioni, richieste aggiuntive, eventuale consulenza online o se volesse rispondere in privato alle domande poste.


Cordialmente


Dott.ssa Federica Ciocca


Psicologa e psicoterapeuta


Ricevo a Torino, provincia (Collegno) e online

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