Elaborazione del lutto

Ho perso entrambi i genitori di tumore da circa un anno ma da allora mi sembra di non riuscire a combinare niente

marta

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Buongiorno,ho perso entrambi i genitori di tumore da circa un anno ma da allora mi sembra di non riuscire a combinare niente anche se continuo a correre tutto il giorno, mi prendo cura di mia sorella che ha solo me e cerco di risolvere i problemi che non finiscono mai!Mi sono accorta però di non avere più forze,sono sempre stanchissima e sinceramente non so dove trovo le energie per fare tutto.Ho iniziato a parlare velocemente, mangio così in fretta che mi manca il respiro e mi da fastidio perchè gli altri sono lentissimi nel fare ogni cosa e non riesco più a sopportare niente.Ho sempre collo e mascelle contratti,continuo mal di stomaco e pancia,non riesco a dormire,tachicardia e perdo peso. Ho paura ma non so di cosa.Da circa 3 giorni mi ritrovo con eruzioni cutanee su viso, corpo e perfino sulla testa e febbre intorno ai 37.5.Forse ho esagerato non so.Spero sia solo stress. Grazie

40 risposte degli esperti pubblicate per questa domanda

Buongiorno Marta,

leggendo la sua lettera ho pensato al lutto di un anno fa e all’intero anno intercorso di lenta elaborazione della sua doppia perdita. Il suo grido di fatica messo a tacere nei problemi che non finiscono mai suona come un SOS che riesce a farsi vedere attraverso le eruzioni cutanee, attraverso la febbre, l’insonnia, il mal di stomaco e di pancia… un corpo che parla al posto delle parole. Sarebbe opportuno farsi aiutare a dare un senso a tutto attraverso un percorso psicologico. Restando a disposizione le auguro di dar voce al suo malessere.

Cara Marta,

fare tutto di fretta è un modo per non sentire il dolore, poi ricordi che "la mente mente, ma il corpo non mente mai" e la febbre è ora un indicatore dell'alterazione che sta vivendo. La perdita dei genitori....entrambi...è un lutto pesantissimo da sopportare; cerchi un terapeuta della Sua zona, meglio se Sistemico Relazionale, ossia familiare e si faccia aiutare. E' sufficiente un percorso breve, ma non rimanga sola.

Cordialmente

Carissima Marta,

comprendo molto bene l'indicibile dolore per un lutto così grande. La fatica che sta facendo per affrontare la quotidianità è enorme! Trova le Sue energie nella voglia di riemergere da tutto questo senza riuscire, tuttavia, a dargli un senso. Probabilmente, per combattere la conseguente e ovvia stanchezza sarebbe auspicabile che Lei riuscisse a trovare la giusta motivazione per occuparsi un pò di sè stessa in uno spazio in cui possa sentirsi accolta per quello che prova dentro e...tentare in qualche modo a riprendere le redini della Sua vita.

Mi faccia sapere se posso esserLe d'aiuto, ferma restante la mia disponibilità a rispondere a Suoi ulteriori quesiti.

Cara Marta,

mi spiace molto per quanto ti è successo. Deve essere stata durissima.

Sai, delle volte noi umani di fronte a grandi dolori e grandi difficoltà usiamo delle strategie difensive. Sono delle strategie utili e necessarie per andare avanti e sopravvivere. Dopo un po' però accade una cosa strana e anche un po' sgradevole. E cioè che le difese che ci hanno aiutato un tempo iniziano a rilevare la loro inefficacia. E' come se una parte di noi a lungo taciuta iniziasse ad un certo punto e farsi sentire e a chiederci aiuto nel disperato tentativo di attirare la nostra attenzione. Ecco allora che compare un sintomo che parla e ci parla in vari modi: nervosismo, ansia, somatizzazioni... Ecco che possiamo allora iniziare ad ascoltarci e darci la possibilità di trovare strategie e soluzioni migliori e definitive. Ed ecco che abbiamo la possibilità di trasformare la sofferenza in qualcosa di costruttivo e "buono" per noi.

