Problemi relazionali

Mia figlia si sente esclusa all'interno della classe

Loretta

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Buonasera, mia figlia ha 11 anni ed ha appena iniziato la scuola media. Con lo studio non ha problemi ma ha problemi con i compagni di classe. Dice che le compagne tendono ad escluderla, non la ascoltano, parlano con lei solo se non c'è nessun altro. Sente di non avere interessi comuni con nessuno. È particolarmente delusa da una bambina ché è stata la sua migliore amica per anni e che adesso, così dice, la ignora e preferisce la compagnia di altre bambine. Non vuole più andare a scuola, mi chiede tutti i giorni di cambiarle classe o scuola. Non so come aiutarla.

8 risposte degli esperti pubblicate per questa domanda

Salva Loretta, comprendo la sua preoccupazione per la situazione venutasi a creare a scuola con sua figlia, mi dice che la bambina ha da poco cominciato la prima media, è un periodo di grossi cambiamenti e l'inserimento in un nuovo contesto sociale non sempre risulta semplice, quello che posso suggerirle è oltre che parlare con sua figlia ,per comprendere sino a che punto vive lei stia soffrendo per queste difficoltà,chiedere un incontro con gli insegnanti i quali trascorrendo molte oe in compagnia dei ragazzi possono comprendere meglio la situazione. Sarebbe importante sapere se oltre questa bambina nella nuova classe vi è la presenza di altri compagni che gia conosceva o sono tutti nuovi per lei? Spero di esserle stata utile e se lo ritiene opportuno la invito a ricontattarmi.


 

Cara Loretta,


Ci sono alcune valutazioni che andrebbero fatte.


La prima è quella di esaminare se voi due genitori abbiate un vissuto personale di "vittima" o "bersaglio" all'interno delle vostre famiglie.


Se sì, fate attenzione perché le vostre modalità di aggiustamento di tali situazioni, se non affrontate a viso aperto e risolte con la capacità di sostenere anche duri conflitti, possono lasciare i figli senza armi e vittime a loro volta.


Se no, il secondo step è soppesare il tipo di educazione che viene data a queste compagne di scuola dai rispettivi genitori. Spesso la gentilezza e una diffusa cultura "vera" in famiglia creano invidia - invece che emulazione - quanti di noi sono stati "salvati" da valori appartenenti ad altri nuclei familiari ...? Come diceva una battuta di Snoopy, ad Halloween travestitevi da libro, fa ancora paura a molti. Ma anche teatro, letteratura, danza, arte, storia e altre profonde passioni. I bambini possono percepire la differenza di spessore, paragonando le famiglie, e quando sentono belle diversità si inviperiscono.


Se tutto ciò è bilanciato, il terzo step è prendere in considerazione di accogliere il desiderio di vostra figlia e cambiarle scuola. Nel libro "Donne che corrono coi lupi", nel commento alla Piccola Fiammiferaia, l'Autrice è lapidaria: se in un posto stai male, vai via.


Non significa "scappare dalle difficoltà"; significa valutare se l'ostacolo è troppo grande e se lo sforzo per superarlo vale la pena e davvero aggiunge qualità alla vita.


Sono certa che una riflessione profonda (fatevi aiutare dagli insegnanti della ragazzina) vi consentirà di scegliere per il meglio.


Auguri!

Buonasera Sig.ra Loretta,


i problemi relazionali/amicali di Sua figlia possono dipendere anche da un adattamento al nuovo ambiente e sistema scolastico (passaggio dalle elementari alle medie) che può essere stato tardivo. E' chiaro che la bambina sta attraversando una fase affettivamente delicata con le sue amiche. Sarebbe stato interessante ed utile sapere se Lei ha già parlato della problematica con le insegnanti, o almeno qualcuna di loro che è più attenta alle relazioni tra compagne. In assenza di ciò Le consiglio di parlare magari con l'insegnante di lettere per avere un parere in più. Inoltre provi a coinvolgere queste amiche - anche l'amica di cui è un po' delusa - in una piccola festicciola a casa per potere osservare un po' più da vicino se la cosa è risolvibile oppure è troppo oneroso farlo. Cercherei di sdrammatizzare un po' gli eventi!! Cambiare scuola alle prime difficoltà non è la miglior cosa da fare!! Bisogna un po' lavorarci con pazienza e costanza e la situazione potrebbe migliorare!! Con i miei auguri La saluto cordialmente.

