Non riesco a decidere, ormai la mia vita è segnata

Maria

Salve,
sono in un momento molto difficile della mia vita e spero di ottenere un aiuto.
Dopo una breve frequentazione con un ragazzo ho scoperto di aspettare un bambino. Ho incontrato questa persona in un momento di vulnerabilità e nonostante sapessi di non voler proseguire la relazione, non ho avuto il coraggio di fermarmi. Con la persona in questione sono sempre stata onesta. Sapeva che io non fossi innamorata di lui, eppure ogni volta che provavo a interrompere, mi faceva pressione psicologica, parlandomi della sua solitudine, della vita difficile che ha affrontato. Non ho avuto coraggio e ora mi trovo a pagare il peso della mia fragilità.
Solo quando ho scoperto della gravidanza sono riuscita a chiudere la relazione senza ricaderci, nonostante il suo pianto e i suoi comportamenti. Ha provato a incolparmi, a dire che non voglio avere una famiglia. Premetto che non sono stata molto lucida, ma vorrei sottolineare che lui mi aveva rassicurato sostenendo che non potesse avere figli senza prima fare una cura. Quando parlai dell’eventualità di prendere la pillola del giorno dopo, si mostrò da subito contrario, ribadendo la quasi impossibilità di una gravidanza. Ad oggi, mi sento ingannata e sovente mi capita di pensare che il suo sia stato un tentativo di tenermi legata.
Invece, io so con assoluta certezza di non voler avere a che fare con questa persona. La sua presenza, in qualsiasi forma, mi fa letteralmente mancare l’aria. Mi sono ritornati i disturbi d’ansia e a volte ho degli attacchi di panico. Ho provato a parlare più volte con lui, ma forse spera che la nascita del bambino mi tenga legata e adotta comportamenti di sfida e immaturità che non mi piacciono. Perché continua a cercare i miei, gli scrive e si presenta sul posto di lavoro, continua a definirli suoceri nonostante abbia ben chiara la situazione, mi dice che col bambino farà come vuole lui, che deve venire con me a ogni visita perché io potrei non dirgli la verità. Forse rinnega la situazione ma io ho paura che la sua si trasformi in un’ossessione.
Non riesco a gioire per questa gravidanza. Piango di continuo e non sto bene psicologicamente e fisicamente. Lui mi sembra interessato solo a rimanere nelle grazie dei miei. Sostiene di volermi aiutare dal punto di vista economico, ma sono solo parole. Sto affrontando grazie ai miei genitori le spese della gravidanza, poiché mi stanno supportando e sostenendo al meglio. Io non ho un lavoro stabile e guadagni tali da garantire una vita serena al mio bambino. La mia famiglia continua a ripetermi che loro ci saranno sempre, ma io ho solo tanta paura per il nostro futuro.
Questa persona mi sta creando dei disagi emotivi che non riesco bene a sintetizzare. Ho disturbi del sonno, non esco più di casa e mi vergogno molto per la mia condizione. Provo anche dei forti sensi di colpa. Ho paura di quello che potrà fare in futuro. Ho paura della sua invadenza, della sua non accettazione della realtà. Ho paura di cosa sarà la mia vita qualora mi innamorassi, poiché lui mi ripete che non sopporterebbe che mio figlio fosse cresciuto da un altro. Ho paura che se per esigenze lavorative dovrò cambiare città, lui mi impedirà questa cosa. Temo che per una serie di motivi mi renderà una vita un inferno. Temo che arrivi allo stalking e non posso pensare di dover avere a che fare una vita con lui, poiché vorrei solo che sparisse.
Per tali ragioni, penso che procedere a un’interruzione volontaria sia l’unico modo per liberarmi da tutto questo, ma anche in questo caso, ho paura delle ripercussioni psicologiche che sarò costretta ad affrontare. So che darei un dolore indicibile alla mia famiglia, così come so che non potrei mai perdonare me stessa. Non avrei mai immaginato di pensare a questo, poiché avere un bambino è sempre stato il mio desiderio più grande. Eppure, ho paura per la mia vita e per quello che potrei offrire a questa creatura. Non so come fare e devo decidere presto. Mi sento in trappola e sto davvero male. Grazie per l’aiuto.

1 risposta degli esperti per questa domanda

Salve Maria, mi spiace molto per la situazione che descrive poiché posso comprendere il disagio e le preoccupazioni connesse.

Se lo ritiene opportuno, credo che un consulto psicologico possa esserle utile al fine di esplorare la situazione con ulteriori dettagli, elaborare pensieri e vissuti emotivi connessi e trovare strategie utili per fronteggiare i momenti particolarmente problematici onde evitare che la situazione possa irrigidirsi ulteriormente.

Ritengo che un percorso psicologico cognitivo comportamentale possa aiutarla ad identificare quei pensieri negativi, rigidi e maladattivi che impediscono il cambiamento desiderato e mantengono la sofferenza in atto.

Resto a disposizione, anche online.

Cordialmente, dott FDL