Disturbi della personalità

Nelle relazioni di coppia e nella vita in generale faccio fatica ad investire, sono tendenzialmente passivo e molto poco propositivo.

Matteo

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Buongiorno a tutti Ho poco più di 30 anni. Ho vissuto con la mia famiglia(tendenzialmente matriarcale) fino a a quando sono andato a convivere con la mia attuale compagna Nelle relazioni di coppia e nella vita in generale faccio fatica ad investire, sono tendenzialmente passivo e molto poco propositivo. Tendo a non prendere decisioni ,a seguire, a lasciarmi guidare. E se una mia decisione non viene seguita o peggio contrastata, non lotto molto per sostenerla. A volte mi definisco accomodante, anche se poi spesso mi trovo a fare cose che non avevo voglia di fare o che mi annoiano. Inoltre in coppia tendo ad annullarmi e a non coltivare adeguatamente le mie amicizie. So essere attraente, divertente, almeno inizialmente. Poi presto perdo interesse nei rapporti e smetto di “dare” Tendo alla procrastinazione in tutte le attività in generale. Manco spesso di motivazione, sono pigro e mi distraggo facilmente trovando mille scuse per non portare avanti lavori e impegni, rimando sempre, mi preparo sempre tardi per gli appuntamenti arrivando spesso in ritardo Ho anche un feticismo sessuale, forse uno dei pochi interessi costanti nel tempo, nonostante sia sicuramente di poco aiuto nelle relazioni sane, anzi, sicuramente è controproducente. Tendo all’eiaculazione precoce anche se in parte riesco a controllare il problema. Mi interesserebbe qualche dritta sull’approccio terapeutico più adeguato a cui avvicinarmi e anche come orientarmi nella scelta del sesso del terapeuta. Grazie in anticipo per l’aiuto.

11 risposte degli esperti pubblicate per questa domanda

Gentile Matteo,

dal mio punto di vista dare risposte on line riduce la complessità di un individuo, dando  l'idea che la persona si esaurisca in poche righe, mentre ritengo che ognuno meriti tempo e spazi dedicati.

Quello che penso sia corretto proporle è un incontro (gratuito) in cui cercare di fare una prima chiarezza sulle domande di base e valutare insieme il percorso più adeguato a lei.

Un caro saluto, coi miei migliori auguri.

Dott. Lorenzo Sartini Bologna (BO)

Salve Matteo, leggo solo oggi la sua domanda. Da ciò che scrive farebbe pensare ad una condizione clinica di tipo ansioso-depressivo. Darebbe l'idea di una persona che potrebbe fare, che ha delle energie da spendere ma che in breve se ne vanno, che si svuota presto. Lei sottolinea l'appartenenza ad una famiglia di tipo matriarcale, dunque dove è la donna che ha in mano le redini delle situazioni: che cosa significa questo pensiero per lei? E che cosa le provoca? Queste sono alcune domande che andrebbero prese in considerazione per cercare di affrontare la sua situazione. Per quanto riguarda l'orientamento terapeutico penso che un approccio di tipo psicoanalitico possa essere quello più idoneo per cercare di riflettere sulle motivazioni di questo suo ritrarsi, di questa sua passività. Per quanto riguarda il sesso del (o della) terapeuta, invece, mi vien da dirle che la scelta debba dipendere dalle sue preferenze: con chi pensa di trovarsi meglio? Salvo poi sperimentare la relazione “sul campo“. Cordialmente.

Gentile Matteo,

mi pare non sia per caso che proprio ora, nel momento in cui la vita le chiede di proporsi nella relazione di coppia e in generale nel mondo, esprimendo le sue qualità e doti virili, lei avverta un disagio interiore che la spinge a porsi e a porre dei quesiti.

Nella sua lettera, informa di aspetti  importanti della Sua esperienza , ma ad esempio ,non si evince, quale sia la sua occupazione o professione , dato non trascurabile per  potere formulare una risposta più accurata.

