Problematiche sociali

Mio figlio è frenato dalla sua timidezza

Ana

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Salve, mio figlio ha 3 anni e mezzo e frequenta il primo anno d'asilo. L'inserimento nell'asilo è stato difficile per lui: troppi bambini da affrontare e in più il disagio durante l'ora della convivialità. Le maestre dicono che sta sempre attaccato a loro, piagnucola ed interagisce poco con gli altri e quando arriva il pranzo piange.
Come madre, vedo nelle situazioni in cui partecipa alle feste con tanti bambini scatenano in lui un blocco che lui riconosce come vergogna di interagire, addirittura paura di non essere accettato. Negli spazi con 1 o 2 bambini riesce a stare a suo agio anche se con timore di affrontare l'altro. Sono distrutta nel vedere che fa fatica a divertirsi con gli altri.

4 risposte degli esperti pubblicate per questa domanda

Buongiorno Ana,


Il bambino è ancora molto piccolo e potrebbe aver bisogno di un po’ più di tempo per capire come interagire con gli altri
bambini. Sicuramente l’asilo potrebbe aiuterlo ad integrarsi e imparare come giocare con gli altri senza percepire troppa
vergogna né la paura di non essere accettato. È importante seguire l’evolversi della situazione, parlare con il bambino di
questo suo disagio e valutare, nel caso le cose non migliorassero in un futuro, di rivolgersi ad un professionista (inizialmente con un percorso genitoriale) che lo aiuti in questi suoi timori. Restiamo a disposizione per qualsiasi
tipo di aiuto


A presto

Salve, i bambini, fin da piccoli manifestano aspetti di personalità che sono diversi rispetto a quelli di altri. Suo figlio è probabilmente molto sensibile, ha un carattere più taciturno ed introspettivo, magari non ama la confusione.


E' importante riconoscere la sua particolarità, valorizzarne le caratteristiche e non confrontarlo con gli altri, altrimenti si rischia di aumentare il suo senso di insicurezza e di renderlo troppo dipendente dal giudizio degli altri. E'probabile che abbia bisogno di più tempo per socializzare, e che, sentendosi spinto a farlo si ritiri ancora di più. E importante che faccia esperienza di essere scelto ed apprezzato per come è e non si senta costretto ad esibire un comportamento che non è il suo.

Buongiorno Anna, 


la sento provata e stanca per la difficoltà a interagire di suo figlio e per le paure che sembrano bloccarlo.


A naso, seconda ciò che racconta c'è una difficoltà nella fiducia di base verso le esperienze relazionali in generali, anche il cibo lo è in un contesto diverso dal suo.  


Parla di blocco e mi sembra sia opportuno chiederselo e va capito da dove parte la difficoltà di oggi, nel momento evolutivo del piccolo, nel contesto di crescita della


sua famiglia.


A sua disposizione la saluto cordialmente 


 


  


   

Cara Ana,


il bimbo è tanto piccino! Questa società malata richiede che a tre anni siano capaci di interazioni multiple, spesso con bimbi più grandi, magari anche fin troppo vivaci (o peggio), in ambienti dove, per forza di cose, non è possibile avere la delicatezza di attendere che ognuno si senta libero di esprimersi e che, soprattutto, trovi la sua modalità, i suoi giochi, l'arte che meglio gli si addice per sviluppare la propria personalità.


Lo tenga a casa, aspetti il prossimo anno. I bambini fanno uno scatto di crescita a 4 anni e mezzo. Fino ad allora sono PICCOLI. Se la pedagogia prendesse atto di questa realtà basilare, e che chiunque abbia cresciuto tanti bambini conosce bene, sarebbero risparmiati tanti percorsi penosi, ai piccoli e alle loro mamme.


Crescerà. Intanto sperimenti con lui altri modi di fargli passare il tempo.


Un caro saluto.

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