Sto bene solo nel mio passato

Mario

Buongiorno,
Penso sia difficile spiegare in poche righe come mi sento e cosa provo, ma voglio fare un tentativo...
Ho 29 anni e purtroppo la mia vita ha preso una piega molto triste a partire dall'età di 14 anni, ovvero dal momento in cui mi sono trasferito dal mio quartiere di nascita in un paese di provincia, totalmente contro la mia volontà. In seguito ho vissuto diverse situazioni molto difficili e dolorose, che preferirei non scrivere qui.
Il punto è che ad oggi la tristezza iniziata 15 anni fa non é mai sparita, anzi è aumentata e ho sempre questa sensazione che io non stia vivendo, ma sopravvivendo... Una cosa mi colpisce: quando metto piede nei luoghi della mia infanzia e inizio adolescenza, rinasco. La sensazione di stanchezza, la mancanza di energia e la tristezza in qualche modo spariscono, o almeno riesco a controllarle, ed io mi sento bene e soprattutto vivo! Ho pensato che sia dovuto al fatto che automaticamente io associ la serenità a quel pezzo di vita vissuto, prima del mio trasferimento, in determinati posti. Però, ciò che mi chiedo è: tornarci a vivere potrebbe migliorare la mia esistenza?

Spero in un riscontro.
Saluti
V

8 risposte degli esperti per questa domanda

Gentile Mario,

comprendo la sua scelta di "tutela" nel non voler descrivere dettagliatamente su un portale pubblico la sua difficoltà.

Da come scrive mi sembra di capire che questo suo stato di disagio, tristezza e malessere siano insorti successivamente al trasferimento nel nuovo "paesino". Quale è stata la causa? E' vicino alla città dell'infanzia o lontana? E' riuscito a mantenere i contatti coi suoi vecchi amici?

Forse più che pensare di tornare a vivere li, avendo se non capisco male, ricordi legati più che altro alla sua infanzia e quindi a una vita "passata" cercherei di capire cosa sia cambiato durante il trasferimento, cosa le manca o le manca, se ci sono persone significative che "ha abbandonato" o da cui è "stato abbandonato", ecc.

Le consiglio di valutare un percorso anche breve di psicoterapia individuale dove riosservare il suo vissuto, i pensieri e le emozioni sottostanti, capire in un luogo protetto e senza giudizio come riformulare questo periodo di vita e cercare così pian piano di ritrovare le sue o nuove strategie personali.

Resto disponibile per informazioni, domande aggiuntive, eventuale consulenza online o se volesse rispondere in privato alle domande poste.

Le auguro di trovare presto una soluzione al suo problema.

Cordialmente

Dott.ssa Federica Ciocca

Psicologa e psicoterapeuta

Ricevo a Torino, provincia (Collegno) e online

Dott.ssa Federica Ciocca

Dott.ssa Federica Ciocca

Torino

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Buongiorno,

dalle sue parole emerge come quel momento della sua vita abbia rappresentato un momento di rottura, tra un pre-trasferimento e un post-trasferimento. Mi chiedo cosa in quel momento si sia incrinato dentro di lei, nel profondo. Cosa del suo ambiente esterno oggi le impedisce una serenità che prima sentiva appartenerle, ma anche cosa del suo mondo interno glielo impedisce. Credo che focalizzarsi solo sul primo rischi di allontanarla dal problematizzare e comprendere le emozioni che in questo momento sembrano avere preso il controllo su di lei, comprendere cosa le stanno dicendo di lei.

La saluto e le faccio i miei migliori auguri,

Marta Calderaro

 

 

 

Buongiorno Mario, un ambiente coi suoi colori, suoni, odori  attiva ricordi carichi di pensieri ed emozioni ed è bello che i posti dove ha vissuto in passato attivino in lei pensieri ed emozioni piacevoli ma prima di spostarsi , provi a concentrarsi ,quando ritorna in quei posti, sui suoi sensi per capire cosa la faccia star bene e come riprodurre ,la' dove ora vive ,quella stessa piacevolezza anche solo ,all'inizio ,dipingendo una parete di un colore diverso:a tale proposito le consiglio un corso di mindfulness che è una tecnica che aiuta ad essere più presenti a se' stessi. Un libro utile che le può darle un'idea di ciò di cui accenno è "ritrovare la serenità " di Jon kabat-zinn che ha al suo interno un cd ( se ci si cimenta lo faccia gradatamente a piccoli passi). La saluto cordialmente Barbara Valente

Dott.ssa Barbara Valente

Dott.ssa Barbara Valente

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Gentile Mario, è proprio il caso di dire che fino all'età di 14 anni lei abbia stabilito dei legami profondamente identitari con le situazioni, gli ambienti, i luoghi e forse anche con le persone. La sua ipotesi è realistica: quando si trova in quei luoghi la sua psiche riaggancia i vissuti positivo che vi si legano.