Il quadro che sembra emergere dagli elementi autobiografici narrati, parrebbe mostrare veramente gli effetti di una troppo lunga permanenza in ambiente femminile ma il vissuto affettivo ed emotivo di questi trascorsi, rimane in ombra . Non è chiaro se ci sia stato un padre o un suo sostituto e quale ruolo , egli possa aver giocato nella Sua educazione e crescita. Questo è un altro elemento essenziale che potrebbe e dovrebbe emergere in un eventuale colloquio diagnostico con uno/a Psicoterapeuta. In linea generale ciò che riferisce di sè, rimanda ad una dimensione rivolta più su un versante di passività, con tracce di abulia e apatia che sembrerebbero indicare un tratto depressivo ( non parlo di depressione vera e propria, ma di una semplice tendenza ) e sarebbe significativo ad esempio, comprendere quale sia il suo livello di autostima. La situazione di disagio che stà vivendo e che con molta probabilità la accompagna da tempo, coinvolge come riporta, anche la sfera sessuale, la cui espressione non può essere disgiunta dalla Sua intera personalità . Eiaculazione precoce, ma in particolare il feticismo, ossia l’eccitazione e il piacere derivante dall’osservazione e dall’utilizzo di un oggetto inanimato (che sia un indumento , calzatura o altro) potrebbero rappresentare una inconscia manifestazione d’ansia,(per paura, ostilità, rabbia o….) verso la  complessità  del femminile. Ogni sintomo, ogni disturbo legato alla sfera emotivo-affettiva, porta in sé un significato conscio ed uno inconscio. Uno dei compiti della psicoterapia (ma non certo l’unico) consiste proprio nel cercare di portare alla luce i nessi che legano, con un linguaggio tutto da decodificare,  le due dimensioni.  Occorre accettare di compiere un viaggio all’interno del proprio mondo psichico, accompagnati dalla  competenza ed empatia del terapeuta, per comprendere le  possibili implicazioni  che possono avere generato  il fenomeno disturbante. Per quanto attiene alla scelta del sesso del terapeuta, credo sia imprescindibile, riflettere su quale figura potrebbe farla sentire più a suo agio nella relazione. Consideri che ogni psicoterapeuta di solida formazione, ha in genere  al proprio attivo, una esperienza analitica personale e didattica che  tra i molti, ha anche lo scopo, di riconoscere, esplorare ed integrare , le proprie parti controsessuali ( di cui ogni persona è dotata). C. G. Jung, ha definito questi aspetti ” anima ed animus”.

Ciò dovrebbe consentire all’analista di entrare con più dimestichezza, in rapporto dialettico con gli aspetti  psichici  di entrambi i generi.

Per ultimo ma non meno importante, vorrei sottolineare come il buon esito di un intervento psicoterapeutico, dipenda in buona parte dalla motivazione alla comprensione di sé (delle parti nobili e  quelle considerate inferiori) e di come non sia generalmente possibile in sole poche sedute, elaborare le vicissitudini esteriori ed interiori, relative a decenni di esistenza.

Con queste brevi note, ho inteso fornirle solo qualche spunto di riflessione. Le ipotesi formulate come avrà notato, sono infatti precedute da un condizionale d’obbligo, poiché solo una indagine ben più approfondita, potrebbe confermarle o decisamente confutarle, in quanto non esistono verità assolute.

Nella speranza d’esserle stata d’aiuto

Le invio cordialissimi saluti

Dott. Luigi Carnicelli Bologna (BO)

Matteo, in virtù delle informazioni da lei riportate, senza ombra di dubbio ritengo debba indirizzarsi ad un percorso mirato con  l'ipnosi guidato da un terapeuta uomo. Buon tutto.

Gentile Matteo la sua richiesta nonostante sia molto dettagliata non mi facilita nella risposta in quanto gli aspetti emersi sono molti. Il primo consiglio che posso darle è di cercare di stabilire quali sono gli ambiti in cui realmente la tendenza a non prendere decisioni le causano disagi (es: in quali e quante occasioni si trova a vivere momenti che non avrebbe voluto vivere, a fare cose che non avrebbe voluto fare...e questo è causa di disagio?).

Per quanto riguarda l'abitudine ad essere ritardatario...provi a valutare se le capita in concomitanza di momenti in cui deve fare qualcosa che non avrebbe voluto o se invece le capita anche quando ha un appuntamento che lei stesso ha fissato.

L'eiaculazione precoce è invece un tema che va affrontato separatamente e di persona...potrebbe essere legato alla sua situazione emotiva personale, alla sua relazione di coppia o altro...

Io le consiglio una terapia di tipo cognitivo-comportamentale ma ovviamente ci sono altre possibilità.

