Salute Sessuale

Come poter eliminare una perversione?

Marco

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Sono un ragazzo che ha il feticismo per i piedi femminili, un certo masochismo, mi piace essere umiliato e un pò frustato da una donna padrona ed alcune volte vederla fare sesso con un altro.

Anche se oggi è leggermente un po più accettata questa perversione se fatta con il proprio partner, io ho avuto la possibilità di viverla con alcune padrone a pagamento, però vorrei non averla, perché innanzi tutto ora che ho trovato una ragazza, a lei fanno senso queste cose e poi a parte che per la società non è ancora del tutto accettato, non lo accetto neanche io, perché per quanto possa essere bello ed eccitante ogni tanto provare qualcosa di nuovo, ora non sono più liberale e pro a queste cose. Sinceramente mentre faccio queste cose comunque mi sento umiliato e sottomesso, ed è come se queste cose mi fanno vergognare della persona che sono, insomma sono sempre umiliazioni che devo subire per il mio piacere ed automaticamente devo sottovalutare la mia persona e poi mi viene in mente chi mi stima se sapesse queste cose cosa penserebbe di me?

Perciò vorrei sapere come poter eliminare questa cosa anche se so che è molto difficile, purtroppo se no mi viene da condividere una doppia vita, da un lato padrona a pagamento dall'altro la mia ragazza.
Ho provato vedendo queste cose per ciò che sono, aiutandomi con le teorie psicologiche, evitando, facendo astinenza, ma dopo un po anche se riesco ad interessarmi della sessualità tradizionale che è l'unica che vorrei avere, mi viene voglia comunque di cedere e vedere un video di questo tipo.

Purtroppo è difficile, non so se ci sono farmaci, io già prendo antidepressivi ma non penso mi aiutano.

8 risposte degli esperti pubblicate per questa domanda

Buonasera Marco, ritengo che la sua problematica attuale rientri nelle parafilie e, come tale, l’ intervento che le suggerisco e’ sia di tipo psichiatrico che psicoterapeutico. Scrive di prendere già antidepressivi, mi chiedo però se il dottore che la ha in cura sia al corrente della situazione che vive. Solo aprendosi con lo specialista psichiatra potra’ ricevere una terapia adatta. Nello stesso tempo le consiglio di rivolgersi ad uno psicoterapeuta al fine di comprendere insieme cosa le accade e come poter ridurre prima e superare poi questa difficile condizione. Il fatto che lei stesso non la trovi piu’ una Situazione totalmente positiva è portatrice di piacere e’ un buon indicatore per un successo dal punto di vista terapeutico.


resto a disposizione per domande o chiarimenti.

Marco buona giornata, il feticismo è un disturbo psicosessuale che nuoce alla propria autostima e può danneggiare le relazioni affettive e sociali della nostra vita. Per risolvere tale problematica devi affrontare una psicoterapia con professionista specializzato per  tali disturbi. Dato che stai prendendo antidepressivi ti consiglio di effettuare una visita neurologica/psichiatrica ed in tale occasione chiedi il nominativo di un/una psicoterapeuta con il quale fare un percorso che ti aiuti a capire  ed  elaborare le cause e motivazioni che ti inducono a provare certe emozioni per te deleterie e quindi a poter debellare il disturbo da cui sei affetto (anche se nel tempo ci potrebbero essere delle rare ricadute).  Con i miei auguri ti saluti cordialmente.  

Buongiorno, per cambiare delle abitudini che non piacciano più, è necessario prima capire il perchè esse esistano, cioè a quali vissuti profondi esse si leghino e che cosa significhino per la psiche del soggetto, perchè, sebbene ormai non più gradite e funzionali, continuino invece a ripresentarsi al soggetto interessato con tanta forza e perchè il soggetto, seppur volendosene sbarazzare, faccia poi così tanta fatica ad allontanare dalla propria vita certi meccanismi, che al momento sente come invalidanti.

Buongiorno Marco, 


se da una parte  in lei è presente la voglia di sperimentarsi in pratiche sessuali di sottomissione e umiliazione, dall'altra tuttavia sembra che queste stesse esperienze le procurino un certo disagio a dispetto del piacere immaginato (riferisce, infatti, di provare fastidio nel sentirsi sottomesso, umiliato e di provare vergogna verso se stesso). Il disagio che vive, allora, merita una certa Sua Attenzione e, magari, di essere valutato e approfondito con l'aiuto diretto di un/a Psicologo/a Psicoterapeuta. Poiché, se le letture psicologiche possono aiutarla a darle un orientamento, la psicoterapia potrà invece consentirle di prendere consapevolezza di quella parte di se' emotiva (più profonda e irrazionale) che la spinge quasi  provocatoriamente a "infrangere" certi tabu', ma nello stesso a rimanerne intimamente  insoddisfatto lei stesso. 


Cordiali saluti


 

Ciao Marco... ti do del tu perché sei un ragazzo. Il problema che poni non è di facile soluzione perché è come la punta dell'iceberg che affiora in superficie ma che al di sotto ha una massa molto voluminosa. Spesso attraverso la sessualità si nascondono dinamiche che sono più profonde e che vengono "spostate" su argomenti più accessibili alla coscienza anche se disturbanti. Se vuoi affrontare davvero la tematica devi pensare ad un percorso psicoterapeutico perché combattere attraverso il controllo un tale impulso risulterebbe fallimentare.


Posso dirti intanto di riflettere sulla tua infanzia e sul rapporto con la figura femminile.


 

Il suo caso sembra rientrare nella categoria delle parafilie, per le quali è indispensabile un trattamento congiunto psicoterapeutico e farmacologico. Di frequente, a monte di disfunzioni comportamentali come quelle descritte, ci sono situazioni ambientali, familiari e relazionali critiche che riguardano la prima infanzia, talvolta rimosse e quindi difficilmente recuperabili attraverso i tradizionali percorsi, altre volte coscienti e presenti nel campo della memoria e dei vissuti della persona. In entrambi i casi è necessario l’aiuto dello psicoterapeuta per rintracciare ed elaborare vissuti spesso dolorosi e difficili da affrontare e gestire autonomamente.


Dalla sua parte, c’è il desiderio di uscire da questa condizione sostenuto dai tentativi che lei ha messo in atto per sottrarsene (e quindi attivando la sua volontà), oltre alla presenza accanto a lei di una persona che vuole esserle vicina, come la sua compagna. Quindi, perché non tentare!?

La possibilità di intervenire in una perversione ha molto a che fare con il disagio che la persona può provare e con una buona diagnosi di personalità. In linea generale, più il comportamento crea disagio, più aumentano le possibilità di poterci lavorare in un trattamento psicoterapeutico ad orientamento psicodinamico. Potrebbe rivolgersi ad uno psicoterapeuta per una consulenza presso uno dei servizi appartenenti al Sistema Sanitario Nazionale (Asl, Università, ospedali).


Cordiali saluti

Gentile ragazzo,


capisco la sua preoccupazione. Tenga conto che le dinamiche del desiderio sessuale non si scelgono ne tantomeno sono modificabili con proibizioni, divieti o altri esercizi. Io le consiglierei di parlarne con qualcuno per considerare la possibilità di fare una psicoterapia. Per quanto mi riguarda le consiglierei di rivolgersi ad uno psicoanalista. Le auguro il meglio. Saluti.

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