Disturbi della personalità

Mia madre pretende di controllare ogni aspetto della mia vita

Giacomo

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Salve a tutti. Mi decido a scrivere circa la mia situazione, in quanto non so davvero più cosa fare! Ho 26 anni, cerco di terminare l'università (fallendo miseramente) e non riesco più a vivere serenamente. Il tutto è dovuto per la maggior parte, credo, ad un comportamento oppressivo di mia madre. Non nascondo che forse con queste mie convinzioni mi sono aiutato nel mio “sfacelo“, ma non posso neanche più pensare di essere sempre e solo io quello che “non sa fare niente“. Vivo in una famiglia che non mi ha mai fatto mancare nulla a livello economico e fino a poco tempo fa lo consideravo un bene. Sia chiaro, questo non vuol dire che navighiamo nell'oro o che sperperiamo soldi in frivolezze, ma che semplicemente possiamo concederci qualche sfizio ogni tanto. Ad oggi però, queste possibilità offertemi mi sembrano sempre più un modo per i miei genitori di compensare qualche mancanza con l'offrirmi mezzi per fare quello che voglio. Un po come se delegassero ai soldi determinati compiti. Il carattere dei miei genitori è spesso rigido, ma a differenza di mio padre che è accomodante in certi ambiti, mia madre è intransigente in ogni cosa. Senza dubbio è una maniaca del controllo. Le cose si fanno unicamente come dice lei, sia che si tratti di spostare una sedia, che di vestire. Il fatto di non fare le cose come dice lei, le provoca malumore e spesso scatti d'ira. Ormai, avendo capito i meccanismi, sono riuscito a ritagliarmi qualche spazio di libertà, ma non riesco a farlo in tutto. Nello studio per esempio mi sento fortemente oppresso. Tutto gira intorno alla mia carriera universitaria, come studio, quando studio, se studio o meno. Ogni volta che si intavola un discorso un minimo critico, magicamente mi ritrovo coinvolto in una discussione sui miei insuccessi universitari. Inoltre mi sento costantemente osservato in quest'ambito. Controlla i miei libri, i miei appunti, gli esercizi che svolgo: tutto al solo fine di capire se vado avanti o meno. Ho espresso varie volte il mio malumore su questo, ma continua imperterrita e lo fa anche se io sono nelle vicinanze, nei momenti in cui mi prendo una pausa. Il tutto è condito da costanti frecciatine sui successi degli altri o sui miei difetti, anche con argomentazioni davvero idiote. L'ultima discussione per esempio si è scatenata perché secondo lei sono troppo “bianco“ e dovrei prendere sole invece che stare rinchiuso a casa davanti al PC o ai videogame, che molti considerano ottusamente “una cosa da bambini“. Non sono libero neanche di decidere come passare il tempo libero che mi ritaglio. Da parte mia questo suo comportamento mi blocca letteralmente. Nel momento i cui la vedo fare i suoi controlli o sono oggetto di qualche frecciatina, non riesco più a fare nulla. Posso anche svegliarmi una mattina con la voglia di assimilare tutto lo scibile umano, ma mi basta un suo gesto o una sua parola mirata a impormi la sua volontà nell'ambito universitario per rendermi totalmente apatico e svogliato. Lo riconosco come un mio enorme limite, ma non riesco a liberarmene. Ho chiesto molte volte a lei di frenare questo suo comportamento a causa dell'effetto che ha su di me, ma ormai viene presa come una scusa e non come una mia reale necessità. Oppure se parlando, mi sembra che lei capisca, comunque bastano pochi giorni per farla tornare all'attacco. Questo mi ha portato a non sentire più mio il percorso di studi che ho scelto, ormai lo vedo per la maggior parte del tempo come un peso enorme che mi schiaccia sempre di più. Ovviamente spesso si contraddice in maniera palese, se un periodo passo più tempo a casa, non esco mai e sono un “drogato“ di videogame, se esco troppo non sto mai a casa. Inoltre è vittima delle sue convinzioni, anche quando sono palesemente sbagliate e rasentano il ridicolo. In conclusione lei pretende di controllare ogni aspetto della mia vita, tranne stranamente la relazione con la mia ragazza che va avanti da 7 anni senza troppi problemi sul fronte materno. Ha da ridire su come mi vesto, come mi taglio i capelli, addirittura su quando e quante volte vado in bagno! In tutto questo mi ritengo un ragazzo normalissimo per la mia età! Sono sempre disponibile con tutti, cerco di essere gentile, mi comporto in maniera consona in praticamente tutte le situazioni. In tutto questo ritengo di dover chiedere aiuto a Voi in due modi. Come posso combattere questa sua costante mania di controllo? E come posso limitare gli effetti che questo suo comportamento ha su di me e che mi crea un blocco totale sul fronte studio? Vi ringrazio anticipatamente per l'aiuto che vorrete darmi e resto disponibile in caso servano chiarimenti.

7 risposte degli esperti pubblicate per questa domanda

Gentile ragazzo,

esistono apposite strategie da usare contro le persone invadenti o moleste che un buon psicoterapeuta potrebbe insegnarle. Inoltre lo stesso professionista può indurre miglioramenti nella comunicazione tra lei e sua madre rendendo più efficace l'interazione. Al riguardo ritengo molto efficaci le tecniche della psicoterapia della Gestalt.

Le consiglio perciò di prendere in considerazione l'idea di consultare uno psicologo di persona; non vale la pena di rovinare le proprie giornate per problemi probabilmente risolvibili in poche sedute.