Pensa perciò alla possibilità di trovare uno spazio nel quale pian piano iniziare a depositare tutto quello che è stato taciuto. Uno spazio nel quale con-dividere, raccontare e lasciare. Uno spazio per iniziare ad occuparti di te, della donna che sei oggi e della bimba che sei stata e che è ancora lì con te.

In bocca al lupo e coraggio!

Buongiorno Marta,

mi dispiace per la grave perdita che lei e sua sorella avete subito. Un lutto è difficile da elaborare e richiede i suoi tempi, ma addirittura due nel corso di un anno...

Lei ha dovuto gestire la situazione, facendosi carico di sua sorella (quanti anni ha?) e delle responsabilità quotidiane (sarebbe importante poterle dire, poterne parlare). Ma 'gestire' è un modo di reagire al lutto che lascia fuori la parte più emotiva la quale a gran voce si fa sentire attraverso il suo corpo. Del resto forse l'avere assisitito al deperimento fisico, dovuto al tumore, dei suoi genitori ha lasciato una traccia molto vivida nella sua rappresentazione del corpo. In particolare la febbre, le eruzioni cutanee, il mal di pancia mi fanno venire in mente i malesseri di un bambino che viene curato amorevolmente dalla mamma...  quella mamma sostituta che lei si trova a fare con sua sorella, ma di cui ha bisogno anche lei.

Credo sia importante che rifletta sulla possibilità di ritagliarsi uno spazio in cui prendersi cura di sè, di farsi prendere in carico da qualcuno che ascolti la sua parte più interiore. Pensi alla psicoterapia come ad un possibilità di essere ascoltata e di riuscire a 'mettere in parole' qualcosa che per ora è troppo orribile per essere detto e che può solo essere 'patito' attraverso i malesseri del corpo.

Se queste parole che le ho scritto hanno un senso per lei, mi contatti.

Dott. Romano Beretta Milano (MI)

Cara Marta,

ha mai provato a reprimere uno sbadiglio? Uno starnuto? In genere si ha una spiacevole sensazione di pressione-compressione interna per aver represso un bisogno fisiologico naturale. Ecco, io credo che a lei sia successo esattamente questo. Una tragedia ha colpito lei e la sua vita e il dolore immenso che deve averle creato, che chiedeva di essere espresso in qualche modo, così come lo sbadiglio o lo starnuto (mi scusi il paragone), è rimasto compresso in lei. I suoi sintomi sono tipici di un trauma emotivo "non elaborato", come diciamo noi psicologi, ovvero di un dolore che dev'essere eliminato, e per essere eliminato dev'essere espresso in qualche modo. Le fatiche e le incombenze che ha dovuto affrontare negli ultimi tempi forse non le hanno permesso di concedersi il tempo per prendersi cura del suo dolore. Forse lei, Marta, non si è nemmeno concessa il "lusso" di piangere...Questo tipo di sofferenza può essere affrontato e risolto anche in tempi ragionevolmente brevi con la tecnica dell'EMDR, salvo che nella sua vita non vi siano altre problematiche psicologiche particolari.

Le consiglio vivamente, quindi, di cercare dalle sue parti un terapeuta esperto nell'uso di questa tecnica. Io sono uno di questi, se crede mi può contattare, ma può anche consultare il sito EMDR Italia per conoscere questo metodo e trovare uno psicologo di sua fiducia. Come già le hanno detto molti colleghi qui, si fermi un attimo, Marta, il tempo di prendersi cura del suo dolore e liberarsene definitivamente. Non le occorrerà molto tempo, e potrà tornare a recuperare la sua serenità.

Un affettuoso saluto

Cara ragazza non ha pensato di rivolgersi ad uno psicologo, assieme a sua sorella? 

Questo professionista potrebbe  aiutarvi ad attraversare il dolore profondo per la perdita dei vostri genitori.  Chiedere aiuto e' un segno di forza e sembra che il suo corpo stia manifestando in tutti i modi l' esigenza per lei di fermarsi, ed affrontare questo dolore. 

