Preferisco la solitudine alla gente

Olga

Salve mi chiamo Olga ho 35 anni.
Da piccola dopo la morte di mio padre ho sempre avuto difficoltà a socializzare con altre persone, ma alla fjne riuscivo sempre a farmi delle amicizie. Da quando ho cambiato città e ho cominciato a lavorare il mio rapporto con la gente e migliorato, ma da qualche anno non so perche sono ritornata ad amare la solitudine e a sopportare sempre meno la gente e chi mi urla contro e chi mi critica. Sul lavoro ho un buon rapporto con tutte le mie colleghe. Ma a volte mi infastidisce la loro presenza, mi infastidiscono i clienti. Preferisco sempre più la solitudine alla vita sociale e questo mi spaventa. Non c è un motivo bene preciso. Forse è lo stress lavorativo? Forse sono le pressioni del mio capo? Forse ho in problema solo io?

4 risposte degli esperti per questa domanda

Salve Olga, mi spiace molto per la situazione ed il disagio che descrive poichè comprendo quanta sofferenza possa generarle.

Lei scrive che dopo la morte di suo padre abbia sempre avuto queste tipo di difficoltà: che legame c'è, secondo lei, tra l'evento luttuoso e le difficoltà di socializzazione?

Per ciò che concerne, invece, l'attualità, è probabile che abbia sviluppato delle difficoltà di adattamento verso le nuove situazioni cui si è trovata di fronte ma credo che questi cambiamenti abbiano solamente fatto riemergere antiche debolezze.

Sarebbe molto utile, a mio avviso, richiedere un consulto psicologico al fine di esplorare meglio la situazione, elaborare pensieri e vissuti emotivi connessi alla morte di suo papà ed alle sue difficoltà attuali, e per trovare strategie utili per fronteggiare i momenti particolarmente problematici onde evitare che la situazione possa irrigidirsi ulteriormente.

Resto a disposizione, anche online.

Cordialmente, dott FDL 

Salve Olga, mi dispiace molto per la situazione che sta vivendo e comprendo quanto possa essere complessa per lei. 

Potrebbe essere utile richiedere un consulto psicologico che possa essere per lei uno spazio in cui indagare e approfondire il disagio di cui parla e costruire una maggiore consapevolezza dei suoi vissuti emotivi. 

Resto a disposizione, anche online. 

Cordiali saluti, Dott.ssa FM. 

Gentile Olga,

Come prima cosa è positivo e da considerare come punto di forza personale il fatto di mettersi in gioco come sta facendo lei.

Non solo si osserva in giro ma si interroga anche sui suoi pensieri, comportamenti ed emozioni esperire.

Il lutto di un padre può cambiarci e renderci maggiormente vulnerabili. Può lasciare un vuoto come una paura personale di voler bene e soffrire.

Lei ha paura del giudizio da parte degli altri? Nella sua solitudine lei cosa fa? Cosa le crea il dubbio di essere sbagliata?

Se la confusione e il dubbio persistono le consiglio di valutare un breve percorso di psicoterapia individuale per trovare le risposte dentro di sé. qui potrebbe conoscere meglio se stessa, interrogarsi su cosa capita e quali emozioni magari nascoste arrivano alla mente o al cuore quando qualcuno si avvicina e pian piano ritrovare la sua felicità.

Cordialmente

Resto a disposizione per informazioni, richieste aggiuntive, eventuale consulenza o se volesse rispondere alle domande poste.

Dott.ssa Federica Ciocca

Psicologa e psicoterapeuta 

Ricevo a Torino, provincia e online 

Buongiorno Olga. Talvolta non è la solitudine ad essere il problema ma è il significato che attribuiamo ad essa.

Tuttavia, spesso si trae beneficio dal riformulare il modo di vedere le cose attraverso l'avvio di un percorso di psicoterapia. Appunto per comprendere anche perché proprio oggi si sta male.

Per maggiori informazioni non esiti a contattare uno specialista della sua zona.

A presto

Dott.ssa Amabile Azzarà

Psicologa-Psicoterapeuta

Mantova, Porto Mantovano, Suzzara