Salve Loretta, comprendo bene la situazione. Per poterla aiutare ho bisogno di capire bene la situazione e ciò implica che io le faccio alcune domande, nella speranza di non farla sentire sotto interrogatorio, ma servono a me per comprendere meglio in modo da esserle maggiormente di aiuto. Le va di parlarmi di sua figlia e della vostra famiglia? E' figlia unica? Lei è suo marito/compagno che rapporto avete con lei?


Cordiali saluti 

Buongiorno,


Sua figlia si trova in un'età molto delicata, si trova infatti tra l'infanzia e l'adolescenza. Non è più una bambina e non è ancora una giovane donna. Proprio in questo periodo si possono creare problemi con i coetanei e gli amici del cuore perché si manifestano interessi diversi e ci si trova in tappe di sviluppo diverso. C'é chi è ancora interessato ai giochi e chi inizia a guardare i ragazzi, chi ha il menarca e lo sviluppo del seno e chi si sviluppa più tardivamente.. queste e altre cose possono creare sensazioni di esclusione e rotture di amicizie perchè ci si trova in tappe di vita diverse e non ci si trova più a proprio agio. Il fatto che abbia un buon rapporto con sua figlia e lei si senta di poter condividere le sue problematiche penso che sia un punto di favore, che sicuramente la aiuterà.


Cordiali saluti


 

Salve Loretta,


Immagino la preoccupazione per il disagio che prova sua figlia. Partiamo dal presupposto che l'inizio della prima media rappresenta un cambiamento importante, soprattutto per la crescita a livello sociale e relazionale di un bambino, ovvero un pre-adolescente. Sarebbe opportuno capire come interagisce sua figlia nel gruppo dei pari, osservare e parlare con i docenti. Alla scuola elementare ha avuto difficoltà simili? Cosa fà lei per avvicinarsi ai compagni?....Alcune domande che potrebbero essere preziose. Potrebbe intanto provare a tranquillizzare sua figlia e, accogliendo il suo stato d'animo, provi a capire meglio la situazione e poi in un secondo momento potrebbe considerare il cambio classe. Consideri la possibilità di una consulenza psicologica.


Un caro saluto.

Gentile sig. ra Loretta,


il problema che pone può essere il sintomo di un disagio che sua figlia prova non necessariamente a scuola. Forse lo agisce in quel contesto perché è un modo per far porre attenzione su di lei.


Credo che tutto si possa risolvere con una terapia breve, magari familiare, per comprendere le motivazioni che spingono sua figlia a questi comportamenti e vedere come risolvere sia la situazione a scuola che eventualmente anche nella parte più emotiva della piccola.


Se vuole sono a disposizione, cordiali saluti ed in bocca al lupo.

Buongiorno.


Capita che i bambini vadano incontro a queste situazioni, che vanno giustamente prese in considerazione ma senza esagerarle. Innanzitutto è il caso di parlare bene dei motivi delle sensazioni che prova sua figlia e confrontarsi anche con gli adulti che hanno modo di osservarla in classe. A volte questi periodi passano nel momento stesso in cui magari il bambino trova un nuovo amichetto, a volte si prolungano. E' importante capire quali sono i comportamenti che portano la bambina a sentirsi esclusa e indicarle strategie per evitare questa forma di esclusione, prima di procedere al cambio classe è indicato continuare ad osservare, comprendere meglio e tranquillizzare la bambina. Risolvere con il cambio classe potrebbe non darle modo di imparare a stare nel gruppo e a tollerare la frustrazione. Inoltre consideri che nei passaggi delicati come quello che per un ragazzo rappresenta l'inizio di un nuovo ciclo scolastico è facile che ci siano reazioni di questo tipo al cambiamento, la bambina si ritrova effettivamente in una situazione nuova e diversa ed ha bisogno di assestarsi. Cerchi pertanto di tranquillizzarla e di essere supportiva riconoscendo anche il suo malessere (es.: ho capito che non stai bene e ti senti sola ma piano piano magari el cose migliorano), le racconti di quando era bambina lei e magari ha provato qualcosa di simile. Se poi il malessere si dovesse prolungare per mese o dovesse capire che si sono motivi più pesanti dietro questa esclusione valuti il cambio classe. Buona giornata.


 

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