Attacchi di panico

Aiuto: vomito improvviso ogni volta che mangio fuori con il mio fidanzato

Ilaria

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Salve! Sono una ragazza di 23 anni, studio Giurisprudenza e sono anche diplomata in una scuola di teatro. In entrambi i campi (prima scolastico, successivamente in ambito universitario e teatrale) ho avuto sì un po'd'ansia, ma non si è mai ripercossa sul fisico.
Tuttavia da circa 8 mesi, da quando mi sono fidanzata, mi sta accadendo qualcosa di molto strano, che attribuisco in qualche modo all'ansia... o meglio, io sono serena e tranquilla, ma il mio corpo, evidentemente, mi comunica il contrario.
Tutte le volte che il mio fidanzato mi porta a mangiare fuori (che sia una pizza, ma anche un semplice gelato o qualcosa di più leggero) tendo a vomitare all'improvviso. Così, senza nemmeno avvertire qualche avvisaglia di dolore o senso di nausea. Ho notato che mi è capitato anche con precedenti partners, anni fa (quindi questo disagio è in qualche modo collegato alla sfera sentimentale, secondo me) con la sola differenza che avvertivo preventivamente un senso di malessere, andavo al wc, vomitavo, stavo molto meglio e dopo ero anche capace di mangiare. Poco, ma almeno mangiavo. In tutto ciò, non ho mai fatto trapelare tale malessere al ragazzo con cui mangiavo in quel momento, facevo finta di nulla, perchè è una situazione alquanto imbarazzante. Solo che con il mio attuale fidanzato mi vengono queste "crisi" di vomito molto violente, in strada addirittura, causando in lui una grande preoccupazione, anche se subito dopo aver vomitato sto molto meglio. La situazione rimane comunque molto spiacevole ed anche compromettente per la mia salute.
Premetto che sono già molto magra di costituzione fisica, ma ho sempre mangiato regolarmente e soprattutto volentieri, anche fuori e con altre persone, e non ho mai sofferto di disturbi alimentari, come anoressia/bulimia, anzi, a me piacerebbe addirittura acquisire qualche chilo in più.
Dal 2010 mi hanno diagnosticato una lieve forma di epilessia, che mi prende proprio lo stomaco durante il manifestarsi di una crisi. Tuttavia, da un recente consulto con il mio neurologo, risulta che non sono peggiorata, nè è necessario aumentare il dosaggio del farmaco di cura che assumo (Matever).

Confido nel vostro aiuto, sono ovviamente intenzionata a rivolgermi di persona ad uno psicologo della mia zona.

1 risposta degli esperti pubblicate per questa domanda

Buongiorno Ilaria,


nel momento in cui sono escluse cause neurologiche e qualsiasi altra causa organica (ne ha parlato al medico di base per eventuali  altri accertamenti?), allora il sintomo del vomito troverà risoluzione attraverso un percorso di psicoterapia.


Per come lei stessa ha verificato, sembrerebbe esistere una connessione tra il vomito e le relazioni sentimentali  (dato che esso si manifesta solo quando mangia con il fidanzato  -  (specifica  che le è accaduto sempre con ogni fidanzato che ha avuto). La situazione, quindi, sembrerebbe circoscritta ad una sfera personale precisa: quella sentimentale.


Da un punto di vista psicosomatico, il vomito rappresenta l’intimo rifiuto emotivo della persona a qualcosa che è vissuto con molta ansia. Il vomito, in altre parole, potrebbe essere il suo “no” a situazioni che intimamente non vuole o creano molta tensione.


Sarebbe indicato, per questo tipo di situazione, una psicoterapia a orientamento dinamico (psicoterapia psicodinamica, psicoterapia della gestalt) che permette di far emergere il materiale emotivo inconscio e così acquisire l’insight ,ossia la capacità di comprendere l’origine e il significato inconscio del sintomo. Entrambi gli approcci hanno molta cura ad approfondire il mondo emotivo, conscio ed inconscio. Questi tipi di psicoterapia sono particolarmente indicati per le persone che faticano a stare in contatto con il mondo delle proprie sensazioni ed emozioni, prediligendo invece di più il controllo del pensiero e rimanendone troppo spesso intrappolate.


Le auguro di fare un buon percorso.


Cordiali saluti

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