Salve Marta, credo che il suo lutto cominci ora ad essere elaborato ed ha bisogno di una mano, possibilmente con un terapeuta che tratti traumi e lutti, se ne esce certo, ma da soli a volte si passano lunghi periodi di sofferenza e il nostro corpo reagisce come può.

un caro saluto

Buongiorno Marta,

da ciò che scrivi nella mail sembra che tu stia attraversando un periodo particolarmente difficile che probabilmente è il risultato di una serie di fattori negativi accumulatosi nel tempo. Il lutto non elaborato dei genitori, insieme ad uno stato di ansia generalizzato, a stati umorali depressivi e a somatizzazioni vanno a formare il quadro di una situazione piuttosto complessa ma, a mio avviso risolvibile in tempi brevi.

Le consiglio, pertanto, di rivolgersi ad uno psicologo o psicoterapeuta che sia in grado di sostenerla e aiutarla a superare questa impasse. Se fosse interessata mi può contattare in privato scrivendomi una e-mail. 

Dott. Fabio Fagnani Milano (MI)

Gent. Marta,

dalla sua descrizione mi sembra che abbia reagito in modo esageratamente reattivo alla morte dei suoi genitori, lasciando poco spazio a se stessa per una elaborazione e metabolizzazione di questo lutto che l’ha colpita. E può essere che anche le manifestazioni di malessere fisico emerse in questi ultimi giorni siano una somatizzazione dello stress psico-emotivo che la scomparsa dei suoi genitori le ha provocato.

Se riesce, dovrebbe cercare di dedicare più tempo a se stessa e di non caricarsi di tutto personalmente. Ovviamente un supporto psicoterapico, non dovesse farcela da sola, può aiutarla molto.

Un caro saluto.

Dott.ssa Veronica Orlando Monza e Brianza (MB)

Cara Marta, credo che sia importante per Lei concedersi uno spazio personale psicologico per prendersi cura anche di sè. So che in questo momento potrebbe risultarLe difficile trovare il tempo, dato il carico di impegni che sta portando avanti, ma credo anche che il Suo corpo Le stia dicendo chiaramente che esiste anche Lei e che ha bisogno di dare voce alla sofferenza che sta attraversando per elaborare, peraltro, due lutti davvero importanti. In bocca al lupo.

Negli ultimi periodi ha vissuto situazioni altamenti stressogene; ha accompagnato i suoi genitori in una malattia che irrompe con dolore e violenza e soprattuttto che porta i careers (le pesone che aiutano) in una posizione molto difficile perchè caratterizzata da accudimento, dipendenza e vissuti di profonda impotenza.

La perdita dei genitori ci mette di fronte a dimensioni emotive molto complicate: possiamo sentirci disperati, responsabili per gli altri, arrabbiati, oppure non ci diamo il tempo di ascoltare ciò che accade dentro di noi, perchè travolti, come dice, dai problemi che non finiscono mai.

Il suo corpo, attraverso il dolore fisico, le eruzioni cutanee, la febbre, forse le sta dicendo questo. fermati e ascoltati, permettiti di vivere la sofferenza e occupati di te.

Dopo avere vissuto delle malattie così gravi, è possibile anche che possa nascere una preoccupazione legittima o il terrore legato alla sofferenza e al dolore.

Un percorso anche breve di consultazione psicologica la potrebbe aiutare.

Forse è il momento per prendersi cura di lei stessa.

Sono a disposizione

Dott. Enrico Catalano Milano (MI)

Ciao Marta,

da quanto scrivi mi pare proprio che tu stia vivendo una comprensibilissima fase di stress successiva a un doppio evento traumatico, il lutto per la perdita di entrambi i tuoi genitori. E' di per sé una situazione molto complessa a cui fare fronte, se poi ci aggiungi il doverti prendere cura di tua sorella e di tutti gli altri problemi contingenti capisco che il carico diventa difficile da sostenere. Infatti, le problematiche che il tuo corpo sta manifestando sono proprio una sorta di segnale di allarme che il peso della situazione sta diventando insostenibile per te.

Ti consiglierei di essere più indulgente verso te stessa, di prenderti i tuoi tempi per fare le cose e, in questo momento, di non dover essere necessariamente perfetta in tutto.

