Attacchi di panico

Come liberarsi dalla paura

SARA

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Buonasera sono una ragazza di 38 anni di Sassari, dall'età di 21 anni sono in cura per attacchi di panico...sia farmacologica che psicoterapica...ma ahimè devo constatare che la paura dei sintomi del panico non l'ho mai vinta e anche se per lunghi periodi ho vissuto senza avere attacchi forti la paura e quel senso di precarietà non mi hanno mai lasciato .. secondo il mio psicoterapeuta psichiatra io sto diciamo bene ..ma io continuo a prendere zoloft e all'occorrenza xanax...perciò mi sento ancora dipendente...e ripeto in determinati periodi la paura della paura si fa più forte, anche se in effetti non mi ha mai lasciato, ma con il mio psicoterapeuta faccio un tipo di analisi più incentrata nel ricercare le cause che, anche se a me ben note, non mi impediscono di avere paura eccessiva.

Cordiali saluti

Sara

7 risposte degli esperti pubblicate per questa domanda

Cara Sara,


Sedici anni di terapia sono tanti per una terapia di attacchi di panico. Se non ci sono basi fisiologiche al problema forse sarebbe il caso di provare gestire il problema in maniera differente.


Citando Lichtenberg: "non posso certo dire se sarà meglio, quando sarà diverso; ma posso dire: è necessario che cambi se deve migliorare.


Un caro saluto

Buongiorno Sara,


mi colpisce la sua presentazione di ragazza di 38 anni. Un elemento suggestivo dato che lei ha l'età di una signora. Allo stesso modo mi stupisce il fatto che dopo 17 anni di psicoterapia lei sia ancora con lo stesso psicoterapeuta a trattare i suoi disturbi nonostante lei constati pochi miglioramenti. Purtroppo qui lei non scrive con quale frequenza sono avvenuti gli incontri di psicoterapia (di che orientamento è lo psichiatra-psicoterapeuta che la segue?; lei, Sara, ha anche verificato che chi la segue sia abilitato e iscritto all'Albo degli Psicoterapeuti?).


Non vorrei che lei fosse diventata dipendente, oltre che dal farmaco, anche dal suo psichiatra-psicoterapeuta. Come mai non ha pensato in tutto questo tempo di rivolgersi ad uno psicologo/psicoterapeuta, separando così le funzioni (e anche le figure) del supporto farmacologico e quello del percorso psicoterapeutico? 


Sara, visto che è passato molto tempo e lei non riscontra miglioramenti significativi, la cosa più saggia da fare è cambiare psicoterapeuta e proseguire il suo lavoro personale con una nuova figura che l'aiuti a risolvere i problemi da lei descritti.


Resto a disposizione.


Saluti

Cara Sara per risolvere i problemi di panico la terapia cognitivo comportamentale è la più indicata secondo gli evidance based. Sono certa che il tuo attuale terapeuta sia bravo nel suo lavoro, ma forse non ha l'approccio giusto per il tuo problema. Dovresti avere una diagnosi accurata per capire se magari hai un PTSD. Anche l'approccio EMDR potrebbe fare al caso tuo. Non vorrei confonderti le idee, ma se dopo tanti anni non hai risolto forse è perchè non stai seguendo la strada giusta, quindi il mio consiglio è proprio quello di verificare un'altra strada dove ti può portare. Spero di averti aiutato.

Buonasera Sara,


un buon sistema per superare la paura e gli attacchi di panico è quello della ' terapia breve strategica' fondata dal prof. Nardone che ha una scuola a Arezzo.


Conoscerne le cause non ti aiuterà più di tanto, bisogna superarla nel presente.


Avere paura della paura, è come un gatto che si morde la coda, bisogna rompere il circolo vizioso di questa paura con metodi strategici e pratici.


Ti consiglio quindi di cercare un terapeuta di questa scuola dalle tue parti, o se meglio preferisci, puoi andare ad Arezzo, ho saputo che le percentuali di guarigioni sono molto elevati, dal 60 al 90 e più percento.


Un cordiale saluto per te

Salve, il disturbo da attacco di panico prevede una risposta di paura ad un evento detto trigger, c'è intensa preoccupazione di incorrere in crisi di attacco di panico , preoccupazione di eventi catastrofici, insospettabili, che possano accorrere e mettere il rischio la propria e l'altrui sicurezza personale. Bisogna chiedersi cosa rappresenta a livello inconscio la paura, quali sono gli eventi scatenanti, cosa simboleggia il panico e perchè è proprio quell'evento ad esserne investito. Attraverso una terapia cognitivo comportamentale basata sulla desensibilizazione sistematica si cerca di ridurne i sintomi attraverso la progressiva esposizione all'evento traumatico cosi ci cerca di trovare modi piu adattivi con cui affrontare i sintomi

Gentile Sara, 


- bene che lei stia facendo terapia combinata: farmacologica e psicoterapica! 


Per quanto concerne l'attacco di panico, altro non è che una interpretazione erronea -da parte di chi ne soffre- dei sintomi neurovegetativi dell'ansia: cardiopalmo, vertigini,sudorazione, tremori, nodo in gola etc etc. Nel momento in cui avverte ansia  (emozione che tutti sperimentiamo), più lei si concentrerà sui sintomi sopra citati, più l'ansia aumenterà, maggiore sarà l'intensità dei sintomi. Ed ecco qui il circolo vizioso del panico. 


Ora: più che concentrarsi sulle cause, nel caso dei disturbi d'ansia occorre focalizzare l'attenzione sul COME interrompere il ciclo vizioso e non tanto sul PERCHÉ è nato.


Con ciò non voglio assolutamente screditare il lavoro terapeutico del suo psichiatra, tuttavia le suggerisco un approccio meno analitico e più mirato alla risoluzione della sintomatologia. Una terapia cognitivo comportamentale oppure breve strategica, le tornerebbe senz'altro utile.


Cordialmente 

Buongiorno Sara, in effetti non è detto che la conoscenza delle cause di determinate problematiche possa condurre automaticamente alla soluzione. Ci sono, però, degli approcci terapeutici che non si focalizzano sull’analisi delle cause originarie, ma che forniscono alle persone delle indicazioni specifiche su come gestire e superare i loro problemi. Io le consiglio di valutare la possibilità di fare un tentativo in questa direzione. 

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