Ansia

Sono bisessuale e ho paura del giudizio degli altri?

Giorgia

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Sono una ragazza di 23 anni, in passato ho sofferto di disturbo ossessivo causato da attacchi di panico (dovuti al distacco dalla mia famiglia perché vivevo lontana da casa) e mi sono rivolta a una psicologa con cui ho risolto la cosa usando il training autogeno. Ho sempre avuto ragazzi ma dopo una relazione avuta con un ragazzo che mi ha fatta star male, un anno fa, una ragazza ha iniziato a guardarmi e ho iniziato a chiedermi se potesse piacermi, questi dubbi mi mettevano ansia, ma conoscendola ha iniziato a piacermi (mi piaceva già esteticamente) e ho avuto con lei una relazione, molto complicata a causa dei continui dubbi (mi piace davvero o no) e troncata da me proprio perché ero in continua ansia. Mio padre è omofobo, mia madre pensa che io mi sia convinta da sola di essere bisessuale a causa delle mie ossessioni e del mio continuo mettermi in discussione e farmi domande. Dopo questa ragazza ho sentito altri ragazzi ma con loro non riesco ad approcciarmi fisicamente perché non mi fido di loro e non riesco ad aprirmi, seppur attratta da loro. Da poco ho conosciuto una ragazza, mi piace un sacco e c'è una grande sintonia tra noi, con lei ho fatto sesso e mi è piaciuto tanto oltre a vivere l’atto in maniera molto naturale e spontanea ma ultimamente stanno tornando i soliti dubbi “e se non mi piacesse davvero?” eppure quando sono con lei so perfettamente quanto mi piace, ma questi continui dubbi infondati iniziano ad essere troppo presenti e non voglio rovinare questa relazione come la scorsa volta. Da piccola mi sono chiesta se fossi bisessuale ma la cosa non si era mai concretizzata finché non ho trovato il prototipo di ragazza che mi piace (ragazze mascoline). Per quale motivo ho tutti questi dubbi? Può essere il condizionamento sociale? Può essere la mia paura del giudizio altrui? Può essere un’omofobia interiorizzata? O davvero come dice mia madre me ne sono convinta da sola? Grazie a chiunque mi aiuti!

2 risposte degli esperti pubblicate per questa domanda

Cara Giorgia,


Ho letto la tua storia e comprendo il tuo disagio: culturalmente esistono molti giudizi e stereotipi che definiscono cosa sia "giusto" e cosa "sbagliato" anche in termini di sessualità.


La sessualità è una sfera intima nella quale ciascuno è libero di esprimere le proprie preferenze, purché non arrechi danno ad altri e comunque nel limite del consenso dei partner sessuali.


Sicuramente esprimere una sessualità non "canonica" può essere più difficile, sia perché ci si sente di deviare rispetto a degli schemi che crediamo "naturali", sia per il giudizio sociale. Una sessualità alternativa si presta ad essere interpretata come stigma, favorendo la discriminazione.


Tuttavia, non esprimendo la propria essenza non si potrà mai essere felici né, di fatto, realmente accettati, in quanto si offrirà solo un'immagine di se che non corrisponde a quello che si sente veramente di essere e gli altri non si avvicineranno a noi, ma alla nostra maschera.


Molti dei dubbi che porti alla nostra attenzione sembrano normali dubbi relativi a qualsiasi relazione, dettati dall'insicurezza e da ciò che le esperienze passate ci hanno insegnato.


Più che interrogarti sulle tue preferenze sessuali, cercando di razionalizzarle, io mi concentrerei sulle insicurezze che sembrano accompagnare il tuo modo di entrare in relazione con un partner (a prescindere dal sesso) e il modo in cui hai elaborato la chiusura della relazione con il tuo ex ragazzo.


Rivolgerti ad uno psicologo può aiutarti ad affrontare questa fase della vita, in cui stai cercando di definire i tuoi bisogni e capire meglio te stessa.


In bocca al lupo per il tuo percorso!


Dr.ssa Debora Riva

Buonasera Katia


non posso rispondere alle sue domande in modo diretto e sicuro. Sarebbe importante comprendere i suoi pensieri e cercare di avere informazioni più precise sul suo passato. Non posso sapere se lei sia o meno bisessuale. Penso, però, che i conflitti che lei esprime, siano sintomi di un disagio e di una sofferenza, che va necessariamente affrontata. Lei è grande e ha diritto di scegliere di stare con chi desidera, a fronte di una consapevolezza di Sè più chiara e definita. Penso che, se il percorso precedente le è servito per superare un disturbo ossessivo, forse ora sarebbe opportuno intraprendere un percorso che chiarisca ciò che "lei è", ciò che prova e i conflitti che lei sente e che le portano sofferenza. Avere maggiore consapevolezza e dare un significato ai suoi vissuti emotivi, può portarla ad avere un futuro più sereno e consapevole. 


Auguro buona fortuna


Dott.ssa ELISA DANZA 

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