Se vuoi, sono disponibile per sostenerti in questa fase delicata e accompagnarti in un percorso in cui ritrovare forza e fiducia in te stessa. Puoi contattarmi per approfondire insieme ulteriormente.

Un caro saluto.

Dott.ssa Manuela Francesca Giago Monza e Brianza (MB)

Gentile Marta, dalla sua mail traspare tutto il suo disagio e sofferenza di questo momento.

Esprime con molta franchezza il fatto di non riuscire a sopportare l'idea di non riuscire a fare niente e che i problemi sembrano non finire mai. Credo che a causa degli eventi dolorosi che ha vissuto, non si sia ancora data la possibilità di prendersi del tempo per sè e poter vivere il lutto dei suoi genitori. La forte responsabilità che si è assunta non le "lascia respiro" e il suo corpo le sta dando forti segnali di non poter più continuare in questo modo.

E' importante per lei riuscire a raggiungere la consapevolezza di non poter fare tutto e di concedersi finalmente del tempo con l'obiettivo del proprio benessere.

Accolgo il suo dolore ma non lasci "suonare" quei campanelli d'allarme che il suo corpo le sta inviando con grande insistenza.

Cordiali saluti

Buongiorno, dice "continuo a correre tutto il giorno". Forse ha proprio bisogno di fermarsi un attimo per uscire dalla sensazione di "non riuscire a combinare niente" recuperando forze ed energie. Probabilmente ha anche bisogno di fermarsi per elaborare il doppo lutto e comprendere la paura a cui accenna ("ho paura ma non so di cosa"); ma capisco che fermarsi può spaventare perchè significa anche ascoltare il proprio dolore. Se esami medici escludono un'origine organica ai sintomi lamentati, alla base vi è un'origine psichica: è il suo corpo che le dà dei segnali... sta a lei ascoltarli e occuparsi di se stessa per ritrovare la serenità che merita. Un caro saluto.

Carissima Marta,

credo innanzitutto che stia attraversando un momento molto doloroso della sua vita. La perdita di entrambi i genitori in un periodo così breve di tempo rappresenta potenzialmente un evento  traumatico e comunque difficile da affrontare, per il quale ci vuole pazienza con se stessi con quello che ci circonda... ma a volte la "buona volontà" non basta, soprattutto quando ci ritroviamo un pò "bloccati", come nel suo caso. Credo importante , visto quello che scrive, valutare un incontro con uno psicoterapeuta che la possa affiancare per attraversare meglio questa sofferenza... Tutto quello che ha fatto finora è da ammirare, ha fatto di tutto e di più... ma il suo malessere attuale le sta dicendo che forse non basta correre, ma è anche importante ogni tanto fermarsi per ascoltare se stessi, anche il proprio dolore (è difficile lo so!), e decidere con consapevolezza dove direzionare la nostra vita.

E' in una fase di elaborazione del lutto. è normale avere queste sensazioni penso però che debba essere aiutata da uno psicologo ad affrontare i suoi vissuti emotivi, si rivolga ad un professionista privato della sua zona o a un consultorio familiare a Milano ce ne sono molti.

Gentile Marta, 

il carico emotivo e di responsabilità che grava su di lei, con due lutti tanto drammatici alle spalle, può provocare diversi sintomi, sia psicologici che fisici, che segnalano il suo malessere. Il suo corpo le sta comunicando un messaggio importante che lei deve davvero ascoltare: deve fermarsi e prendersi cura di sé, ascoltare i suoi pensieri, le sue emozioni e dare spazio al dolore che forse ha dovuto mettere a tacere finora per occuparsi di tutto quello che di concreto e necessario c'è da fare quando si perdono delle persone care. I lutti che lei e sua sorella avete subito possono realmente creare una situazione traumatica, a cui il suo sistema corpo-mente sta cercando di reagire, ma è importante che lei possa trovare un momento e un luogo in cui prendersi cura di sé e farsi aiutare ad affrontare quanto è accaduto alla sua famiglia e quanto le sta accadendo tuttora. Le consiglio perciò di rivolgersi ad uno psicologo psicoterapeuta della sua zona per un percorso di supporto e di terapia, se lo desidera rimango a sua disposizione. 

