Compagno cocainomane

Antonietta Sara

Ho un compagno da 7 anni e mezzo, un figlio con lui da 5 e non so più cosa e come fare per aiutarlo ad uscire dalla sua tossicodipendenza. In passato anche io ho non ho avuto un trascorso edilliaco, ma poi il solo sapere di avere un bambino in grembo ha trasformato ogni mia visione di vita precedente... tutto in me è cambiato...invece lui, il mio compagno, sempre sempre peggio. All'inizio mi imbestialivo, non capivo come non potesse rendersi conto che il bambino aveva bisogno di una vita normale, di una mamma e un papà che lavorassero per mandare avanti la famiglia...ora invece sono caduta nell' estremo opposto. Soffro di psoriasi da quando è nato il bambino, perdipiu ' con le acque verdi, sono sempre col mio compagno, ma non riesco più a prendermi la sua situazione a cuore, è brutto da dire, ma non ce la faccio più a combattere... sarà menefreghismo oppure senso ormai di impotenza. Cerco aiuto e consigli

2 risposte degli esperti per questa domanda

Salve Antonietta Sara, mi spiace molto per la situazione che descrive poichè comprendo il disagio che può sperimentare e quanto sia impattante sulla sua vita quotidiana. Ritengo fondamentale che lei possa richiedere un consulto psicologico al fine di esplorare la situazione con ulteriori dettagli, elaborare pensieri e vissuti emotivi connessi e trovare strategie utili per fronteggiare i momenti particolarmente problematici onde evitare che la situazione possa irrigidirsi ulteriormente.
Credo che un consulto con un terapeuta cognitivo comportamentale possa aiutarla ad identificare quei pensieri rigidi, disfunzionali e maladattivi che le impediscono il benessere desiderato mantenendo la sofferenza in atto e possa soprattutto aiutarla a parlare con se stessa utilizzando parole più costruttive.
Credo che anche un approccio EMDR possa esserle utile al fine di rielaborare il materiale traumatico connesso ad eventi del passato che possono aver contribuito alla genesi della sofferenza attuale.
Resto a disposizione, anche online.
Cordialmente, dott FDL

Salve Antonietta cominci a pensare a lei ed al suo bambino.

Non può lei prendersi cura di un altro adulto, siete sullo stesso piano.

Rivolgetevi al SerD competente territorialmente e sarà il suo compagno a decidere se farsi aiutare, lei deve procedere per la sua strada.