Ansia

Ogni qual volte devo parlare al telefono o ad una interrogazione incomincio a palpitare

marina

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salve, mi presento: sono Marina, ho 21 anni e sono una studentessa....ho un problema che mi affligge, posso dire , da sempre, già da piccolina...ogni qual volte devo parlare o al telefono, o al citofono, o ad una interrogazione o semplicemente devo fare una chiamata incomincio a palpitare,mi manca il fiato, a volte balbetto anche...è una condizione che mi distrugge....e dopo ogni mia "performace negativa" mi sento stanca e vuota....vedo la differenza con i miei compagni di università..riescono a parlare con tutti con grande facilità senza avere i miei problemi, e questo mi rende tanto ma tanto triste....ho solo 21 anni e non vorrei che a causa di questo "mostro" che vive in me,mi debba limitare la vita od ogni semplice azione...all'inizio avevo pensato fosse balbuzie, poi mi sono ricreduta. Ho paura di prendere farmaci perchè so che possono portare dipendenza....ma sono disperata. Penso alla mia laurea e alla figuraccia che inevitabilmente farò davanti a tutti...la prego mi aiuti. Saluti Marina

6 risposte degli esperti pubblicate per questa domanda

Buongiorno Marina, parla di "mostro che vive in me" riferendosi a un problema nel parlare con gli altri che riconosce esser presente fin da piccolina e che la porta ad essere "triste" "disperata". Ma nella sua richiesta traspare la voglia di essere aiutata per non limitare la sua vita ed essere più serena: aver condiviso qui il suo disagio è un primo passo importante. Ora potrebbe prendere in considerazione la possibilità di rivolgersi ad un professionista che la supporti nella ricerca delle sue risorse per affrontare questo "mostro". Un saluto.
Marina, la tua 'performance negativa' con il passare del tempo potrebbe man, mano risolversi automaticamente ma non si può sapere quando e certamente non presto. Poichè tu giustamente metti l'accento sui tuoi 21 aa. e sei preoccupata per la discussione della tua laurea, ti consiglio di intraprendere una psicoterapia cognitivo/comportamentale per accelerare i tempi poichè nel tuo caso trattasi di un tipo di 'ansia' le cui cause non sono state individuate e solo attraverso tale approccio psicoterapeutico (c/o ASL . rivolgiti al tuo medico curante) potrai risolvere il tuo problema.

Dott.ssa Paola Piquè Venezia (VE)

Gent Marina ciò che emerge da quello che racconta è un forte disagio nella relazione con gli altri che confluisce in una scarsa autostima. Ci sono diversi elementi della sua storia che bisognerebbe approfondire. Per quanto riguarda i farmaci, non so se le potrebbero essere d'aiuto; in caso positivo, non si preoccupi della dipendenza (oggi comunque ci sono farmaci mirati) ma pensi al benessere che potrebbero darle. Il consiglio che mi sento di darle è quello di farsi seguire da un professionista del luogo per affrontare i suoi problemi e vivere il suo futuro in modo migliore. Con i miei migliori auguri
Ciao Marina, sei giovanissima e sarebbe un peccato se tu non affrontassi la situazione con la grinta della giovinezza. Tra le tante cose che hai da fare (studiare, laurearti, etc...) spero tu abbia tempo e voglia di prenderti cura di te. Puoi contattare uno/a psicoterapeuta, ti consiglierei un sistemico -relazionale perchè ti può consigliare una terapia individuale o familiare, a seconda di quella che riterrà più opportuna per affrontare le cause della tua insicurezza e bassa autostima. Forza! Spero tu riesca presto a ritrovare fiducia in te! Auguri.
Gentile Marina, della sua richiesta, mi hanno colpito molto due parole in particolare: performance negativa. Come se lei vivesse costantemente una prova da affrontare. Certo, lei parla di esami, ma anche del parlare al telefono o al citofono. Come se parlare a qualcuno fosse sempre uno sforzo che la lascia esausta. Mi chiedo nel frattempo cosa le passa per la testa. Cosa si dice nel frattempo? Un indizio forse lei già lo fornisce quando dice che guarda ai suoi compagni di Università, spigliati e disinvolti(sempre?), senza paure, senza titubanze alcune. Come se descrivesse un mondo fatto da gente sicura di se stessa e lei invece spaventata dal mondo, e a quanto pare da sempre. Ora Lei fa un ulteriore riferimento: la data della tesi. A livello simbolico la spaventa molto, io credo, non solo perchè dovrà parlare per esporre la sua tesi. Ma anche per un'altro motivo: è una data nella quale non si può più far "finta" di essere piccoli. Far finta di vivere in un mondo di adulti sicuri di se stessi, da bambina spaventata e bisognosa di protezione. Io credo che il suo problema sia più grande del semplice parlare in pubblico. Che il suo problema sia riferito al suo iniziare ad accettarsi come adulta che si confronta in un mondo adulto. Spero che queste poche righe possano esserle di aiuto nel capire i suoi vissuti e utilizzarli per affrontare le numerose "avventure" che il mondo le propone. Un caro saluto,
cara marina, prima di tutto non è vero che per tutti sia così semplice, moltisoffrono di questa tua paura. Quello che posso suggerirti, a parte una terapia che mi sembrerebbe utile, è di cercare le origini del tuo disagio: da quanto tempo ne soffri? in che occasione si è manifestato la prima volta? questo perchè rintracciandone le origini dovrebbe essere più agevole sollecitarne lo scioglimento. Se vuoi, puoi continuare a scrivermi per raccontarmi di queste origini, ciao, maria

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