Un cordiale saluto,

Buongiorno Marta,

si fermi.  Lo sa già.

Quello che scrive è chiarissimo: ha capito che - il suo corpo-  non ce la fa più. 

Ha trascurato se stessa - probabilmente per ottimi motivi - ma il lutto non può essere aggirato, evitato, scansato. 

Il lutto deve essere elaborato, a partire dal dolore, dalla rabbia, dal senso di ingiustizia, da tutte le emozioni e sentimenti che emergono in un momento drammatico come la perdita dei genitori.

Non può continuare così. 

Non è SOLO stress, lo stress provoca reazioni fisiologiche che permettono di affrontare sforzi molto intensi, ma poi portano all'esaurimento delle risorse psicofisiche.

Si fermi, pianga, parli con un'amica, un prete, uno psicologo, parli di quello che ha evitato di sentire, vedere, riconoscere, da quando i suoi genitori sono morti.

Cerchi conforto - ne ha bisogno e diritto.  

Io lavoro a Milano, se vuole possiamo parlarne, ma lei si fermi.

Buongiorno Marta, quello che descrivi è un corpo che sta iniziando a dirti che hai superato il tuo limite di stress tollerabile.. forse le responsabilità sono troppo superiori alle energie che in questo momento hai.. forse il dolore ne ha portate via già tante per poter essere sempre efficienti in tutto. Credo che tu abbia bisogno di occuparti di te stessa, di prenderti cura del tuo corpo e delle tue emozioni. Lo stress purtroppo rischia di farti correre e correre per poi crollare. Un abbraccio,

Dott.ssa Enrica Nichetti Piacenza (PC)

Buonasera Marta , Le consiglio di rivolgersi intanto al suo medico di base per escludere cause organiche legate alla sua sintomatologia fisica. In parallelo ritengo comunque necessario il consulto da uno psicoterapeuta per supporto psicologico , riduzione dello stress percepito, acquisizione strategie di fronteggiamento funzionali e sedute di rilassamento. 

Spero possa stare meglio nel più breve tempo possibile. 

cordialmente

Dott.ssa Francesca Fontana Monza e Brianza (MB)

Carissima Marta,

il suo non è "solo" stress: sta vivendo una situazione di grandissimo disagio e sembra non avere/concedersi né lo spazio, né il tempo per elaborare la gravissima perdita subita. Fatti gli opportuni controlli medici, forse potrebbe considerare l'ipotesi che il suo corpo le stia mandando dei segnali forti per farle capire che è necessario rallentare e riflettere su come sta, magari - sarebbe opportuno - con l'aiuto di uno psicoterapeuta esperto.

Se lo desidera non esiti a contattarmi con l'apposito modulo.

Moltissimi auguri

Francesca Fontana

Carissima Marta,

sicuramente è stress quello che ti crea i problemi di stomaco, l'ansia, il nervosismo e la febbre. Ma non direi che è "solo" stress, non sminuirei il problema. Quello che ti è successo è un evento traumatico che richiede molto tempo per poter essere superato. Nella mail non parli della tua età, anche se mi pare di intuire che tu sia la sorella maggiore, e per questo ti sia trovata nella condizione di doverti assumere un sacco di responsabilità a causa della mancanza dei tuoi genitori. Per lutti così importanti i tempi di risoluzione dello stato depressivo ad essi correlati possono prolungarsi anche a due anni, e in ogni caso richiedono un percorso di accettazione doloroso, che è giusto fare prendendosi cura in primo luogo di se stessi.  I tuoi genitori non ci sono più, ma forse puoi trovar il modo di prenderti cura di te stessa anche senza di loro. In primo luogo chiedendo aiuto, a tua sorella, ai tuoi amici e familiari. Se questo non dovesse bastare a far scemare i sintomi negativi e la scarsa tolleranza degli altri ti consiglio di provare a contattare uno psicologo/a della tua zona. Con un pò di sostegno tutto potrebbe diventare meno pesante e più gestibile. In bocca al lupo!