Cordiali saluti

Caro Giacomo, 

cercherò di essere breve e coinciso. Hai dalla tua parte alcune carte che puoi utilizzare per risolvere i tuoi problemi relazionali con tua madre e di conseguenza anche gli effetti negativi che questi hanno su di te in generale e sul tuo studio in particolare. La prima è fare leva sulla intermediazione di tuo padre e della tua ragazza, che sebbene non si metteranno mai apertamente contro tua madre, potrebbero comunque aiutarti a farle vedere che ormai sei grande e che non hai più bisogno del suo stretto controllo e che anzi quest'ultimo ha effetti contrari a quelli da lei voluti. A questo però devi far seguire dei risultati di conferma del tuo valore, non solo nell'ambito dello studio, ma andrebbe ugualmente bene anche l'avvio di un lavoretto part time di qualsiasi tipo, che ti permetta di continuare a studiare e al tempo stesso di mostrarti più indipendente. Un giorno potresti per esempio riuscire a prendere una stanza in affitto, anche con la tua ragazza. Un percorso terapeutico infine può senz'altro aumentare le possibilità che questo tipo di lavoro familiare prenda corpo. Resto a disposizione per qualsiasi ulteriore richiesta. Cordiali saluti.

Salve in merito alle sue domande a 26 anni si è maggiorenni adulti e la mamma anche se per molti ha sempre ragione e non si tocca, nel suo caso è lei che ha da mettere dei confini, nel senso che è lei che deve accettare di crescere e non come lei è consapevole, usare sua madre come caproespiatorio del suo ritardo universitario. Mi rendo conto che dopo la laurea c'è la paura di trovare lavoro, per questa crisi, economica, politica, sociale, ma se lei non si decide a lavorare ed andare a vivere con la sua compagna, rimmarrà il "bamboccione di mammà!" e non è per offenderla. Per limitare gli effetti del comportamento di sua madre e quindi mettere dei confini con lei, bisogna voler distaccarsi da lei, nel senso che bisogna voler essere autonomi in maniera consapevole e matura, non lamentarsi e poi usare le lamentele per perdere altro tempo e non andare avanti con la propria vita. Cerchi nella sua città un collega per un percorso privato, che può aiutarla a crescere, Coraggio. Spero di esserle stata di aiuto, cordiali saluti.

Gentile ragazzo,

la cattiva notizia è che non può sperare di "combattere", come scrive lei, le manie di sua madre, nel senso che non ha il potere, nè il diritto di cambiare chi, per motivi che le sfuggono, si comporta in un determinato modo. 

Se parlarne in famiglia è inutile (ed è comprensibile: per cambiare occorre tempo e consapevolezza!),  può allora chiedere aiuto per sè, per imparare a differenziarsi, ad acquisire maggiore autonomia e a non cadere nelle solite trappole. E' un giovane adulto e può rivolgersi ad uno psicoterapeuta della sua città, valutando la possibilità di fare degli incontri familiari.

Resto a disposizione

Salve Giacomo, leggendo con attenzione la sua mail, pensavo, cosa farebbe durante il giorno sua madre se lei non ci fosse. Mi perdoni l'intento paradossale, ma sembra quasi che lei abbia la funzione di riempire la vita di sua madre e che sia rimasto incastrato in questo meccanismo, tanto che la sua mail parla più di sua madre che di lei. Ma i suoi bisogni più autentici quali sono?
Che significa per lei in questa fase delle vita restare bloccato negli studi? Inoltre come mai non parla mai di suo padre? Questi sono solo alcuni dei diversi interrogativi che potrebbe iniziare a porsi per capire coma mai sta in questa fase di stallo. Se da solo non riesce  a capirne il perchè, potrebbe tentare due strade, una più completa che abbraccia anche il problema di sua madre, chiedendo un intervento di psicoterapia familiare che coinvolga tutta la sua famiglia, dove potrebbe essere affrontato apertamente il rapporto con sua madre. 
​L'altro, un intervento di psicoterapia individuale, dove possa pian piano capire cosa le accade e trovare le risorse per sbloccarsi e uscire da questo stato di malessere. Spero di esser stata chiara.

Salve Giacomo,

la prima cosa che  ho pensato leggendo la tua mail è che hai un quadro abbastanza chiaro delle dinamiche di relazione che ti incastrano con tua madre, riesci a sentire quando ti blocchi e quali sono i comportamenti che ti infastidiscono. Certo da avere consapevolezze all'essere in grado di gestire e difendersi c'è differenza e per imparare a farlo, a mio parere, c'è bisogno di un lavoro personale.

Solo attraverso una psicoterapia potrai comprendere meglio i meccanismi di risposta di blocco che hai quando mamma ti controlla e di certo non puoi cambiare la sua mania di controllo, ma solo imparare a "difenderti" e allontanarli da te, in maniera sana, tutto ciò che non ti appartiene perchè riguarda altri (in questo caso mamma).

Quindi la cosa che mi sento di dirti è riflettere sulla possibilità di iniziare un percorso di crescita, cambiamento e consapevolezza di te stesso come persona indipendente dagli altri. 

Spero di esserti stata d'aiuto e se hai qualche domanda da farmi non esitare.

Carissimo Giacomo, la ringrazio per aver scelto questo spazio per ricevere un consiglio sulla sua situazione. Comprendo pienamente le problematiche che lei riporta di sua madre e che si ripercuotono su di lei. Basta un minimo comportamento di sua madre per renderla apatica e sconfortata. Le consiglio di chiedere aiuto ad uno specialista in modo tale che la può sostenere nel processo di separazione dalle dinamiche familiari e indirizzarla all'autonomia.

Cordiali saluti

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