Depressione

Sento la mia vita cadere a pezzi e non riesco a riprenderla in mano

Anna

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Buonasera, mi chiamo Anna ed ho 21 anni.
Negli ultimi mesi alcuni problemi che ero riuscita ad accantonare negli anni si sono rifatti vivi.
Ho paura di star cadendo in depressione.
Non trovo più la forza per fare alcunché. Qualsiasi cosa sembra un'impresa titanica e non riesco a far nulla, né a studiare, né ad uscire con gli amici, né a fare ciò che di solito mi piace e mi porta gioia, né a cose più "semplici" come lavarsi. A malapena trovo la forza di alzarmi dal letto. Nonostante io voglia fare ciò che mi appassiona e mi è di dovere non ci riesco.
Sempre più spesso mi chiudo in bagno a piangere, sconfortata da questa situazione di "stasi", di impossibilità a fare alcunché, e provo rabbia verso me stessa, tanto che la maggior parte delle volte finisco per prendermi a pugni sulle gambe e dietro la nuca.
Questa situazione più passa il tempo più va peggio.
Non so davvero cosa fare

8 risposte degli esperti pubblicate per questa domanda

Gentile Anna,


L’attuale situazione di emergenza che si sta vivendo a causa della pandemia da Coronavirus spesso è connotata da momenti difficili e stressanti di apatia, caratterizzati da stati psicologici “senza emozione” che vengono vissuti con una riduzione o una totale assenza di motivazione, ambizione e desiderio e che portano a perdere interesse per le cose, a sentirsi senza forza ed energia, limitando le attività quotidiane che vengono affrontate con enorme sforzo e fatica.


Ci si sente emotivamente distaccati, indifferenti e disinteressati a reagire agli avvenimenti esterni, con la tendenza a trascurare se stessi e gli altri, fino ad isolarsi socialmente.


La causa potrebbe trovarsi in fattori derivanti da condizioni e patologie fisiche, ma potrebbe anche essere un meccanismo difensivo di fronte alla paura e all'ansia, una modalità protettiva per distaccarsi e soffrire di meno rispetto a eventi stressanti che diventano “triggers” scatenanti stati d’ansia e depressione caratterizzati da vissuti di tristezza, rabbia e delusione.


Qualora l’atteggiamento apatico tenda a “cronicizzarsi” con ripercussioni nella vita quotidiana sarebbe consigliabile chiedere aiuto a un professionista.

Carissima Anna è stata coraggiosa nel raccontare la sua storia e ha saputo ben usare quel po di energia che  ha per chiedere aiuto, in qualche maniera, scrivendo.


Un primo passo importante lo ha fatto!


Ora il passo successivo è quello di contattare un buon professionista con cui condividere fruttuosamente la sua situazione e riprendere in mano la sua vita


Lei ha tutte le competenze e le capacità per vivere bene, stare bene!


Coraggio: ci sono molti professionisti preparati e pronti ad aiutarla con capacità umane e professionali , verso un recupero della sua vita e vitalità.


Un carissimo augurio


Dott.ssa Laura Bonanni

Salve Anna, mi dispiace per il periodo che sta passando, mi rendo conto che non è semplice.


Credo che sia opportuno per lei intraprendere un percorso psicologico, con il tempo vedrà che le cose miglioreranno. Quando sono comparsi i primi sintomi disfunzionali e come sono evoluti con il tempo? Ha 22 anni, quindi è l'ora di ripartire. Perlomeno si dia la possibilità.


Rimango a sua disposizione.


Buona giornata.


Dott. Fiori

Cara Anna,


lo so che non è facile ma è arrivato il momento di cercare di uscire da questa situazione di “stasi “facendo un primo passo che è quello di chiedere aiuto...di fidarsi ed appoggiarsi a qualcuno per andare andare avanti verso l’obbiettivo della sua serenità emotiva.


Qualora lo decidesse, mi metto a sua disposizione.


Qui sotto può trovare i miei contatti.

Il quadro che ha presentato ricalca una psicosintomatologia depressiva. Non so se è la prima volta che le capita, ma è frequente che questo disturbo appaia durante la vita entro i 24 anni ed è più diffuso del solito in questi tempi a causa del coronavirus e delle varie limitazioni imposte. Quadri legati a una sindrome ansiosi depressiva possono essere tempestivamente trattati con degli psicofarmaci, ma volendo anche con un percorso psicoterapeutico cognitivo comportamentale, in alcuni casi anche con un percorso combinato fra farmaci e colloqui psicologici. Come con le malattie organiche è bene affrontare il disturbo tempestivamente, evitando che si aggravi e cronicizzi. 

Salve Anna,dalle sue parole emerge una grande fatica emotiva,da professionista e in quanto lei è molto giovane Le consiglio di rivolgersi ad un professionista se vuole posso aiutarla personalmente o aiutarla a cercare chi un professionista che possa affiancarla durante il viaggio di terapia.


Non aspetti altro tempo si ascolti e forse oggi è il momento di riprendere le fila della propria vita .


Rimango a disposizione 


Dott.ssa Lorelai Piccinini 

Gentile Anna,


Non so se quando dice che aveva risolto significa che si era fatta aiutare da un professionista. Se no, prenda in considerazione la cosa. Dice di aver paura che la cosa peggiori, le nostre paure se da un lato ci spaventano dall'altro ci proteggono, avvisandoci che non possiamo andare avanti così. Tra l'altro il momento che la nostra società sta attraversando ( pandemia) di certo mette a dura prova noi tutti e la capacità di sopportare le negatività. Le auguro il meglio e ribadisco, inizi un percorso di terapia, mentre se già lo ha intrapreso non si scoraggi e parli con chi la segue, un caro saluto.


 

Gentile Anna,


da quando sono iniziati questi momenti di intensa rabbia verso se stessa? Cosa le genera queste emozioni negative? C'è qualcuno che le sta vicino? Cosa fa nella sua vita quotidiana? studia, lavora? Ha relazione amicali? Si confida o esce o cerca di mantenere una stabilità relazione anche coi vari "blocchi" italiani causa COVID?


Cerchi di stare su sè e di trovare anche solo un piccolo spiraglio di luce che le permatta di "vedere per un minuto anche solo in positivo una piccola briciola di vita", "di stare in compagnia", "di domandarsi cosa le fa se ci sono paure", "di non giudicarsi in negativo ma di capire cosa si cela dietro questa difficoltà", ecc.


Se le difficoltà, i dubbi e la confusione dovessero persistere le consiglio di rivolgersi ad un professionista per una consulenza psicologica volta al conoscersi meglio, osservarsi da una nuova prospettiva e ritrovare grazie ad una maggiore sicurezza verso di sé la strada per il suo futuro.


Resto disponibile per informazioni, domande aggiuntive, eventuale consulenza online o se volesse rispondere in privato alle domande poste.


Cordialmente


Dott.ssa Federica Ciocca


Psicologa e psicoterapeuta


Ricevo a Torino, provincia (Collegno) e online

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