Il mio ragazzo e la cocaina

Stefania

Buongiorno, convivo con il mio ragazzo da 5 mesi, inizialmente prima della convivenza non mi ero accorta facesse uso di crack, appena andati a vivere insieme ho iniziato a capire che c'era un problema, inizialmente lui mentiva e non riconosceva la gravità della situazione, ora riconosce di avere un problema e chiede aiuto, però puntualmente passata una settimana ne fa uso dimenticandosi di tutte le promesse fatte, il giorno seguente preso dai sensi di colpa, piange si dispera chiedendomi di stargli vicino che lui ha un problema e non ne riesce a uscire, che vorrebbe intraprendere un percorso per curarsi, io non so più come comportarmi non riesco più a credergli dato che ogni volta da un mese a questa parte di ripete la stessa storia e puntualmente lui si dimentica di queste richieste d aiuto e va a drogarsi, come dovrei comportarmi? Io cerco di stargli vicino, ma non riesco a capire se lui vuole veramente aiuto o e solo preso dai sensi di colpa del giorno dopo. Devo credergli? E normale che si comporti così o mi richiede aiuto ogni volta per non farmi andare via? Sono disperata

2 risposte degli esperti per questa domanda

Salve Stefania, mi spiace molto per la situazione che descrive poichè comprendo il disagio che può sperimentare e quanto sia impattante sulla sua vita quotidiana. Ritengo fondamentale che voi possiate richiedere un consulto psicologico al fine di esplorare la situazione con ulteriori dettagli, elaborare pensieri e vissuti emotivi connessi e trovare strategie utili per fronteggiare i momenti particolarmente problematici onde evitare che la situazione possa irrigidirsi ulteriormente.
Credo che un consulto con un terapeuta cognitivo comportamentale possa aiutarvi ad identificare quei pensieri rigidi, disfunzionali e maladattivi che vi impediscono il benessere desiderato mantenendo la sofferenza in atto e possa soprattutto aiutarvi a parlare con voi stessa utilizzando parole più costruttive.
Resto a disposizione, anche online.
Cordialmente, dott FDL

Buongiorno Stefania, 

Immagino la difficoltà e tutte le emozioni provate in questa situazione, anche perché tutto questo é arrivato all'inizio un momento importante della vostra relazione, come può essere la convivenza. 

Nel leggerla mi sono venute alcune domande da porle: 

Avete provato a cercare insieme un percorso di aiuto per il suo ragazzo? 

Intraprendere un percorso di cura per uscire da una dipendenza, è qualcosa che richiede tanto tempo, energia e motivazione; tutti questi elementi sostengono la consapevolezza “di avere un problema” per cui ciò che lei può fare per aiutarlo è sostenerlo nella ricerca di questo aiuto, che lei da sola non può dargli. 

Lei se la sentirebbe di sostenerlo in questo? 

Esistono dei servizi pubblici, dislocati sul territorio, denominati SER.D, che si occupano di problematiche derivanti dall’uso di droghe, alcol, fumo, nei quali è possibile intraprendere un percorso di cura strutturato. 

Le consiglio, allo stesso tempo, di valutare la possibilità anche per lei, di un percorso di sostegno psicologico per avere uno suo spazio esclusivo, in cui poter esprimere e sentire riconosciute le sue paure e sofferenze, legate a questa situazione. 

Resto disponibile per ulteriori informazioni o necessità. 

Un cordiale saluto 

Dott.ssa Sara Lauria  

Psicologa e psicoterapeuta 

Ricevo a Torino, Grugliasco e online