Problemi relazionali

Come dovrei comportarmi con una persona costantemente svilente e negativa?

Alida

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Sto uscendo da un periodo molto negativo dato dal fatto che non posso più conseguire degli studi e sono tornata di nuovo qui a casa e affianco ho una persona che continuamente mi butta giù(mia sorella), comprendo quella frase che dice fatti scivolare le cose addosso ma non sempre ci riesco e reagisco aggressivamente a mia volta. Sembra andare tutto bene e questa persona inizia a criticarmi per ogni singola azione, giudicare i miei amici, il mio lavoro, quello che mi piace e quello in cui credo, per la persona che sono, se provi a farle una critica rigira sempre la frittata. Non ha coscienza di se stessa e crede che siano sempre gli altri tranne che se stessa. Usa parole violente, e ferisce sapendo quale sia la ferita. Sono nata con questa persona e per varie problematiche io sono ancora qui in casa, vorrei dargli un taglio netto, tuttavia io non riesco a staccarmi del tutto dalla mia famiglia e da lei nonostante io voglia infondo. Mi sento impotente perché qualsiasi cosa io faccia questa persona avrà sempre da ridire e lo farà costantemente finchè non saprà di aver fatto centro nella mia ferita. Non mi sento libera di esprimermi, non mi sento libera di essere me stessa, non mi sento libera di fare un lavoro che mi piace, non mi sento libera di avere le mie debolezze e differenze. Sicuramente da parte mia c'è un'ipersensibilità alla critiche però sono certa che se mi presentasse critiche costruttive io ascolterei ma io vorrei farvi sentire quello che le esce dalla bocca, ovviamente io qualche volta reagisco con aggressività perché non sopporto sentirmi impotente di fronte una persona così prepotente, così magari cerco di far valere le mie ragioni ma niente, lei ha ragione e non ascolta. Ogni volta mi dico "non le parlo più" ma ogni volta che inizio a dimenticarmi la cosa torno sempre a parlarci e lei mi parla ugualmente fingendo di nulla. Non ne posso più. Non so come staccarmi da questa cosa, sono stata da uno psicoterapeuta ma non ho avuto grandi cambiamenti su questo punto di vista e sono stanca di dover sempre io cambiare perché qualcuno non sa essere civile e la situazione con il covid non aiuta, perché potrei staccarmi dalla mia famiglia e fare un lavoro differente ma invece sono confinata qui. E ci tengo a precisare che questo comportamente lo ha con tutto il resto della famiglia. Lavoriamo nella stessa azienda qui in casa, viviamo in campagna per cui andare a vivere in un piccolo buco in paese o città per fare un lavoro che nemmeno mi piacerebbe non mi sembra una grande opportunità eppure sarei disposta a farlo se questo mi servisse a dare un taglio con questa persona.
La sua frase del giorno è "L'unica soluzione alla tua vita è ucciderti"
Sono io che ho qualche problema? Cosa dovrei fare? Sto facendo la vittima?
MI vengono i dubbi su me stessa, posso ignorare ma una volta che inizio a stare meglio divento tranquilla e mi viene automatico parlarle, cercare anche di dire si solamente per andare d'accordo. Sono stufa di tutta questa violenza e lo sono anche i miei genitori ma nessuno riesce ad uscire da questa cosa, i miei sopportano ma stanno tutto il giorno ad urlare. In questa casa è normalissimo alzare la voce. Se questo è il modo in cui vogliono vivere, bene ma non è di certo il mio.
Non riesco a capire, sono io che chiedo troppo? Che sono troppo rigida? E se si, perché non è lecito chiedere un pò di tranquillità e rispetto verso le persone che abitano in questa casa? L'unico modo è chiudermi in camera, sto cercando di portare a termine un progetto che mi farà guadagnare ipoteticamente dal computer e potermene finalmente andare ma se non dovesse funzionare come dice lei? Sono destinata a subire queste violenze? Non ne posso più, vorrei semplicemente vivere una vita dignitosa
So che potreste pensare che a 24 anni saresti già potuta andar via, infatti così era ma delle problematiche mi hanno riportata qui. Voglio solo vivere.
Cosa potrei fare a riguardo? Non posso più sprecare le mie energie su una cosa che mai si risolverà eppure qualcosa mi fa tornare lì.