Gentilissima,

prendo atto della Sua situazione e mi spiace per i Suoi lutti... Certo, sarà difficile gestire tutto.

Nella Sua lettera ho riscontrato una frase che mi ha colpito: "mi sembra di non riuscire a combinare niente anche se continuo a correre tutto il giorno, mi prendo cura di.."

A me sembra che, invece, sta facendo più di quello che normalmente si fa! E il Suo corpo fa sentire gli effetti di questa incongruenza.

Lei riesce a prendersi i Suoi spazi? Ad avere un momento di condivisione delle Sue emozioni e dei Suoi pensieri?

Mi faccia sapere cosa ne pensa e se si riconosce,

La saluto con affetto!

Dott.ssa Chiara Nani Milano (MI)

Gentile Marta, penso che stare vicino ed accompagnare i propri genitori prima nella malattia e poi alla morte rappresenti un evento di grande sofferenza ed un momento davvero delicato nella vita di ciascuno di noi. Dopo mesi in cui si tiene duro, si corre di qua e di là per fare fronte a tante incombenze (visite mediche, cure...) facendosi carico del dolore degli altri senza "troppo badare" al nostro, diviene difficile fermarsi un attimo e porsi in ascolto dei nostri bisogni, del nostro dolore.

Cordialmente

Dott.ssa Paola Pioldi Milano (MI)

Gentile utente,

mi sembra di capire che Lei sia sottoposta a un dolore intenso che, "correndo", non ha modo di ascoltare e metabolizzare. Se, da una parte, la realtà Le richiede di "esserci" e provvedere ai bisogni o urgenze dei "più deboli" (sorella), dall'altra, credo, non Le permette di vivere sino in fondo il dolore di una perdita tanto sconvolgente (due genitori in poco tempo). Due semplici consigli: non abbia paura ad affrontare il suo (immagino enorme) smarrimento, ed eventualmente, chiedere un supporto che possa aiutarLa a superare un momento tanto difficile.

Dott. Giulio Grecchi Monza e Brianza (MB)

Gentilissima signora

Quando si riferisce allo stress, sperando che sia "solo quello", le ricordo che questo fattore è causa di oltre il 70% delle nostre patologie. Occorre pertanto che lei faccia una serena verifica personale e al contempo attenuando il suo attivisvo che tanto la fa operare per gli altri e nulla per se stessa. Tenga inoltre presente che, nella misura in cui fa cose per se stessa, si vuole bene, dedica del tempo alle sue passioni, riesce più agevolmente ad occuparsi anche dei suoi cari. In altre parole occorre che lei riscopra la sua essenzialità di persona, portatore naturale di valore, in quanto solamente così potrà permettere agli altri di accorgersene e di avvalersene in modo opportuno. Il suo organismo le sta mandando molti segnali al riguardo che chiedono di essere accolti e compresi. La saluto con molto affetto,

Cara Marta, per quanto tu vada veloce, non riuscirai mai ad allontanarti da quello che hai passato anzi, credo tu debba fermarti a elaborare quanto accaduto per poter riprendere in mano la tua vita e " combinare qualcosa".

ti consiglio di trovare un terapeuta emdr che possa aiutarti a elaborare il lutto per la perdita dei tuoi genitori e quanto ciò ha comportato. Il tuo corpo ti sta dicendo che non stai bene, ascoltalo e prendi ti cura di te. Buona vita

Dott. Paolo Quaranta Milano (MI)

Buongiorno,

credo che la sua situazione non sia facle da gestire e che necessiti di essere presa in consioderazione nella giusta maniera. Pertanto, oltre alla condizione di stress che lei descrive, ritengo entrino in gioco fattori complessi su più livelli, dal perdere peso, alla (non) elaborazione del lutto. Probabilmente il non riuscire a fermarsi, facendo sempre tutto di corsa, è indice del fatto che non è possibile pensare. Agire toglie spazio al pensare e questa è una forma di tutela, una specie di difesa.

E' evidente però che non si può gestire una situazione di questo tipo con qualche consiglio dell'esperto. La invito a prendere in considerazione il fatto di iniziare una psicoterapia, per la quale, se lei lo ritenesse opportuno, mi rendo disponibile ad aiutarla.

