Ansia

Io, la mia ansia e la paura di non farcela

rosita

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buonasera, da 6 mesi a sta parte soffro spesso di ansia che si presenta con palpitazioni tremore delle mani. Tutte questo si manifesta dopo il pensiero della patente che sto ora svolgendo la paura di non farcela mi porta a pensieri negativi e alla successiva ansia. Oltre alla patente si presenta prima di andare al lavoro,premettendo che non mi piace ma tocca vivere in qualche modo,la paura di sbagliare e di non essere all altezza mi manda in ansia che alle volte di manifesta proprio durante l ora di lavoro. Una situazione che mi porta stress e aggressività verso tutti,tendo a non parlarne solo il mio ragazzo lo sa e cerca di fare il possibile per starmi vicino. Spero che questa tortura finisca presto la ringrazio in anticipo per il tempo dedicatomi

5 risposte degli esperti pubblicate per questa domanda

Si soffre spesso di ansia che si presenta con palpitazioni e tremore delle mani. La paura di non farcela può portare a pensieri negativi e alla successiva ansia.

In questi casi è importante focalizzarsi sul respiro, fermarsi ed osservare quello che succede ascoltando il respiro, pian piano il respiro rallenta, si può osservare la diminuzione delle palpitazioni e del tremore delle mani.

Poi si può passare alla paura di non farcela, cercando di far leva sull’autoefficacia personale ed in particolare su esperienze passate di benessere oppure di riuscita in qualche campo. Si può ricordare quali erano le sensazioni sperimentate in passato in concomitanza del senso di benessere oppure di riuscita.

La paura di sbagliare e di non essere all’altezza può causare ansia, stress e aggressività verso tutti.

E’ importante individuare quali sono gli aspetti importanti da potenziare per prevenire o gestire le sensazioni di ansia, di paura, di non riuscire.

Quando ci si trova in queste situazioni, si può tendere a non parlarne.

Importante è esprimere in diversi modi e con diverse modalità quello che si sente, la propria sofferenza, il proprio dolore, disagio. Mezzi di espressione possono essere, la scrittura, il disegno, la drammatizzazione, parlarne con persone di riferimento o professionisti dell’aiuto.

Aneddoto di Jodorowsky (1): “Preoccupato, Isan chiese a suo maestro Gyosan:

“Maestro, la vita mi preoccupa. Mi sento inondato dalla sua molteplicità. Milioni di cose mi vengono addosso e mi attraggono. Ne sono invaso. Questo mi fa disperare.”

“Non ti preoccupare. La tua percezione non può captare più di una cosa per volta. Perciò è inutile che ti preoccupi in anticipo. Vivi ogni cosa nel momento in cui si presenta, esso è unico. Non è tutti gli oggetti. Accettalo per quello che è e vivilo. Non esistono milioni di istanti da vivere. Non esiste altro che l’istante presente. Gli altri verranno dopo. Sono in cammino per trasformarsi nell’istante presente, ma se rimani calmo e tranquillo, senza metterti a fare troppe elucubrazioni o farti prendere dall’ansia, verranno uno dietro l’altro e la tua vita scorrerà serena.”

Ci sono attività che aiutano in questa presa di coscienza emotiva, fisica, corporea e mentale, quali le passeggiate, le camminate, la corsa lenta e la meditazione, sono attività che sembrano una perdita di tempo ma aiuta a rinforzare la mente ed anche a preparare il fisico.

Sarebbe necessario avvicinarsi, frequentare persone, maestri che ti possono indicare una strada, un percorso da seguire, che include autoconsapevolezza, calma, meditazione, attesa, preparazione, senza richiedere tutto e subito. Il percorso è duro ma come tutte le cose che si vogliono ci vuole impegno, determinazione, costanza e resilienza, ogni volta che capita che si devi dal percorso non bisogna preoccuparsi, succede, è importante riprendere la strada giusta.

Dott.ssa Rita Messini Latina (LT)

Salve, le consiglio di rivolgersi ad un collega per approfondire in psicoterapia questo suo problema. L'ansia e' fisiologica quando e' un'energia motrice per affrontare le situazioni, ma quando e' invalidante perche' blocca la persona e' il caso di approfondire le motivazioni e le situazioni in cui l'ansia si percepisce. Per gestirla bisogna conoscere i motivi che la scatenano. Il fatto di non sentirsi all'altezza se e' utile per migliorarsi puo' essere un sentimento provato da molte persone, nel suo caso si tratta di trovare il modo di gestire l'ansia e di comprendere il suo significato del non sentirsi all'altezza. SPERO di esserle stata utile. Cordiali saluti.

Gentile Rosita,

succede che in periodi di particolare stress l'ansia possa aumentare e si possa somatizzare (cioè l'ansia si trasforma in un disturbo fisico). Una breve psicoterapia la può aiutare a tirare fuori le risorse per far fronte a questo periodo difficile e di conseguenza a rafforzarsi per poter affrontare in maniera più efficace le future sfide della vita. Vista la sua giovane età, ancor di più le consiglio di lavorare sul disturbo e di non ignorarlo, l'ansia può diventare un potente freno se non la si affronta e non si impara a sostenerla e può peggiorare di molto la qualità della vita.

Saluti

Salve Rosita,

da quello che leggo mi sembra che lei soffra di ansia da prestazione, alimentata da vissuti insoddisfacenti e da una scarsa fiducia nelle sue possibilità. Il problema dell'ansia di per sé può essere affrontato con tecniche di rilassamento, come il training autogeno o altre discipline simili, mentre l'ansia che deriva dalla sua insicurezza richiede un'anamnesi e un trattamento più specifico per ristrutturare i fattori che sono all'origine della sua insicurezza e insoddisfazione. Apprezzo il fatto che il suo ragazzo cerchi di aiutarla perché l'affetto è molto importante, ma talvolta non è sufficiente e per certi problemi si rende importante e necessario l'intervento di uno specialista. Le auguro che trovi il modo di risolvere i suoi problemi prima possibile.

Cordiali saluti

Dott.ssa Ambra Cusin Trieste (TS)

Cara Rosita... ha paura e trema adesso che sta per prendere la patente... che sta assumendosi delle responsabilità nella vita (dice che ha paura di sbagliare) e nelle relazioni affettive (racconta di avere un ragazzo... a 23 anni forse il suo non è più un ragazzo ma un giovane uomo... così come lei è una giovane donna, ci ha mai pensato? ). Forse questa paura è strutturante... cioè lei sta vedendo che la vita sta cambiando, che non è più una ragazzina... Forse un po' di tremore ( e timore... diceva Kierkegaard) è giustificato, non le pare? Si chieda a che punto della sua vita è, di quali cambiamenti ha paura, di quali cambiamenti ha desiderio. Desideri e paure viaggiano sugli stessi binari. Togliere di botto un sintomo  (per la serie "speriamo che questa tortura finisca presto...") è ciò che tutti speriamo legittimamente ma forse si chiude così la porta ad una conoscenza di se stessi e di cose importanti che, attraverso il sintomo, cerchiamo di dire a noi stessi.

E se lo vuole, mi chiami visto che svolgo la mia professione a Trieste

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