6 risposte degli esperti pubblicate per questa domanda

Salve Alida, 


Le dico subito che mi dispiace per questa situazione relazionale che descrive con la sua famiglia. 


Noi non possiamo scegliere la famiglia in cui nascere. 


Però possiamo provare a decidere della nostra vita, step by step. 


Oppur, attuando "una sorta di rivoluzione copernicana"


E decidere che se, 


In famiglia siamo "una specie di funzione Parafulmine... Per tutti",


Dobbiamo avere coraggio di ciò che accade e si ripete nelle relazioni con i familiari, e cercare di Cambiare la nostra vita.


Cercare La Nostra Soluzione perché possiamo trovare la nostra Mission esistenziale. Magari non è solo una.


E, chissà, Non sarà sempre la stessa. 


Le relazioni sociali in casa come nella nostra realtà esterna sono fondamentali per realizzare ciò che desideriamo per noi stessi.


Forse il primo step è comprendere cosa desideriamo Cambiare e procedere di conseguenza. 


Spero di esserle stata utile.


Le relazioni tossiche , la faranno rimanere in una sorta di Ripetizione di azioni che ha già visto, che non cambieranno nulla per il suo stato d'animo e la sua progettualità. 


Le auguro di trovare con i suoi tempi una sua soluzione per sentirsi libera e serena anche in questo momento di Covid. 


Per qualsiasi cosa può contattarmi. 


Scrivendomi una mail, 


oppure se vuole un appuntamento, scrivere la mail almeno 1settimana prima, per poi indicare un orario in cui possiamo sentirci al cellulare. 


Si fidi del suo istinto nelle situazioni che conosce.


È molto giovane Alida, magari quando potrà e vorrà, un sostegno psicologo stabile la aiuterà sicuramente nel suo viaggio verso i suoi obiettivi esistenziali. 


Un caro saluto, Simona Rocco, Roma. 

Gentile Alida.


Domande come quella che lei pone hanno le migliori risposte quando ci rispondiamo da soli, questo perché nessuno può conoscere sua sorella ed il rapporto che c'è fra voi meglio di lei. Tuttavia posso provare ad aiutarla proponendole di fare un'altra domanda, questa volta a sé stessa: "Tutto ciò che faccio, i successi che ottengo, gli obiettivi che raggiungo, gli errori dai quali imparo... Lo faccio per me e per la mia crescita personale, oppure perché ho bisogno di dimostrare agli altri - e a mia sorella in particolare - quanto valgo?"


Vede, quando qualcuno ci fa una critica, anche se vuole farcela passare come giusta ed assoluta, in realtà la fa sempre dal suo punto di vista. E ciascuno di noi ha ragione, quando parla secondo il suo punto di vista. Perciò mettersi a discutere con sua sorella, dirle che si sbaglia ecc. è completamente inutile, e sa perché? Perché sua sorella non si sbaglia affatto, se guardiamo le cose come le guarda lei. A meno che non dica di aver deciso che vuole guardare le cose diversamente, non cambierà mai idea.


Perciò, se lei Alida ha l'obiettivo di cambiare sua sorella, allora fa bene a discuterci e provare il muro contro muro, e le auguro di riuscirci entro la fine di questa vita.


Se invece il suo obiettivo è migliorare sé stessa e sentirsi una ragazza  sempre più realizzata, allora quelle sono solo energie sprecate, energie tolte al suo percorso di crescita.


A lei la scelta.


Io le faccio i miei migliori auguri per ogni cosa.

Ciao Alida,


da quello che racconti immagino quanto sia difficile "ignorare", il problema principale non è quello che lei dice, ma è quanto ti porta a dubitare di te stessa e a "buttarti giù", è normale che tu abbia difficoltà a distaccarti da lei, perché è una persona alla quale vuoi bene ed è normale che tu ti chieda il perché lei si comporti così. Le persone che ci vogliono bene, non feriscono, non intenzionalmente.


Ma ci sarebbero tante situazioni da indagare, e un percorso che ti aiuti nell'autodeterminarti sarebbe fondamentale.


