Attacchi di panico

Da un po' di tempo soffro di ansia e attacchi di panico

Erika

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Salve dottori, sono una ragazza di 26 anni e da tempo che soffro di ansia e attacchi di panico. Il mio primo attacco di panico è stato al mio primo giorno di lavoro perché un signore ebbe un infarto e ho avuto paura. Da piccola sono cresciuta senza il mio papà biologico, sono sempre cresciuta con mia nonna perché mia mamma per poter portare una casa avanti andava a lavorare e la vedo solo la sera, dopo un po' mia mamma conobbe il suo attuale compagno che io da piccola non volevo all'età di 11 anni lui ha abusato di me io non capivo cosa stesse accendendo realmente pensavo che era tutto normale non sono mai riuscita a parlare di questa cosa per paura degli giudizi negativi mi bloccavo ogni volta e ha smesso a 14 anni. Ho conosciuto il mio attuale compagno, dopo 8 anni siamo andati a convivere a tradate dove ho iniziato a lavorare e come ho specificato all'inizio del mio racconto il mio primo attacco di panico e iniziato lì tutte le mie paure e ho capito che quello che il compagno di mia mamma ha fatto non era giusto anzi è una cosa sporchissima quando l'ho raccontato a mia madre non ha creduto a tutto ciò e questo mi ha ferita tanto, ho paura di tutto di prendermi una medicina, di sentire il telegiornale e sentire quelle persone che uccidono ecc... e ho paura anche io di diventare come loro, ho paura di impazzire, ho paura di perdere il controllo e di essere chiusa in una clinica psichiatrica. Questo mi fa stare male e ogni volta che mi arriva un attacco di panico sbotto e piango, vorrei sapere cosa fare e se si può impazzire e diventare cattivi da un momento all'altro.. vivo con paura per questo.

3 risposte degli esperti pubblicate per questa domanda

Cara Erika, 


mi spiace molto per quello che hai vissuto. 


L'abuso sessuale che hai subito è un gravissimo trauma per il sistema nervoso, oltre ad essere un reato penale.


L'attacco di panico e gli altri sintomi possono essere certamente connessi con quell'evento. Certamente il fatto che tua mamma non ti ha creduta ti ferisce nel profondo. 


Ma stare bene si può! Ti consiglio una psicoterapia con un terapeuta esperto in EMDR. Puoi trovare l'elenco dei professionisti su www.emdr.it. Scegli un terapeuta practitioner. 


Un grande abbraccio


Alessia Ripamonti


Psicologa Psicoterapeuta

Salve Erika, prima di tutto la ringrazio per aver messo a disposizione tutte queste informazioni cosí delicate ed intime a disposizione di noi professionisti e la cosa più onesta da fare a questo punto è quantomeno restituirle delle informazioni.


La sua richiesta inizia descrivendo la sua famiglia con l'assenza del padre un fatto importante da tenere in considerazione per valutare quanto questa assenza abbia avuto peso nel suo processo di sviluppo; aspetto interessante sarebbe quello di valutare la relazione con la nonna e con la mamma, questa viene vista come colei che per provvedere alla gestione della casa (per poter portare una casa avanti...) veniva vista solo la sera, sarebbe opportuno conoscere la sua visione completa circa questa dinamica.


Il rapporto con il compagno della mamma ha causato delle cicatrici nella sua psiche, lei dice che non è stata in grado di parlare ai tempi di questo fatto in quanto aveva timore di incorrere in giudizi negativi, come anche altri colelghi potranno confermare, la paura del giudizio è una delle condizioni che permette ad un disturbo di natura ansiosa di sedimentarsi sempre più negli assunti di fondo di una persona rendendo la stessa sempre più "schiava" di un ciclo vizioso il quale permette all'ansia di continuare ad esistere nella vita del soggetto.


Sarebbe opportuno inoltre valutare il tipo di legame e relazione strutturato con iul suo attuale compagno per valutare la tipologia di attaccamento sviluppatosi con esso.


Gli attacchi di panico che sperimenta ultimamente potrebbero essere connessi a queste dinamiche di vita vissute le quali potrebbero aver lasciato un segno nella sua psiche determinando dei sintomi dei quali occorrerebbe conoscere il loro funzionamento nei suoi confronti.


È del tutto normale sperimentare una forte sofferenza e una forte paura proprio perchè questa sintomatologia si rintraccia all'interno del sistema della paura attivando delle aree corticali solitamente attivate durante una situazione di pericolo.


Conoscere quindi la sua vita attuale sarebbe sicuramente un buon modo di partire nell'aiutarla a gestire adeguatamente la sua attuale condizione di salute.


Mi sento di consigliarle di iniziare un percorso psi. per ricevere supporto adeguato per comprendere meglio la sua attuale condizione di salute psicologica e per apprendere delle tecniche che la aiutino a riequilibrare la sua attività fisiologica non appena sperimenta un attacco di panico, successivamente, l'obiettivo dovrà spostarsi verso la gestione di quei pensieri che ad oggi la tengono incatenata alla paura del giudizio e la perdita di fiducia che ha sperimentato nel passato.


Trovi un professionista che la possa seguire in tutto questo processo, possibilmente specializzato nella gestione di queste problematiche.


Se non dovesse trovare una figura di supporto nel suo Comune di residenza mi rendo disponibile nell'offrirle il mio sostegno nel suo percorso di cambiamento.


Svolgo la professione in presenza negli studi di Marchirolo, Lavena Ponte Tresa, Ispra e Castronno.


Grazie ancora per la sua testimonianza.


Un saluto


Dott. Marco Andrea Salerno

Gentile Utente immagino come possa essere difficile vivere, gestire e contenere queste paure che con il tempo sono diventate sempre più una fonte di sofferenza non più arginabile. Riporta  una storia personale e familiare  caratterizzata da eventi significativamente traumatici e di perdita... Non essere creduti sulle  proprie ferite e sulla propria sofferenza come un abuso  da persone significative è come ferire con un 'arma tagliente una ferita già sanguinante e dolorosa. Le consiglio vivamente di rivolgersi ad uno specialista per poter dare uno spazio, accogliere la sua sofferenza in un clima empatico, rispettoso e non  giudicante per poter dare voce ai suoi vissuti e ai suoi bisogni, comprendere e dare  un senso al suo dolore, ricucire queste profonde ferite. Drssa Maria Barbara Zottarelli

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