Sbagliare le parole

Martina

Gentili dottori, vi scrivo in quanto da circa due settimane ho la paura di avere un tumore al cervello. Tutto è iniziato quando mi sono focalizzata sul fatto di avere confuso la parola banana con patata e altri piccoli episodi isolati durante la giornata, nei quali magari non riuscivo a trovare la parola più adatta.

Premetto che ho avuto per 4 anni attacchi di panico e grazie all'aiuto di una psicoterapeuta per gli ultimi 9 mesi sono stata libera da attacchi, tuttavia la mia eccessiva preoccupazione per la salute del mio corpo ora mi porta ad avere episodi di ansia molto acuta che alcune volte sono sfociati in attacchi di panico.

Sono andata dal mio medico di base che mi ha prescritto una RM encefalo e tronco encefalico per escludere cause organiche, ma mi sono agitata in quanto ha accennato a dire della possibile presenza di cisti che secondo lui sono improbabili, ma è pur sempre bene escludere.

Ho avuto modo di fare una seduta dalla mia psicoterapeuta di fiducia la scorsa settimana e ne farò una questa settimana ma in quella seduta abbiamo parlato soprattutto di strategie per affrontare la RM (sono claustrofobica). Vorrei quindi sapere un vostro parere, ho 21 anni, è possibile che ci siano dietro patologie importanti o si tratta di ansia?

Grazie

2 risposte degli esperti per questa domanda

Gentilissima,

il fenomeno del produrre una parola per un'altra (parafasia) è un fenomeno piuttosto comune e non è necessariamente indice di una patologia. 

Talvolta si osservano in persone che hanno subito un danno neurologico, (ictus, patologie degenerative...) ma in questo caso:

1. non sono occasionali, per cui una persona può arrivare a produrle in ogni discorso

2. hanno un esordio improvviso, perché sono un prodotto dell'evento cerebrale occorso in alcune aree coinvolte nella produzione linguistica

3. non sono solitamente l'unico segno neurologico/neuropsicologico riportato.

Nella quotidianità hanno un carattere molto più occasionale e possono comparire in persone neurologicamente sane in situazioni di particolare stanchezza a livello cognitivo oppure ansiogene. 

Visto il suo stato d'ansia, tali fenomeni potrebbero essere riconducibili a quest'ultima condizione. Magari, ad una riflessione più attenta, si saranno verificate altre volte in passato, ma forse in quel caso non ha loro riconosciuto la stessa pericolosità che vi attribuisce ora a causa del suo stato d'ansia.

Spero di aver chiarito il suo dubbio e di averla tranquillizzata. Resto a disposizione.

 

Cara Martina,

come immaginerà è impossibile rispondere alla sua domanda con delle certezze. Un responso preciso ed affidabile potrà essere fornito solo dopo l’RM. Le posso solo sottolineare che il suo medico le ha parlato di cisti, la cui presenza descrive come improbabile.

Le suggerisco di continuare il percorso con la sua terapeuta e di raccontarle di avere scritto qui, potrebbe essere un buon punto di partenza per la prossima seduta insieme.

Restiamo a disposizione