Per quanto riguarda la scelta del sesso del terapeuta dipende da lei: si sentirebbe in imbarazzo a parlare di sessualità con un terapeuta uomo o con terapeuta donna'?

Spero di esserle stata utile. A disposizione per altri chiarimenti.

Caro Matteo, il disagio che descrive richiederebbe un aiuto psicoterapeutico ad orientamento psicoanalitico,il che puo'essere realizzato a 4,3,2,1 seduta alla settimana, a seconda della disponibilità economica e di tempo.

Questo consiglio può essere confermato con migliore cognizione di causa in seguito ad un primo  o più colloqui di conoscenza e valutazione da parte del professionista. Questo vale anche per il consiglio sul sesso del terapeuta, che può essere dato a ragion veduta solo dopo un primo colloqui. Comunque, in linea di massima, non ha molta importanza questo aspetto, fatta salva la sua preferenza.

Le consiglio comunque uno psicoterapeuta ad orientamento psicoanalitico.

Saluti e auguri,

 

Buonasera Matteo. Anche se dice di condurre una vita da gregario sembra essere molto faticoso per lei. Dalle sue parole sembrerebbe proprio che stia maturando la spinta a cambiare. Ci sarebbe bisogno di avere altri elementi della sua storia personale, ma credo si tratti di un problema relativo all'aggressività e quindi una figura maschile la vedrei più indicata. Mi verrebbe anche da suggerire di mettere in conto un tempo lunghino per sciogliere il problema definitivamente. Ha già convissuto parecchi anni con questo stato ma ne avrà moltissimi altri da viverne senza.

Con l'auspicio di avere risposto al suo quesito le auguro buona fortuna.

Gentile utente,

ci descrive un quadro con varie sfaccettature. E' molto probabile che che per le sue note caratteriali che non la soddisfano appieno si debbano prendere in considerazione le relazioni instaurate nel periodo infantile e a tale scopo le consiglio di intraprendere una psicoterapia della Gestalt che sarebbe ottima anche per chiarire e migliorare le relazioni attuali. Se condotta in modo mirato non abbisogna in genere di molti colloqui ed è molto efficace.

Per quanto riguarda il sesso del terapeuta, non dovrebbe essere una variabile molto rilevante; è importante tuttavia che lei si senta a suo agio con il terapeuta scelto.

cordiali saluti

Salve Matteo, la situazione che lei descrive, la pigrizia e l'arrendevolezza, l'assenza di motivazione e di assertività, potrebbe far pensare a un fondo emozionale con coloriture che si avvicinano all'umore depresso. Ha avuto una famiglia "matriarcale" ed è probabile che porti in sé l'imago di una donna forte, determinata, forse invincibile. Che influenza ha avuto questo figura? In che modo essa incide nelle sue relazioni di coppia e nel suo modo di affrontare la vita? Il padre, dov'era? La psicoterapia appropriata è per me la psicoanalisi, decida lei il sesso del terapeuta: in ambedue i casi, le sue problematiche saranno prese in considerazione. Saluti.  

Vi sono diversi approcci terapeutici e tecniche per il problema che mi esponi. 

Bisognerebbe conoscerti personalmente per darti quindi una risposta adeguata. Se desideri mi puoi telefonare per un colloquio informativo gratuito, in quanto e' solo conoscendoti che posso risponderti! A presto,

Gentile Matteo,io lavoro a Ferrara in uno studio privato con adulti che per caratteristiche caratteriali presentono difficoltà anche nella sfera della sessualità.Per quella che è la mia esperienza professionale ti consiglio uno psicoterapeuta uomo. Naturalmente la scelta è molto soggettiva e dipende anche da i moti interni che le si possono instaurare anche al solo pensiero di affrontare uno psicologo o una psicologa. Ci sono poi colleghi che sono specializzati in sessuologia ma da quello che lei scrive sembra esserci una costellazione di impedimenti al vivere con maggiore serenità che appaiono legati maggiormente al suo carattere. Io mi ispiro alla psicologia psicodinamica analitica adleriana. Comunque troverà colleghi che potranno,anche con orientamenti differenti,instaurare un progetto terapeutico adeguato.L'elemento importante di qualsiasi terapia è la relazione, ma non significa essere sempre in una relazione “piacevole“. ma una relazione lei utile. Cordiali saluti,

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