Dipendenze

Come posso smettere di indossare i pannolini?

Giuseppe

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Salve, sono un ragazzo di 19 anni a cui piace indossare i pannolini.
Questa “passione” è nata più o meno all’eta di 11 anni quando rubavo i pannolini a mia cugina e li indossavo, quando lei smise di usarli ho iniziato a comprarli per conto mio e nasconderli in casa.
Questa cosa è durata 1 anno, poi ho ripreso all’eta di 16 anni e da allora non ho più smesso.
Successivamente ho comprato anche ciuccio e biberon, e navigando in internet ho scoperto che ci sono molti ragazzi/adulti che li indossano, e facendo un po’ di ricerche mi rispecchio come un DL, infatti guardando un paio di immagini e video mi piacerebbe provare la sensazione di essere sottomesso.
2 anni fa ho iniziato a parlare di questa cosa con due mie amiche, le quali vogliono che smetta, però è una cosa più forte di me e non ce la faccio, anche se da un lato vorrei smettere.
Quali metodi potrei utilizzare per smettere?
Possibilmente evitando di coinvolgere i miei genitori oppure di fare visite dagli psicologi, perché è una cosa troppo imbarazzante per me.

1 risposta degli esperti pubblicate per questa domanda

Buongiorno Giuseppe,


onestamente non credo esistano suggerimenti “magici” che la possano aiutare a smettere.


Se volesse veramente cessare di praticare l’uso di pannolini, ciuccio e biberon (ritenendoli inadatti a sè), infatti,  smetterebbe semplicemente di utilizzarli. Ma, come Lei stesso scrive, è impedito dal fare la cosa più ovvia  (“è una cosa più forte di me”). Ciò Le accade per due ordini di ragioni: 1) in quanto dipendente da meccanismi psicologici immaturi che La fanno resistere a evolvere in uno stadio psicosessuale  maturo; 2) non riconosce a se stesso (fino in fondo) di avere un problema che richiede una messa in discussione personale profonda ed un aiuto professionale diretto.


Non so quanto Lei sia cosciente del fatto che l’utilizzo degli ausili infantili non è dovuto ad una questione di “un suo gusto”, ma piuttosto riveli un problema della sua sfera psicologica rimasta fissata ad una posizione evolutiva infantile, assolutamente inadeguata alla sua età. Per spiegarmi meglio: è come se Lei, di fatto, non desiderasse accedere a una posizione adulta, preferendo rimanere legato a feticci dell’infanzia, mentre Lei è in una fase della vita in cui dovrebbe avvertire il bisogno di espandersi, di emanciparsi corporeamente, emotivamente, intellettualmente, investendo se stesso in relazioni affettive consone alla sua età.


Lei non vuole richiedere l’aiuto a uno psicologo direttamente perché il suo problema la imbarazza. Posso capire che per Lei non sia facile parlarne. Tuttavia credo anche che Lei comprenderà che per uscirne veramente è necessario prendere coscienza della propria situazione e farsi aiutare.


Per quello che ho potuto, con queste righe, ho provato ad offrirLe un aiuto. La decisione, però, di affrontare la sua evoluzione spetta a Lei.


Mi auguro per Lei che lo faccia, per vivere la sua vita nel pieno delle sue possibilità.


Saluti cordiali   

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