Attacchi di panico

Pensieri di morte delle persone vicine

Gioele

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Salve, da qualche mese mi sono risollevato da una depressione che andava avanti da più di un anno, durante la quale ho provato più volte a togliermi la vita e ho sofferto di attacchi di panico. In questo periodo è diventata per me un'ossessione la morte e i modi in cui si può morire.
Da mesi, come già detto, avevo smesso di pensare a questo, ma da qualche giorno ho ricominciato a sentire i momenti di ansia ( che possono durare anche 1 ora o più ) in cui mi immagino come le persone a me vicine possano morire e come lo accetterei. Speravo che poteste darmi qualche consiglio per ridurre questi eventi per me traumatici.

3 risposte degli esperti pubblicate per questa domanda

Buongiorno, la prima cosa che mi verrebbe da dire è che la morte è la condizione a cui tutti siamo destinati, così come la nascita, due condizioni che accomunano l'universo e che ci rendono estremamente umani. Il fatto di pensarci in modo ripetitivo (ossessivo?) può avere numerosissime interpretazioni, magari paradossalmente utili in un percorso di crescita personale. Cambiando prospettiva, spostando il punto di vista, mi chiederei "qual'è la parte di me di cui vorrei disfarmi? la parte depressa? la parte aggressiva?" E una volta individuate proverei a vedere da dove quelle parti sono originate, quale senso profondo nasconde la mia tristezza, per conoscerla, comprenderla e, perchè no, imparare a volergli bene.


Di certo farsi accompagnare in questo percorso è un gesto direi doveroso nei propri confronti. Alcune cose valgono la pena di essere condivise con persone esperte. Questa di certo!


Ogni cosa che ci appartiene, anche quella che sembra brutta e insidiosa, può nascondere preziose parti di noi. 

Buongiorno, nel suo breve scritto non dice se è stato finora seguito da uno o più professionisti, ecc. Sono perfettamente d'accordo con la collega che le ha inviato la risposta precedente nel consigliarle di recarsi presso il servizio psichiatrico della sua città per farsi prescrivere una adeguata cura farmacologica e nel contempo intraprendere una psicoterapia; i due interventi nel suo caso sono complementari e indispensabili. Un caro saluto

Buongiorno,


Il suo malessere e i suoi pensieri devono essere condivisi con un professionista che possa aiutarla a dare un loro un significato sul perché sono presenti. Le consiglio un consulto psichiatrico per farsi prescrivere un medicinale adatto a lenire le sue sofferenze e nel contempo le consiglio una psicoterapia perché i medicinali curano solo i sintomi, non i motivi alla base del malessere.


Un caro saluto

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