Cordiali saluti

Gentile Marta,

il duplice lutto che ha subìto è estremamente grave e, immagino, molto doloroso. Mi chiedo se il suo continuo correre e il non potersi mai fermare siano un tentativo di rifuggire dal dolore attraverso il fare, un tentativo di non ascoltare la sofferenza (deve essere forte anche per sua sorella...), un tentativo di non scoprirsi (anche) debole e triste.

Si tratta di un tentativo che può, per un po', anche funzionare, ma se il dolore diventa incontenibile e finisce con l'esprimersi attraverso il corpo, come temo stia accadendo a lei, forse è il caso di fermarsi un attimo, di farsi aiutare professionalmente, di dare parola a questa sofferenza anziché esprimerla con sintomi somatici.

Le porgo i miei più sinceri auguri di venire a capo di questo periodo difficile, portando nuova luce nella sua vita, che merita di essere vissuta in modo, possibilmente, più felice.

Buongiorno Marta,

dalla descrizione che fa di sé e delle sue difficoltà mi sembra di capire che sta subendo, ormai da un anno a questa parte, un periodo di intenso stress e i vari sintomi che elenca mi sembrano un segnale chiaro di questo. Le consiglierei di iniziare un percorso per cercare di ritrovare quella calma e tranquillità che le permetteranno di superare un periodo così complicato come quello che ha descritto.

Tensione muscolare, mal di stomaco, tachicardia e paura potrebbero essere sintomi di un disturbo d’ansia che le consiglierei di non trascurare.

Per qualsiasi necessità, e se volesse intraprendere un percorso terapeutico, sono disponibile a qualsiasi chiarimento.

Cordiali Saluti

Cara Marta,

quello che le è successo, oltre al dolore per la perdita dei suoi genitori, la ha anche esposta contemporaneamente a nuove e gravose responsabilità. E' passata drammaticamente e drasticamente dalla posizione di figlia a quella di genitore a sua volta.

Il suo corpo dà segnali di stanchezza e disagio, è importante strutturare della strategie per gestire lo stress e ritagliare uno spazio per sè, per il proprio dolore e per il proprio piacere.

Se ha la possibilità, sarebbe importante un percorso psicologico attraverso cui cercare un tempo e uno spazio proprio, all'interno di una relazione di aiuto, attraverso cui lei possa ritrovare, senza troppa fretta, energie, risorse, nuove strategie di adattamento.

Al tempo, va dato spazio. E al corpo, ascolto.

Resto a sua disposizione, se avesse bisogno.

Carissima,

superare un lutto così forte come quello da lei subito, non è mai facile, da quello che lei descrive "il non fermarsi mai" il non avere tempo sono a mio parere tutti segnali che mostrano la mancata elaborazione del suo lutto come non so volesse mai fermare. Anche il fare tutto in fretta è un segnale che dimostra come lei senta di non avere il controllo del tempo. Io penso che si dovrebbe fermare e cercare un aiuto per elaborare il lutto

Gentile Marta, mi spiace per quello che le è sucesso, non dev'essere facile. Non si può mai dare una diagnosi così,senza conoscere una persona, mi viene però facilmente da pensare, che forse non è solo stress quello che vive, ma anche sofferenza. Forse una sofferenza grande, e non facile da gestire che ancora non ha trovato la sua giusta dimensione di sfogo e liberazione. Magari perché c'erano mille cose da fare, magari perché se si ferma a pensare (e a sentire soprattutto) ha paura dell'intensità del dolore, non so. L'unica cosa che mi sento di dirle è di darsi tempo e avere molta pazienza e gentilezza verso di sé, per trovare con calma un nuovo equilibrio, cercando, se possibile, di non chiedere troppo a se stessa. Buona fortuna. 

Cara Marta,

la tua lettera esprime molto bene quello che già probabilmente sai. Dire che il tuo corpo sta "urlando" che ti devi fermare un po', è banale, ma sembra rispondere a una tua esigenza profonda. Non sottovalutare i segnali del corpo e ascolta la tua paura!