Questa è una risorsa importantissima poiché, laddove un'infanzia e una preadolescenza siano relativamente serene, lo sviluppo psicologico si svolge in modo sano... Non la conosco e, dunque, non saprei se la sua esistenza ne trarrebbe un vero beneficio...

Ma su questo si potrebbe interrogare lei e, magari, potrebbe darsi la possibilità di sperimentare la sua ipotesi, come la possibilità di elaborare, insieme a uno/a psicoterapeuta, il vissuto "traumatico" del trasferimento che attualmente pesa sul suo benessere psicologico e sulla sua esistenza.

Le auguro di stare bene.

Saluti cordiali,

Dott.ssa Verusca Giuntini

Gentile Mario,

i luoghi che fanno da sfondo alla nostra crescita, specialmente se l'infanzia è stata un periodo sereno, hanno una grande importanza nel costruire la nostra identità. Può sembrare strano, ma non solo le relazioni e le esperienze contano. E' importante anche l'ambiente dove le si vive. Nel suo caso probabilmente c'è anche una sorta di idealizzazione di quei luoghi, che contrasta con le difficili esperienze vissute dopo il trasferimento. Ogni cambiamento ha in sé aspetti di difficoltà. I traslochi sono ad esempio riconosciuti da diversi studi tra gli eventi più stressanti. Se nella sua storia personale il trasferirsi è stato legato non solo alla perdita del suo ambiente di vita infantile, ma anche all'inizio di una serie di difficoltà, è comprensibile che nel luogo dove vive ora non si senta a suo agio e sereno. Non si può prevedere con certezza se tornare a vivere nei luoghi natii la aiuterebbe, perché le esperienze avverse vissute dopo hanno comunque un peso e il bisogno di essere elaborate. Per fare questo le consiglio di provare a parlarne più approfonditamente con una/un professionista che possa aiutarla. Se desidera maggiori chiarimenti rimango disponibile attraverso l'apposito modulo dei contatti.

Molti auguri per il suo percorso

Dott.ssa Francesca Fontana

Dott.ssa Francesca Fontana

Monza e della Brianza

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Caro Mario

I luoghi dell'infanzia sono sempre i più cari, se l'infanzia è stata serena e sufficientemente felice. Quindi è comprensibile che lei, in cuor suo, desideri tornare in quei luoghi. Il problema non è il luogo esterno "da modificare" ma "il luogo interno". Se non fa "pace" con la sua parte sofferente (facendosi aiutare da un professionista), nessun posto (fisico e reale) le potrà dare la serenità che merita. 

Auguro buona fortuna 

Dott.ssa Elisa Danza 

Gentile Mario,

è comprensibile il suo desiderio di non approfondire quali siano state le situazioni difficili e dolorose che l’hanno profondamente segnata.

E’ chiaro che vi è ancora un profondo legame con il suo passato e che in qualche modo la sta bloccando nell’andare avanti nella sua vita.

Sorgono spontanee alcune domande: la serenità che associa al periodo pre – trasferimento la può ritrovare anche dove vive adesso? Inoltre, il ritornare nel posto della sua infanzia le può “restituire” ciò di cui ha bisogno? Che cosa manca nella sua vita ora?

Le consiglio di approfondire con un professionista che la possa aiutare. Sono disponibile per ulteriori chiarimenti, domande o informazioni. Se lo desidera mi può contattare, sono disponibile per consulenze online.

Le auguro di trovare una soluzione e di stare bene.

Dott.ssa Ester Ponzin

Dott.ssa Ester Ponzin

Padova

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Gent.mo, accenna ad un insieme di esperienze a cui sembra attribuire un valore di snodo, tra un prima e un dopo, tra un senso di soddisfazione e insoddisfazione, tra serenità e tristezza. Questo pensiero sembra generare una stasi, quell’esperienza di essere fermo e non poter procedere, accompagnata dalla fantasia di poter vivere serenamente solo nel passato. Queste esperienze potrebbero essere meglio comprese all’interno della sua più ampia esperienza personale che sicuramente non è riducibile a ciò che scrive e che le crea disagio. Dopo una appropriata valutazione della sua situazione, probabilmente un lavoro psicoterapeutico potrebbe aiutarla a sciogliere alcuni snodi (e nodi) della sua vicenda, aiutandola a pervenire ad una più soddisfacente esperienza di sé e lasciandola maggiormente libero nel decidere dove vivere: nei luoghi della sua infanzia e adolescenza o in qualunque altro posto.

Stefano Golasmici, Bussero (Milano, MM2 Bussero)