Mi dispiace che il tuo incontro con uno psicoterapeuta non abbia dato i risultati sperati, ma un percorso del genere non è immediato, ci vuole tempo, impegno e fatica, ma ti porterebbe aiutare davvero.


Per qualsiasi ulteriore delucidazione puoi contattarmi.


Saluti


Dott.ssa Denise Traetta

Buona sera a lei.


Ho ascoltato con attenzione quanto ha espresso e mi sono sintonizzata, o almeno ho provato a farlo, sul suo vissuto emotivo ed in effetti ammetto che può essere veramente dura una interazione domestica di tal genere!


Complimenti per la sua lucida consapevolezza e la sua capacità di far entrare l' interlocutore nelle peculiarità delle dinamiche . Ciò denota una certa parte di buon lavoro svolto su di lei, per acquisire consapevolezza e non è usuale.


Riprendo il suo ultimo passaggio poiché mi pare che li' possa esserci la "chiave di volta ".


"Non posso più sprecare le mie energie su una cosa che mai si risolverà , eppure qualcosa mi fa tornare lì "


Ecco, gentile signora , la questione se pur dura, pesante , conosciuta e straconosciuta, sembra un paradosso, non è poi così " importante"


Ciò che risulta rilevante e centrale , lo dice lei : "....eppure qualcosa mi fa tornare lì'"


Freud ( il fondatore della psicanalisi) la chiamerebbe : " coazione a ripetere", Eric Berne ( il fondatore dell'Analisi Transazionale", lo chiamerebbe " Copione".


Insomma, tutto ciò per dirle che per lei risulterebbe vitale lavorare su quelle dinamiche inconsapevoli, che la ritirano lì', come un elastico .


Non mi riferisco alla casa, al paese, in particolare, ma lì , in quella dinamica depauperante energie, che è appunto agganciarsi ad un " gioco" in cui sua sorella " l' attrae".


Oggi e' sua sorella e domani potrebbe esserlo qualunque altra persona per lei vissuta come significativa.


Quindi coraggio, torni a farsi aiutare in modo professionale o dalla sua precedente psicoterapeuta o da chi lei vorrà scegliersi come " accompagnatore o accompagnatrice" professionalmente referenziata, in questo viaggio dentro di se'.


Dott.ssa Laura Bonanni

Salve Alida, mi dispiace per la situazione che al momento sta vivendo. Credo che questa persona sia profonda insoddisfatta della sua vita e proietta questa insoddisfazione su di lei. 


Comunque, ha mai pensato di intraprendere un percorso di psicoterapia per trovare le risposte che cerca? Vedrà che con il tempo le cose miglioreranno. Credo che sia importante per lei sfogare tutta questa sofferenza.


Rimango a sua disposizione.


Buona giornata.


Dott. Fiori

Gentile Alida,


giusto o sbagliato che sia il vostro comportamento ciò che manca è il rispetto della sua persona e delle sue richieste. Da come scrive mi sembra di capire che non ci possa essere dialogo costruttivo tra di voi. Avete già provato a confrontarvi in modo aperto e chiedervi cosa collude tra voi? Ad oggi il vostro problema sembrerebbe essere proprio questa "corda" ormai rotta e difficile da "aggiustare".


Non si giudichi ma piuttosto cerchi una strada il più possibile "serena" per lei, cerchi anche di capire se può essere possibile lavorare sul "non" star male in riferimento a frasi o "battutine" sentite. Se è possibile da parte sua modulare il dialogo e le frasi in una modalità nuova e valutare una vicinanza più rispettosa per voi.


Non partirei nemmeno dal giudicarsi subito lei come "negativa" o persona che chiede troppo. Piuttosto starei più sul come stare meglio lei come persona e in questa situazione.


Le consiglio di valutare un percorso di psicoterapia personale per conoscersi meglio, per avvicinarsi a questa problematica in un modo il più aperto e meno giudicante possibile, verso di lei, e per cercare una sua via di uscita.


Resto a disposizione per domande, richieste, se volesse rispondere in privato alle domande o per una consulenza eventuale.


Cordialmente


Dott.ssa Federica Ciocca
Psicologa - psicoterapeuta cognitivo costruttivista
Ricevo: Torino, Collegno e online

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