Un caro saluto.

Dott.ssa Luisa Rolfi Milano (MI)

Buongiorno,

la perdita di entrambi i genitori dopo la sofferenza di una malattia come il cancro può lasciare solo tanto dolore. Questa sofferenza spesso ci spaventa e temiamo che ci travolga; per questo motivo cerchiamo di tenerla a distanza con comportamenti e pensieri di cui spesso non siamo consapevoli. Con il passare del tempo, però, ciò che non abbiamo voluto comunicare con le parole iniziamo a manifestarlo con il corpo che lentamente si logora. Mi sembra di capire che tutto ciò che lei in quest'ultimo anno ha fatto , come correre e non fermarsi mai, non è stato molto  utile a migliorare la situazione che invece è peggiorata a livello psico-fisico.Si prenda il tempo e lo spazio per guardare questa sofferenza e le sue mille sfumature con l'aiuto di uno psicologo.

Marta,

le difficoltà che ha attraversato e che sembra stia ancora attraversando avrebbero messo a dura prova la resistenza di qualsiasi persona e la sua capacità di reagire sembra davvero notevole.

Tuttavia sembra che lei, anche per necessità, abbia dovuto ipereagire al dolore che ha vissuto tralasciando un tempo che dovremmo dedicare a far sedimentare alcune cose, alcuni dolori, parlandone o, comunque, prendendoci un tempo per noi. Mi sembra molto lucida nella descrizione del suo caso e, già da sola, capisce che forse sta esagernado, forse si sta stressando. Ha già le risposte. Quindi le domande sono altre. Come posso non esagerare, come posso trovare riposo e un tempo adatto per non ingozzarmi mentre mangio? Il tempo per non tirare più il fiato e respirare bene, insomma. Il suo corpo le manda segnali, lei lo dice apertamente. Ha bisogno di ritrovare sé non più attraverso la cura degli altri ma di sé, per poi tornare a curarsi degli altri; ma con più energia e serenità. Inizia a ritagliarsi dei piccoli spazi e se sente che possa farle bene, cerchi supporto psicologico.

Una pianta, anche la più grossa, può iniziare a germogliare nel più piccolo vaso.

Dott. Roberto De Pas Milano (MI)

Buon giorno. Certamente la situazione che sta vivendo, e leggendo le Sue parole, mi porta a consigliarLe un supporto psicoterapico, mirato e specifico. Credo Le sia necessario anche per poter elaborare questo lutto, che L'ha colpita, in modo pesante. Del resto, anche il Suo corpo sembra esprimersi in tal senso. Cerchi uno Psicologo, può fare un Primo Colloquio, comunque sempre importante proprio per comunicare il proprio disagio e ricevere un chiaro proponimento terapeutico. Dopo di che, potrà decidere se avviare o no un tale percorso. Lo faccia. E' davvero un consiglio che mi sento di darLe, convinto che potrà riceverne concreti supporti umani.

Dott. Carlo Plaino Bergamo (BG)

Gentile Marta, i sintomi che lei riporta sono riconducibili ad un quadro clinico di depressione mista ad ansia: il lutto, la fatica quotidiana, la gestione della sorella sono tutti eventi che continuano ad agire su di lei un forte stress. Anche le eruzioni cutanee potrebbe essere psicosomatiche ovvero condizionate da una situazione psicologica difficile. Sarebbe opportuno che si ritagliasse un po' di tempo per se e riscoprisse tutte quelle attività che le generano piacere e che ha, almeno nell'ultimo anno, tralasciato. Inizia a prendersi cura di se contattandomanche uno specialista psicoterapeuta che potrebbe essere una utile risorse in questo momento. Cordialità

Gentile Marta, purtroppo i disturbi che mi descrive nella sua mail non sono di mia competenza in quanto mi occupo di disturbi dell'apprendimento.

Mi sembra di capire che la sua situazione sia più legata all'ansia e a disturbi psicosomatici; le suggerisco di contattare un collega specializzato sui disturbi d'ansia e da stress.

mi dispiace di non poterle essere d'ulteriore aiuto.

cordiali saluti

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