Dipendenze

Malattia psicologica o paura d’amare?

Veronica corsi

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Salve a tutti,
Sono veronica, 34 anni, ho lasciato il mio ragazzo con cui convivevo insieme al mio cane da 4 mesi e sono ricaduta in una crisi d’identità che penso di non aver mai finito di avere da quando sono nata.
Sto andando da una psicoterapeuta da 2 mesi e mezzo e mi è’ stata diagnosticata la seguente patologia:
Narcisismo di primo tipo e sbalzi d’umore al primo stadio del bipolarismo.
Sinceramente boh non capisco più niente .
Io soffro molto, perché sento che c’è’ qualcosa che non va in me ma non penso nemmeno che questa patologia sia la chiave per migliorare.
Sia la risposta a tutte le mie domande e alle sofferenze che ho patito.
Per me amore non significa gioia ma anche dolore purtroppo
Il mio punto di vista la prospettiva che ho avuto della mia infanzia e’ stata quella di solitudine paura ansia ed ora non e’ cambiato niente.
Ho paura solo di aver lasciato l'uomo della mia vita che ho ripetutamente messo in dubbio da cui ripetutamente nel corso della mia vita ho lasciato.
Come però io ho lasciato tutti gli uomini della mia vita.
Ho ripetuto questo schema milioni di volte...
Soffrire per andare via.
Dal lavoro dalle amiche dal ragazzo.
Vorrei capire se infondo io non sono in grado di amare o più o meno innalzo un muro enorme che non mi permette di sentire l’amore e che mi fa scappare lontano.
O semplicemente non amavo più questo ragazzo e la cosa mi fa soffrire moltissimo.
Non so scegliere il mio bene .

2 risposte degli esperti pubblicate per questa domanda

Cara Veronica, posso solo immaginare quanto sia difficile convivere con tanta sofferenza. La cosa migliore che poteva fare per la sua salute è chiedere aiuto ad uno specialista. La invito a parlare apertamente con la sua terapeuta, a condividere le sue paure e i suoi dubbi proprio come ha fatto qui. Per quanto riguarda la mia epserienza questo è fondamentale perché permette di farsi spiegare per bene in cosa consiste la diagnosi che è stata fatta e quali sono gli aspetti sui quali lavorare per stare meglio, ma soprattutto comprendere quali sono le sue risorse per tornare a stare bene. Le auguro il meglio.

Salve Veronica, mi spiace molto per la situazione che descrive poiché comprendo il disagio connesso. Ritengo importante, oltre alla diagnosi, cercare di ricavare dall'esperienza che ha vissuto quante più informazioni possibili al fine di cogliere ciò che sente e ciò che prova e le relazioni. Sarebbe opportuno pertanto proseguire il percorso psicologico al fine di esplorare la situazione con ulteriori dettagli, elaborare i pensieri e vissuti emotivi connessi, indagare quali pensieri disfunzionali possono giocare un ruolo sfavorevole nel mantenimento dei rapporti sociali e trovare delle strategie utili per fronteggiare i momenti particolarmente problematici onde evitare che la situazione possa irrigidirsi ulteriormente.


Cordialmente, dott FDL

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